Oro, argento e altri metalli: le prospettive secondo Louvet di Ofi Invest AM

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Metalli preziosi e metalli di transizione (quella energetica). Nella prima metà del 2025 hanno preso direzioni diverse, in forte rialzo i primi, ma facendo attenzione all’effetto del cambio eur/usd per gli investitori in euro, più indecisi i secondi. E tuttavia, per il futuro, le prospettive rimangono positive per entrambi. Per l’oro, l’unico metallo prezioso “puro” e per i suoi colleghi che trovano un utilizzo anche industriale (argento, palladio e platino). Nonché per rame, alluminio, nichel, zinco o piombo. “Sono questi ultimi i metalli della transizione energetica, senza dover andare a cercare concetti a volte astrusi e mal compresi da molti come quello delle terre rare” ha chiarito subito Benjamin Louvet, responsabile Commodities di Ofi Invest AM, intervistato da Borsa&Finanza. Esperto di materie prime, Louvet gestisce i fondi Ofi Invest Energy Strategic Metals e Ofi Invest Precious Metals I.

 

Benjamin Louvet, gestore di fondi Ofi Invest, in una fotografia professionale
Benjamin Louvet, Ofi Invest

L’oro, bene rifugio per eccellenza, e tre metalli con “dual use”, utilizzati anche nell’industria. Quali sono le determinanti che ne stanno guidando l’andamento? Cominciamo dall’oro.

“L’oro è influenzato prevalentemente da tre fattori. Il primo è che gli investitori asiatici, in primis la Cina, stanno registrando acquisti netti positivi. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e la decisione delle nazioni occidentali di congelare i beni, i player asiatici hanno smesso di considerare il dollaro come un bene rifugio e hanno dirottato le loro risorse sull’oro, con gli afflussi in ETF che sono cresciuti sensibilmente in questi mercati. Attualmente, sembra che questo cambio di paradigma sia destinato a perdurare; ciò significa che la domanda degli investitori privati asiatici appare solida. In secondo luogo, le Banche centrali continuano ad acquistare oro da anni ormai. Dopo aver comprato oltre 1.000 tonnellate nel 2022, 2023 e 2024, ne hanno acquistate ufficialmente più di 250 tonnellate nel primo trimestre del 2025. E sembra che vogliano accrescere le loro riserve ancora di più. In un sondaggio pubblicato di recente (giugno 2025) dal World Gold Council, il 43% di tutte le Banche centrali intervistate ha dichiarato di voler aumentare la propria allocazione al metallo prezioso nei prossimi 12 mesi. Si tratta di un record, ben al di sopra del precedente, fissato lo scorso anno al 29%. Dalla stessa indagine è emerso anche che nessun istituto di credito centrale ha dichiarato di voler ridurre la propria allocazione. Infine, il principale fattore determinante per il prezzo dell’oro è l’elevato livello di indebitamento delle principali economie sviluppate. Per mantenere l’onere finanziario sostenibile, i tassi di interesse reali devono rimanere bassi. I bassi tassi di interesse sono il principale fattore a sostegno dell’oro dato che l’oro non genera rendimenti ed è quindi più appetibile quando i rendimenti di altri asset sono inferiori”.

 

Invece, per quanto riguarda argento, platino e palladio?

