Petrolio Wti: cosa fare dopo il crollo causato dai contro-dazi cinesi

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Venerdì scorso il prezzo del petrolio ha accelerato, accumulando una discesa settimanale di quasi il 10% a 61,5 dollari al barile, dopo la decisione della Cina di introdurre tariffe del 34% su tutte le importazioni di prodotti americani, reagendo alla speculare decisione dell’amministrazione Trump. Si teme una recessione globale, che inevitabilmente porterebbe a un forte calo dei consumi di greggio.

Il timore che i dazi possano provocare una recessione e un crollo della domanda di petrolio continueranno a  causare molta volatilità anche questa settimana, rischiando di peggiorare la maggiore flessione percentuale degli ultimi sei mesi e raggiungendo i minimi del 2021.

Il prezzo di un barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a giugno, la scorsa settimana è sceso del 7,7% a 64,5 dollari, per la prima volta dall’agosto del 2021 sotto la soglia dei 65 dollari al barile. Un barile di West Texas Intermediate (Wti), il benchmark americano, con consegna a maggio, è sceso dell’8,4% a 61,3 dollari al barile.

Non sorprende che Goldman Sachs abbia rivisto al ribasso le proprie stime sul greggio di 5/6 dollari al barile rispetto allo scorso 25 dicembre a causa dei dazi e dell’aumento della produzione dei Paesi aderenti a Opec+. Le nuove previsioni sono di 69 dollari al barile per il Brent e di 66 dollari per il Wti nel 2025 e di 62 dollari al barile per il Brent e 59 dollari al barile per il Wti nel 2026.

 

Future Wtu Crude oil, le quotazioni si appoggiano sul supporto in area 60 dollari

Quotato sul mercato americano Nymex, il Future Wti Crude oil sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura molto al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 58,95, per poi rimbalzare vistosamente nel corso del pomeriggio andando a chiudere sul finale nell’intorno di quota 61.

In seguito al doppio massimo realizzato a metà gennaio in area 80 dollari al barile, il derivato sull’oro nero ha drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento ribassista, senza mai effettuare alcun fisiologico rimbalzo, ma sempre posizionato al di sotto di una precisa trendline discendente, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente sul livello 65,22 (5 marzo).

Da quel momento i corsi hanno ricominciato lentamente a risalire ma senza riuscire a superare la soglia dei 72,28 dollari (massimo relativo del 2 aprile), tant’è che ha fatto seguito un vero e proprio crollo, dovuto al pericolo recessione causato dai nuovi dazi statunitensi, fino alle quotazioni attuali in area 60.

E’ probabile, però, che quest’ultimo livello possa arginare la discesa fungendo da supporto. Per l’immediato futuro, quindi, è lecito attendersi un rimbalzo, almeno di corto respiro, che riporti i prezzi fin verso la prima resistenza individuabile a quota 65 dollari. Anche il pattern di analisi candlestick formatosi ieri sul grafico daily, denominato “Doji” e indicante un generalizzata indecisione da parte degli operatori, potrebbe essere il preludio ad una eventuale inversione di tendenza.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 62 con target nell’intorno dei 65 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 59 con obiettivo molto vicino al livello 56. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i corsi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti la scorsa settimana. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 27.


L’andamento di breve termine del Future Wti Crude oil

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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