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Petrolio in attesa del taglio di produzione Opec, cosa fare con il barile?

L'analisi grafica sul petrolio in vista della riunione Opec+

Il Ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, Abdulaziz bin Salman ha reso nota alcuni giorni fa la possibilità che l’Opec+ decida di ridurre la produzione di petrolio. “L’elevata volatilità e la bassa liquidità del trading indicano che il settore petrolifero sta vivendo in condizioni di mercato sempre più nocive, e questo potrebbe costringere l’Opec+ a prendere misure appropriate. Senza sufficiente liquidità, il mercato petrolifero non può riflettere adeguatamente le realtà fisiche delle scorte, e questo può dare un falso senso di sicurezza nei momenti in cui la capacità inutilizzata è gravemente limitata e il rischio di gravi interruzioni delle forniture rimane elevato”, ha dichiarato il principe saudita.

Bin Salman ha osservato inoltre che l’Opec+ possiede gli strumenti necessari per far fronte alle sfide attuali, “anche riducendo la produzione in qualsiasi momento e in varie forme, come è stato dimostrato nel 2020 e nel 2021″.

Guardando ai prossimi anni, il ministro saudita ha evidenziato che l’Opec+ sarà “presto al lavoro per un nuovo accordo sulla regolamentazione della produzione, per il periodo successivo al 2022, che si baserà sulla precedente esperienza, sui risultati e i successi. Intendiamo rendere il nuovo accordo più efficace di prima”, ha detto Salman, “quando vediamo come l’attuale pericolosa volatilità mina le fondamenta del mercato e la sua stabilità, la nostra determinazione non fa che aumentare”.

Con l’Arabia Saudita che si è fatta avanti per difendere i prezzi del greggio, è probabile che il mercato colga l’occasione per costruire posizioni lunghe, secondo gli analisti. Nello scenario globale quello delle scorte di petrolio è però solo uno dei problemi che intacca la crisi energetica. In ballo c’è anche l’accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Iran.

 

Petrolio WTI in laterale. Le opportunità di trading meccanico

Il WTI Crude Oil ha una impostazione ribassista nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 88,27, per poi invertire parzialmente la rotta fino a recuperare la soglia dei 91 dollari al barile, rimanendo tutto il resto della giornata in uno stretto trading range.

La congestione è ancora più visibile ampliando l’orizzonte temporale: da inizio agosto i corsi si stanno muovendo in laterale in un intervallo compreso tra 85,73 e 97,66. Difficile sapere quando il mercato prenderà una direzione definita: se si guardano le ultime due sedute sembra prevalere una pressione ribassista; se si prende in considerazione la notizia di cui sopra (taglio alla produzione) il trend dovrebbe diventare rialzista.

Al momento, in attesa dei possibili sviluppi, risulta essere conveniente sfruttare questa fase di indecisione applicando una strategia di trading piuttosto semplice ma di comprovata efficacia. Il meccanismo consiste nel comperare sui supporti già testati (area 85/86 dollari) e vendere sulle resistenze (nell’intorno dei 98 dollari al barile). E successivamente, vendere le resistenze e ricoprirsi sui supporti, continuando così in un loop ripetitivo.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono ribassisti da metà giugno. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 45.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 92,73 con target nell’intorno dei 97,66 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 88,27 con obiettivo molto vicino al livello 85,73.


L’andamento di breve termine del WTI Crude Oil

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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