“L’argento è principalmente influenzato dalla domanda industriale. Essendo il metallo con le migliori proprietà conduttive al mondo, l’argento è ampiamente utilizzato in ambito tecnologico, soprattutto per quanto riguarda le basse emissioni di carbonio. Con il rapido progresso dell’industria solare e dei veicoli elettrici, il consumo di argento è aumentato notevolmente. Questi due settori, nati appena 15 anni fa, oggi consumano complessivamente quasi il 30% dell’intera produzione. Sapendo che dovremmo ancora raddoppiare la capacità annuale installata di pannelli e moltiplicarla per le vendite di veicoli elettrici, la domanda dovrebbe continuare a crescere nei prossimi anni. I platinoidi (platino e palladio) sono oggi trainati principalmente dalla domanda proveniente dall’industria automobilistica, in quanto essenziali per la produzione delle marmitte catalitiche. Questa parte della domanda dovrebbe rallentare con il passaggio alla motorizzazione elettrica. Tuttavia, poiché il passaggio rappresenta una grande sfida per le case automobilistiche, l’adozione di veicoli ibridi potrebbe essere un passo necessario prima di spostarsi definitivamente sui veicoli completamente elettrici. Poiché un veicolo ibrido dispone ancora di un convertitore catalitico, la riduzione della domanda di platinoidi potrebbe essere lenta. Inoltre, il platino è un metallo con proprietà chimiche specifiche. In particolare, si tratta di un metallo fondamentale per alcuni degli elettrolizzatori più efficienti, necessari per sviluppare l’industria dell’idrogeno green. È inoltre fondamentale per la produzione di celle a combustibile, che sono necessarie per trasformare il suddetto idrogeno in elettricità”.

 

Quali sono le prospettive per i quattro metalli preziosi?

“Le prospettive per l’oro restano molto positive: finché la questione del debito non sarà risolta, l’oro dovrebbe continuare a salire. Inoltre, le Banche centrali stanno continuando ad aumentare la loro esposizione, il che rappresenta anch’esso un supporto molto importante. L’argento ha un potenziale ancora migliore. Il mercato sarà in deficit quest’anno per il quarto anno consecutivo e la domanda dovrebbe aumentare con l’accelerazione della transizione energetica. L’argento ha oggi il potenziale per raggiungere nuovi massimi storici, al di sopra dei 50 $/oncia registrati nel 2011. I platinoidi sono probabilmente più limitati, dato il forte rialzo registrato negli ultimi mesi: il platino è in rialzo del 45% da inizio anno (al 30 giugno) e il palladio del 18% nello stesso periodo”.

 

Come funziona il vostro fondo sui metalli preziosi e che commissioni ha?

“Il fondo si espone all’andamento dei metalli tramite uno swap di performance su un indice che replica l’andamento di un paniere composto da oro, argento, platino e palladio. Le commissioni dipendono dalle asset class incluse e possono variare dallo 0,40% all’1,50% annuo”.

 

Parliamo ora dei metalli della transizione energetica su cui investe il fondo Ofi Invest Precious Metals I. Sono conosciuti da secoli e non fanno parte del gruppo delle terre rare, di cui si sente spesso parlare. Quali sono?

“Oltre all’argento e ai platinoidi, già menzionati in precedenza, il fondo include alcuni metalli industriali come rame, alluminio, nichel, zinco o piombo. Questi metalli e le loro specifiche proprietà chimiche e fisiche li rendono fondamentali per la transizione energetica. Il rame è il coltellino svizzero della transizione energetica, in quanto è utilizzato ovunque, dalla rete elettrica ai caricabatterie, dai veicoli elettrici alle turbine eoliche. Ad esempio, in un veicolo elettrico si trova quattro volte più rame rispetto a un veicolo a motore termico. Anche l’alluminio è molto importante, soprattutto per i pannelli solari o per gli EV, poiché è necessario alleggerire il peso delle auto così da compensare quello delle batterie. Il nichel è importante perché è necessario per produrre l’acciaio, ma anche perché è fondamentale per costruire alcune delle batterie più efficienti. Infine, lo zinco e il piombo sono importanti per lo sviluppo delle turbine eoliche.

 

Quali sono le determinanti del loro andamento e le prospettive?

“Il motore principale è la transizione energetica. Trasformare il nostro sistema energetico, che oggi si basa ancora molto sui combustibili fossili, in un sistema che si fonda sulle energie rinnovabili, significa trasformare la nostra dipendenza dai combustibili fossili in una dipendenza dai metalli, poiché questa transizione richiede lo sviluppo di tecnologie in grado di trasformare l’energia del vento o del sole in elettricità. Senza metalli, tutto ciò non può avvenire. Con l’accelerazione della transizione, si materializzeranno carenze nell’approvvigionamento di alcune di queste commodity critiche e l’unico modo per bilanciare questi mercati sarà quindi quello di spingere i prezzi al rialzo”.

 

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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