Oro: come comportarsi con il bene rifugio per eccellenza? - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Oro: come comportarsi con il bene rifugio per eccellenza?

Oro: come comportarsi con il bene rifugio per eccellenza?

Gli investitori occidentali stanno scaricando l’oro in risposta all’aumento dei tassi. Dalla fine di aprile più di 527 tonnellate d’oro sono uscite dalle camere blindate di New York e Londra, soprattutto verso la Cina. Se l’inflazione Usa resterà elevata, la Fed resterà aggressiva sui tassi e l’oro meno desiderabile. Le Banche centrali di tutto il mondo sono impegnate in una serie di aumenti dei tassi di interesse per cercare di riportare un’inflazione ostinatamente alta verso i valori target. L’impatto di questi tassi in continuo aumento è stato quello di rendere l’oro una merce meno desiderabile vista la sua mancanza di rendimento immediato, rendendo al suo posto più attraenti altri asset che pagano interessi come le obbligazioni. Un dato ancora elevato sull’inflazione negli Stati Uniti a ottobre, infatti, non ha fatto altro che esacerbare la pressione sulla Fed per continuare ad aumentare i tassi in modo aggressivo.

Gli investitori occidentali scaricano i lingotti, gli acquirenti asiatici, cinesi in primis, li acquistano. Proprio il calo del prezzo spot nel corso degli ultimi mesi ha suscitato interesse all’acquisto di oro fisico da parte dell’Asia, con i flussi di importazioni verso la Cina che hanno raggiunto il massimo degli ultimi 4 anni ad agosto, secondo quanto ha riportato Bloomberg. Nel mercato dell’oro è in corso una migrazione globale: gli investitori occidentali scaricano i lingotti, mentre gli acquirenti asiatici approfittano del crollo dei prezzi per acquistare gioielli e lingotti a buon mercato.

Nei mercati asiatici oro e argento venduti con premi elevati. L’aumento dei tassi, che rende l’oro meno attraente come investimento, fa sì che grandi volumi di metallo giallo vengano prelevati dai caveau di centri finanziari come New York e si dirigano verso est per soddisfare la domanda del mercato dell’oro di Shanghai o del Grand Bazaar di Istanbul. In realtà, non si muove abbastanza velocemente. I problemi logistici, uniti alle stranezze del mercato, rendono difficile per i commercianti far arrivare abbastanza lingotti dove sono richiesti. Di conseguenza, in alcuni mercati asiatici l’oro e l’argento vengono venduti con premi insolitamente elevati rispetto al prezzo di riferimento globale.

“L’incentivo a detenere oro è molto più basso. Ora va da ovest a est”, ha dichiarato a Bloomberg Joseph Stefans, responsabile del trading di Mks Pamp Sa, un’azienda che si occupa di raffinazione e commercio dell’oro. “Stiamo cercando di tenere il passo nel miglior modo possibile”. La rotazione del metallo in tutto il mondo fa parte di un ciclo che si ripete da decenni: quando gli investitori si ritirano e i prezzi scendono, gli acquisti asiatici riprendono e i metalli preziosi fluiscono verso est, contribuendo a mettere un floor al prezzo dell’oro durante i periodi di debolezza”.

Più di 527 tonnellate d’oro sono uscite dalle camere blindate di New York e Londra. Dal picco di marzo, i prezzi dell’oro sono crollati più del 20% a causa dei rialzi aggressivi dei tassi da parte della Federal Reserve, che hanno provocato una liquidazione di massa da parte degli investitori finanziari. Dalla fine di aprile, secondo i dati di CME Group e della London Bullion Market Association, più di 527 tonnellate d’oro sono uscite dalle camere blindate di New York e Londra, che sono i due maggiori mercati occidentali.

 

Oro: quotazioni alle prese con supporto area 1.630, livello a rischio

I prezzi dell’oro sembrano essere impostati al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-1,13%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 1.640,7, per poi tentare un timido rimbalzo in serata andando a chiudere a quota 1.647,4.

Come detto in precedenza, con un continuo rialzo dei tassi di interesse negli Usa, con conseguente forza del dollaro, diventa difficile per il metallo prezioso avere grandi slanci a causa della evidente correlazione inversa. Anche il recente rialzo dell’oro di inizio ottobre, infatti si è arrestato poco sopra quota 1.725 dollari l’oncia e i corsi hanno ripreso a scendere subito.
Ora, seppur ancora al di sopra, si trovano molto vicino all’indicatore Supertrend (supporto di area 1.630) con tutta l’intenzione di andarlo a violare prossimamente. Forse già questa settimana, quando mercoledì la Fed proseguirà nella propria politica monetaria aggressiva con un un ulteriore balzo dei tassi dello 0,75%, che li porterà ad un livello complessivo del 4%. Certamente un bene per combattere l’inflazione ma, sotto certi aspetti, anche per l’oro, che si trova davanti un “calcio di rigore” per gli investitori più coraggiosi pronti ad aprire posizioni ribassiste.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 43. Dal punto di vista operativo, pertanto, non sono affatto consigliate le posizioni rialziste, mentre le operazioni short potranno essere aperte alla violazione di quota 1640,7 con obiettivo molto vicino al livello 1.613.

 


L’andamento di breve termine dell’ORO

AUTORE

Picture of Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *