Dopo aver chiuso un’importante collaborazione strategica con la casa danese Novo Nordisk per integrare l’intelligenza artificiale nello sviluppo dei suoi farmaci, OpenAI ha acquisito Hiro Finance, la startup di AI finance fondata nel 2024 da Ethan Bloch e Rushabh Doshi. L’operazione è stata annunciata da Bloch con un post su LinkedIn e poi confermata ai media dall’azienda guidata da Sam Altman.
I termini dell’acquisizione non sono stati resi noti. Allo stesso modo, Hiro non ha mai rivelato l’ammontare dei fondi raccolti nei suoi round di finanziamento. Nel messaggio diffuso sul sito ad operazione conclusa, il team spiega che unire le forze con OpenAI darà alla startup l’opportunità di perseguire la propria visione “su una scala molto più ampia e per un pubblico molto più vasto”. Ma cosa fa Hiro e perché il colosso dietro ChatGpt ha deciso di rilevarla?
In questo articolo:
- Cosa fa Hiro, l’app di AI finance passata a OpenAI
- Chi c’è dietro la giovane azienda di finanza AI-based
- Perché OpenAI ha deciso di acquisire l’agente finanziario
Cosa fa Hiro, l’app di AI finance passata a OpenAI
Hiro è un progetto innovativo di AI finance, ovvero uno strumento basato sull’intelligenza artificiale che automatizza, analizza e ottimizza i processi di pianificazione finanziaria. L’assistente, sperimentato in versione Beta, opera come un vero e proprio Cfo personale: un consulente finanziario di alto livello che gestisce in modo olistico il patrimonio dell’utente, dagli investimenti alla pianificazione fiscale. Ad oggi, Hiro ha aiutato i suoi clienti a pianificare e gestire oltre 1 miliardo di dollari di patrimonio.
Il funzionamento dell’applicazione è semplice. Gli utenti inseriscono sulla piattaforma tutte le informazioni finanziarie necessarie come lo stipendio, le spese mensili, i risparmi e i debiti e l’app simula diversi scenari ipotetici per aiutarli a prendere decisioni concrete ed efficaci. L’obiettivo dichiarato è quello di “migliorare il benessere finanziario delle persone”. Hiro è specificamente addestrato per padroneggiare i calcoli finanziari, inclusa un’opzione che permette di verificarne l’accuratezza.
Bloch ha rivelato in un’intervista ad American Banker che l’ispirazione per Hiro gli è arrivata leggendo la short story The Investment Counselor di Orson Scott Card, l’autore del Ciclo di Ender. “Nel racconto – ha spiegato – il protagonista ha salvato l’universo ma non sa come fare la dichiarazione dei redditi: è una metafora perfetta della vita moderna. Però si presenta Jane, questa AI che condivide la sua storia, gli dice che può occuparsene e risolvere il problema. E lì ho pensato: tutti dovrebbero avere una Jane”.
Chi c’è dietro la giovane azienda di finanza AI-based
I fondatori di Hiro sono Ethan Bloch e Rushabh Doshi. Laureato in Gestione aziendale alla University of Florida, Bloch ha lavorato per Lockheed Martin e il Warrington College of Business prima di lanciare quattordici startup, dodici fallimentari e due di successo: la piattaforma di social media marketing per Pmi Flowtown (acquisita prima da Demandforce per 4,5 milioni e poi da Intuit per 423,5 milioni) e l’app di finanza personale Digit, diventata Oportun in seguito ad un’acquisizione da 238 milioni.
Laureato in Informatica alla University of Illinois Urbana-Champaign e con un Master a Stanford, Doshi ha lavorato per Microsoft, YouTube e Facebook, in quest’ultimo caso come direttore senior per la progettazione e in qualità di direttore senior per la gestione dei prodotti. Dopo aver lasciato Menlo Park nel 2019, è diventato collaboratore di Bloch come responsabile prodotti di Digit e direttore tecnico di Oportun.
L’avventura di Hiro Finance è cominciata nel febbraio 2024. La startup ha avuto il sostegno immediato di società di venture capital di primo piano specializzate nel fintech, da Ribbit a General Catalyst e Restive. La rivista Forbes ha inserito Hiro al primo posto nella classifica dei disruptors dell’intelligenza artificiale (le aziende tech in grado di rivoluzionare i modelli di business) per la sua capacità di mappare i mercati. La sede principale dell’azienda è a San Francisco, dove lavorano una ventina di dipendenti.
Perché OpenAI ha deciso di acquisire l’agente finanziario
Hiro ha cessato ufficialmente l’attività e cancellato tutti i dati dai suoi server, quindi confluirà dentro OpenAI in quella che è a tutti gli effetti un’operazione di acqui-hiring. L’azienda di Sam Altman ingloberà i talenti della startup (ingegneri, sviluppatori e creativi) saltando la fase del reclutamento; al tempo stesso, integrerà il prodotto originale nel suo ecosistema. Piuttosto che una chiusura, quella di Hiro sarà una transizione verso un nuovo modello più specializzato.
Non è la prima volta che OpenAI acquisisce un’app finanziaria. La sua strategia è promuovere ChatGpt come strumento unico per i team finanziari aziendali, guardando sempre di più alle soluzioni per imprese e professionisti verso le quali si sta muovendo in vista della quotazione in Borsa che potrebbe avvenire nel quarto trimestre del 2026. “Per decenni, la consulenza finanziaria personalizzata è stata troppo costosa, troppo generica o troppo difficile da raggiungere: ChatGpt sta finalmente cambiando questa situazione”, ha scritto Bloch nel suo messaggio su LinkedIn.
L’acqui-hiring di Hiro serve inoltre a OpenAI per diventare più popolare tra gli utenti di OpenClaw, che tendono nettamente a preferire Claude di Anthropic. L’agente AI del momento, progettato per fare da assistente personale autonomo tuttofare, è molto diffuso per il trading automatico e non è certo un caso se Bloch sia anche ideatore di RoboBuffett, un robo-advisor composto da una pipeline di agenti AI che gestiscono portafogli di investimento applicando i principi dell’oracolo di Omaha. L’obiettivo a lungo termine di RoboBuffett è a dir poco ambizioso: valutare ogni società quotata al mondo.









