Oro: quotazione verso 3000 dollari l’oncia, spazio fino a 3.450?

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Sempre nuovi record. Sembra essere questo il destino dell’oro nel 2025, anno iniziato con una serie di massimi storici della quotazione. L’ultimo raggiunto questa mattina, in area 2.940 dollari l’oncia. L’obiettivo di quota 3.000 è ormai alla portata e tra gli analisti c’è chi pensa che possa arrivare a 3.450 per oncia, anche se in uno scenario rialzista che non è quello centrale.

 

Le determinanti della corsa dell’oro

Giacomo Calef, responsabile Italia di NS Partners, ricorda che anche nel 2024 l’oro ha segnato nuovi record storici. I fattori che hanno favorito la corsa del metallo prezioso sono noti: tensioni geopolitiche accumulatesi negli ultimi anni, acquisti da parte delle Banche centrali, aspettative di nuovi dazi negli Stati Uniti già dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni del 5 novembre scorso. “Questi sviluppi hanno spinto gli investitori verso asset considerati più sicuri, con l’oro che si è confermato come il rifugio preferito nei periodi di incertezza geopolitica” commenta Calef.

Le Banche centrali, invece, hanno scelto di accumulare oro per diminuire la presenza di dollari nelle loro riserve ed esserne meno dipendenti. Non a caso sono state soprattutto le Banche centrali di paesi emergenti come Cina, Turchia e India a incrementare le riserve auree. “Nella seconda metà del 2024, l’azionario di Pechino è tornato a correre, ma molti investitori orientali hanno comunque mantenuto intatte le loro esposizioni all’oro, con la differenza che la controparte occidentale è tornata a essere un acquirente attivo, grazie all’avvio dei cicli di taglio dei tassi d’interesse di Federal Reserve e Banca centrale europea” aggiunge Benjamin Louvet, responsabile materie prime di Ofi Invest AM.

Peter Kinsella, responsabile globale strategie Forex di UBP, evidenzia come gli acquisti delle Banche centrali siano raddoppiati rispetto al 2022 e che la decisione dell’Occidente di imporre sanzioni alla Russia abbia avuto un ruolo decisivo: “In futuro, qualsiasi paese che si dovesse trovare in forte disaccordo politico con l’Occidente potrebbe implicitamente correre il rischio di vedere i propri asset confiscati. Di conseguenza, le banche centrali di tutto il mondo hanno incrementato le riserve di oro e questa tendenza è destinata a continuare nel 2025”.

 

Quotazione oro: i prossimi obiettivi

Benjamin Louver è convinto che “gli elementi a supporto della quotazione dell’oro appaiono più forti e più numerosi di quelli che potrebbero arrestare il trend di crescita, e noi prevediamo che quello da poco raggiunto sia un record destinato a essere battuto molto presto, con la commodity che potrebbe raggiungere e superare la soglia dei 3.000 dollari l’oncia”.

A spingere in tale direzione, secondo Peter Kinsella, c’è anche il ritorno degli investitori occidentali sugli ETF in oro fisico grazie alla diminuzione del costo opportunità di detenere il metallo prezioso a fronte di un abbassamento dei tassi di interesse e dei rendimenti sui mercati obbligazionari.

Attenzione però al breve periodo, perché l’oro potrebbe rifiatare. È il pensiero di Nitesh Shah, responsabile materie prime e ricerca macroeconomica di WisdomTree. “Nello scenario di consenso, l’oro raggiunge i 3.070 dollari l’oncia entro il quarto trimestre del 2025 – spiega Shah -. Tuttavia i prezzi potrebbero in parte attenuarsi nei prossimi mesi”.

Nello scenario rialzista, che prevede un’inflazione stabile su livelli elevati e una Fed impegnata a tagliare i tassi di interesse in uno scenario geopolitico che rimane problematico, l’oro potrebbe spingersi fino a una quotazione di 3.450 dollari l’oncia. Nello scenario ribassista, infine, una Fed impedita nel taglio dei tassi di interesse da un’inflazione spinta dalle politiche della nuova amministrazione USA e una salita dei rendimenti obbligazionari fino al 5,60% (Treasury n.d.r.), affonderebbe l’oro fino a 2.300 dollari l’oncia per la fine dell’anno.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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