Obbligazioni russe a picco, i grandi fondi perdono miliardi di dollari
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Obbligazioni russe a picco, i grandi fondi perdono miliardi di dollari

Obbligazioni russe a picco, i grandi fondi perdono miliardi di dollari

Il mercato delle obbligazioni russe è entrato nel panico più totale e gli investitori si stanno sbarazzando dei titoli vendendo a mani basse dopo le decisioni di Stati Uniti e Unione Europea di sanzionare le banche russe e di congelare l’accesso alle riserve in valuta estera della Banca di Russia. Ad appesantire notevolmente la situazione il downgrade da parte delle agenzie di rating S&P e Moody’s, che hanno rispettivamente portato il punteggio dei bond russi al di sotto dell’investment grade e una tacca sopra il livello spazzatura.

Nel contempo il Rublo è precipitato del 30% a seguito delle sanzioni, costringendo la Banca Centrale russa ad aumentare i tassi d’interesse fino al 20% dal 9,5%, per tentare di frenare l’emorragia della valuta arrivata a un nuovo minimo storico nei confronti del Dollaro statunitense.

 

Obbligazioni russe: pesa il congelamento delle riserve della Banca di Russia

Gli investitori in questo momento sono concentrati sui prossimi pagamenti delle cedole come cartina di tornasole per la capacità della Russia di onorare i propri impegni. Il 31 marzo scadono gli interessi per il bond marzo 2030 quotato in dollari, mentre il pagamento degli interessi per il più grande dei titoli in valuta USA in circolazione, il bond 2047, scadrà il 23 giugno.

Le preoccupazioni aumentano sempre di più visto come si stanno mettendo le cose, con gli Alleati che hanno preso di mira la Banca di Russia ed estromesso i principali istituti di credito del Paese dalla rete Swift. Al riguardo, Goldman Sachs ritiene probabile la rimozione delle obbligazioni russe dal Government Bond-Emerging Markets Index di JPMorgan. Mentre Timothy Ash, stratega di BlueBay Asset Management, ha tagliato le sue posizioni sul debito russo prima ancora dell’invasione dell’Ucraina. L’esperto ha dichiarato che l’unica opzione rimasta da parte della Banca Centrale russa per intervenire è quella dell’aumento dei tassi, come del resto ha fatto, visto che molte riserve sono ora coinvolte nelle sanzioni.

Zoltan Pozsar, strategist di Credit Suisse, ha stimato che circa 300 miliardi di dollari in valuta estera e depositati presso banche estere potrebbero essere intrappolate da sanzioni e questo limiterebbe la capacità del Paese di accedere ai fondi. Pozsar ha aggiunto che sanzionare le riserve della Banca di Russia significa che essa non può raccogliere dollari per le sue banche nazionali.

 

Obbligazioni russe: ecco quanto hanno perso i grandi fondi

In questa guerra Russia-Ucraina, a perdere molto dall’andamento del debito russo sono alcuni dei più grandi asset manager del mondo. I fondi hanno una grande esposizione nei 33 miliardi di dollari di bond russi in circolazione. Nel dettaglio, BlackRock è al comando tra quelli che stanno perdendo di più, dal momento che detiene 1,5 miliardi di obbligazioni. In seguito troviamo Capital Group con 283 milioni, Legal & General 272 milioni, Fidelity Investments 202 milioni, Capital Securities Inv Trust 172 milioni, Vanguard Group 156 milioni, Intesa Sanpaolo 154 milioni, Allianz SE 149 milioni, UBS 134 milioni e Credit Agricole 133 milioni. Dall’inizio della scorsa settimana, quando è iniziata l’escalation delle tensioni tra Russia e Ucraina, i titoli obbligazionari russi hanno perso circa la metà del loro valore, lasciando sul mercato quasi 20 miliardi di dollari.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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