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L’oro aggiorna il massimo storico, per i gestori il rally non è finito

L'oro aggiorna il massimo storico, per i gestori il rally non è finito

Il balzo a 2.384 dollari l’oncia nell’ultima seduta ha proiettato il prezzo dell’oro sui nuovi massimi storici, ma secondo i gestori di fondi comuni il rally non è ancora terminato. Nel mercato dei future sui metalli preziosi di New York (COMEX), sono state registrate posizioni lunghe degli asset manager ai massimi di quasi quattro anni nella settimana terminata il 2 aprile, mentre da un sondaggio Bloomberg risulta che la gran parte dei gestori è convinta che gli acquisti proseguiranno nei prossimi mesi.

“L’attuale slancio è un segnale per aumentare le partecipazioni in oro”, ha riferito Rajeev De Mello, global macro portfolio manager di GAMA Asset Management SA. “I prezzi potrebbero essere vulnerabili a una leggera correzione, ma è probabile che qualsiasi pullback porti più acquisti”. Quello dell’oro “è un mercato relativamente piccolo rispetto alle dimensioni del mercato dei titoli di Stato USA e può salire molto velocemente”, ha aggiunto.

 

Oro: cosa sta determinando il rally

Lo straordinario rally dell’oro ha trovato slancio negli ultimi tempi con l’esacerbarsi delle tensioni legate alle guerre in Medio Oriente e in Ucraina. Gli investitori temono il rischio escalation e in particolare una reazione dell’Iran dopo l’attacco di Israele all’ambasciata di Damasco. Allo stesso tempo gli investitori si aspettano che un conflitto tra la Russia e l’Occidente sia ormai alle porte. Tutto ciò spinge gli operatori ad acquistare oro, da sempre considerato un asset rifugio nei momenti di grande destabilizzazione a livello economico, finanziario e geopolitico.

Il mercato sconta anche il fatto che i tassi di interesse delle Banche centrali verranno abbassati. La Banca centrale europea e la Bank of England probabilmente si muoveranno entro giugno, mentre la Federal Reserve si confronta con un’economia americana forte e un’inflazione ancora ostica. Alla fine, però, i rendimenti sul mercato sono attesi in calo nel 2024 e ciò rende le attività che non generano reddito, come l’oro, più allettanti.

Un terzo fattore che sta facendo aumentare il prezzo del metallo prezioso sono gli acquisti delle Banche centrali e della Cina. Gli istituti monetari hanno accumulato lingotti negli ultimi due anni rafforzando le loro riserve. Particolarmente attive sono state la Banca di Russia e quella cinese, soprattutto dopo il congelamento degli asset di Mosca per oltre 600 miliardi di dollari nell’ambito delle sanzioni occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina. Quanto alla spesa dei consumatori cinesi, Pechino è il più grande acquirente al mondo di oro insieme all’India e i primi segnali di risveglio dell’economia dopo due anni di torpore hanno spinto cittadini e investitori a tornare agli acquisti. “Un fattore decisamente rialzista per l’oro è che quelle once saranno tolte dal mercato e non vi torneranno mai più” ha affermato Duncan MacInnes, direttore degli investimenti di Ruffer Investment Co., riferendosi all’accumulo delle riserve da parte delle Banche centrali. “E questo è chiaramente molto diverso dal detenere ETF, dove alla fine tutti effettuano attività di trading”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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