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Petrolio e gas in rally ma la stagionalità non è favorevole

Una mappa del Medio Oriente, con le nazioni interessate dalle tensioni: Israele, striscia di Gaza, Libano, Iran, Siria

Le quotazioni di petrolio e gas naturale sono tornate a preoccupare i mercati finanziari e le Banche centrali. L’accelerazione al rialzo determinata dalle tensioni in Medio Oriente e dall’attacco di Hamas a Israele fa temere un risveglio dell’inflazione. La stagionalità però racconta una storia diversa. Se ne è parlato nell’approfondimento settimanale della Weekly Note di Vontobel (QUI per iscriversi gratuitamente).

 

Petrolio e gas sono due delle asset class che più stanno indirizzando il sentiment del mercato. I rialzi delle quotazioni registrati dopo il febbraio 2022 sono stati determinanti per l’aumento dell’inflazione, in particolar modo in Europa. In un contesto in cui le Banche centrali sono impegnate nella lotta all’inflazione a suon di incrementi dei tassi, ogni fiammata dei prezzi delle materie prime energetiche rappresenta un elemento di apprensione per i mercati.

Lo scontro in Medio Oriente rappresenta un fattore da monitorare con particolare attenzione in tal senso, ancor più considerando la necessità degli Stati Uniti di rimpinguare le scorte strategiche usate nei mesi precedenti. Per i prezzi del gas è stato il sabotaggio del Baltic Connector, il gasdotto che collega l’Europa alla Finlandia, il fattore che ha portato alla crescita dei prezzi. Se questi due elementi possono scompaginare le previsioni, l’analisi della stagionalità va tuttavia a favore di una riduzione dei prezzi di petrolio e gas nel corso delle prossime settimane.

Guardando come si sono comportate le quotazioni negli ultimi 3-5 e 10 anni si scopre infatti che a ottobre e novembre i prezzi delle due materie prime energetiche sono calate nella maggioranza dei casi. Da un punto di vista stagionale, chi si fosse posizionato al ribasso sul petrolio WTI nel periodo 15 ottobre – 31 novembre avrebbe guadagnato mediamente l’11,9% con il 66,7% di probabilità negli ultimi 3 anni, il 17,8% con probabilità del 60% a 5 anni e il 12,8% con probabilità 70% negli ultimi 10. Tendenza analoga anche per il gas, con ritorni del 14,4% e probabilità del 100% negli ultimi 3 anni, del 13,4% a 5 anni e del 10,3% a 10 anni. In questi ultimi due casi le probabilità sono all’80%.

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