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Piazza Affari: montagna di dividendi, come si muoverà il FTSE Mib?

Il Dito medio di Maurizio Cattelan, opera posizionata davanti alla Borsa di Milano

Il lascito del 2022 per gli investitori in azioni è una montagna di dividendi con contorno di buyback. L’anno passato è stato un anno da dimenticare per le azioni quotate alla Borsa di Milano: inflazione, rincari energetici, rialzo dei tassi di interesse. Per il FTSE Mib l’anno si è chiuso con una perdita del 12%. Il 2o23 è iniziato in modo completamente diverso, con un rialzo deciso. Nel corso di quest’anno, infatti, gli investitori in azioni potranno monetizzare i profitti realizzati dalle aziende anche grazie al rincaro dei prezzi, girato sui listini di vendita al consumo. A fine 2022, infatti, si è avvicinata a 70 miliardi di euro la somma dei profitti delle società quotate a Piazza Affari, secondo le stime della società di analisi Intermonte. Un valore record che vale il 4% del prodotto interno lordo nazionale e che è cresciuto del 37% rispetto al 2021.

Secondo le stime, quest’anno gli azionisti di Piazza Affari tra cedole e riacquisti di azioni dovrebbero incassare circa 36 miliardi, il 2,1% del Prodotto interno lordo. Eni, colosso energetico nazionale, è in prima linea in un settore che svetta tra tutti con risultati più che quadruplicati durante il 2022. I risultati annuali di Eni saranno resi noti  il prossimo 23 febbraio, ma secondo la media delle previsioni degli analisti l’utile lordo del “Cane a sei zampe” dovrebbe toccare i 22,6 miliardi (erano 11,1 nel 2021) e quello netto dovrebbe raggiungere i 13,4, il 120% in più dei 6,1 del 2021.

 

Brindano anche i bancari

Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2022 con un utile di 5,5 miliardi, il 31,6% in più di quelli registrati nel 2021. Banco Bpm  ha segnato un utile netto di 702,6 milioni, in crescita del 23,5% rispetto ai 569 milioni del 2021. UniCredit, sotto la guida dell’amministratore delegato Andrea Orcel ha chiuso l’esercizio con utili per 5,2 miliardi, tre volte e mezza gli 1,5 miliardi di profitti del 2021, un miliardo e mezzo oltre le attese degli analisti, con il record dell’ultimo decennio che consentirà di distribuire agli azionisti tra dividendi e riacquisto di azioni proprie ben 5,25 miliardi, con un aumento del 40% rispetto al payout dell’anno prima.

A gonfiare gli extraprofitti è stato nnanzitutto l’aumento del margine di interesse, dato dalla differenza tra i tassi (irrisori) che le banche pagano ai clienti sui loro conti correnti e quelli che incassano sui prestiti e sui mutui a tasso variabile. Poi c’è la pioggia di rincari sui costi di gestione dei rapporti bancari, saliti in media dell’8%. Una pioggia di denaro che ora affluirà nelle tasche degli azionisti.

 

Future FTSE Mib, il rally ha il fiato 

Quotato nel mercato Idem di Borsa Italiana, il Future sull’indice FTSE/Mib sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance leggermente negativa registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura un po’ al di sotto della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 27.515, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un massimo a quota 27.800. Nel corso del pomeriggio, poi, complice la debolezza della Borsa americana, i corsi si sono mantenuti fino alla chiusura all’interno di uno stretto trading range.

Il rally che sta caratterizzando il mercato da inizio anno anno è sostenuto fa una trendline ascendente che non mostra, al momento, alcun segno di cedimento. Quindi, non essendo ancora evidenti segnali di inversione o di ritracciamento, diventa insostenibile affidarsi alla tesi secondo la quale “è salito troppo” e, di conseguenza, “deve scendere”. Certamente lo farà (nessun rialzo dura in eterno), ma forse non adesso. Cui si aggiunge la forza relativa intrinseca rispetto all’azionario europeo e americano, che invece cominciano a stornare.
L’unico appiglio risiede nell’aver già raggiunto anche il target dei 28.000 punti (che non toccava dal dicembre 2021), ma non è sufficiente: sembrava già troppo alto il livello 27.000 e invece si è andati ben oltre.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 27.970 con target nell’intorno dei 28.250 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 27.515 con obiettivo molto vicino al livello 27.250. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono rialzisti da inizio 2023. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 75.


L’andamento di breve termine del Future FTSE/MIB

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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