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Obbligazioni USA: gli investitori svendono i junk bond, ecco perché

Obbligazioni USA: gli investitori svendono i junk bond, ecco perché

Gli investitori stanno vendendo le obbligazioni USA di bassa qualità. Secondo i dati forniti da Bank of America, lo spread tra il rendimento dei titoli a reddito fisso con rating CCC e quello dei bond con valutazione BB è balzato al livello più alto da maggio 2023. Inoltre, il premio pagato dalle società con rating tripla C per prendere in prestito rispetto ai rendimenti alla stessa scadenza dei titoli di Stato è salito fino al 9,59% la scorsa settimana. Viceversa, lo spread medio per le aziende con obbligazioni a doppia B è rimasto stabile a circa 1,9 punti percentuali. Nell’ambito dei junk bond, le obbligazioni CCC sono quelle collocate al gradino più basso della scala del rating. Quelle a doppia B invece sono posizionate al livello più alto tra le obbligazioni spazzatura.

Il mercato teme che il periodo prolungato dei tassi di interesse sbarri di fatto l’accesso al finanziamento alle società più deboli, aumentando la probabilità che queste vadano in default. Alcuni analisti ritengono anche che la possibilità di una rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca finisca per far rimanere i tassi di interesse alti, come conseguenza di maggiori stimoli fiscali. Allo stesso tempo, i rischi di una recessione economica sono un motivo ulteriore di possibili future difficoltà delle aziende più piccole. Di conseguenza gli investitori in questo momento preferiscono affidarsi a società più robuste, acquistandone le obbligazioni e facendo abbassare il rendimento.

 

Obbligazioni USA: tutto nelle mani della Fed

La dimostrazione delle difficoltà delle società più deboli è data dal numero di fallimenti di quest’anno. Sulla base dei dati di S&P Global Market Intelligence, da inizio 2024 ci sono state ben 346 dichiarazioni di fallimento, mai così tante per questa fase dal 2010. Il trend rischia di continuare se la Federal Reserve esiterà ancora a tagliare i tassi di interesse. Le aspettative del mercato sono cambiate rispetto a inizio anno. A gennaio, gli investitori scontavano tra i sei e i sette tagli di un quarto di punto ciascuno prima della fine del 2024, ora ne prevedono al massimo due. Nell’audizione al Senato di questa settimana, il presidente della Fed Jerome Powell ha dato qualche segnale incoraggiante affermando che “lasciare i costi di finanziamento alti per troppo tempo potrebbe danneggiare l’economia”. Tuttavia non ha fornito indicazioni su quando farà la prima mossa in senso accomodante e su quante saranno le riduzioni del costo del denaro prima della chiusura dell’anno.

“Gli emittenti con rating tripla C sono i meno attrezzati per navigare in un contesto di tassi alti più a lungo”, ha affermato Brian Barnhurst, responsabile della ricerca sul credito globale presso PGIM Fixed Income. “Hanno oneri di interesse più elevati, flussi di cassa e liquidità più limitati, e forse meno flessibilità aziendale”. Questo significa che “aumenta il rischio che incorrano in problemi”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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