Pictet: i sette trend del 2026 che stanno ridisegnando i mercati

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Le grandi trasformazioni che stanno attraversando l’economia globale hanno ormai una natura strutturale. Non si tratta più di tendenze episodiche o di narrative di mercato destinate a esaurirsi nel giro di pochi trimestri, ma di forze profonde che stanno modificando in modo stabile i modelli di crescita, i consumi, l’organizzazione del lavoro e le priorità di investimento. Demografia, innovazione tecnologica, transizione energetica e adattamento climatico si stanno intrecciando in una fase in cui i confini tra economia reale, tecnologia e sostenibilità appaiono sempre più permeabili. Pictet Asset Management individua sette grandi direttrici da osservare nel 2026, tutte accomunate da un elemento: la capacità di incidere in modo trasversale su imprese, governi e mercati.

 

In questo articolo:

 

  • La salute diventa uno dei grandi temi economici della longevità
  • L’intelligenza artificiale entra nella partita della produttività
  • Il 2026 può segnare un salto per la robotica
  • Alimentazione più sana, naturale e meno processata
  • Lo stoccaggio dell’energia resta il nodo della transizione
  • La resilienza climatica passa dalle infrastrutture
  • Cybersecurity, la nuova frontiera della difesa digitale

 

La salute diventa uno dei grandi temi economici della longevità

L’allungamento della vita media non è soltanto un fenomeno demografico, ma una trasformazione destinata a incidere in profondità sulla spesa pubblica, sui modelli sanitari e sulle priorità industriali. Con l’ingresso dei baby boomer più anziani in una fascia di età in cui i bisogni di cura crescono in modo significativo, il tema centrale diventa la qualità degli anni vissuti, più ancora della loro durata. Secondo Stephen Freedman, head of research and sustainability of thematic equities di Pictet Asset Management, la prevenzione è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale, sia attraverso programmi di screening più mirati sia grazie all’uso dei dati per individuare in anticipo vulnerabilità e fattori di rischio. In parallelo, l’innovazione tecnologica continua a ridefinire il settore, dalla diagnostica alla ricerca farmaceutica, con l’intelligenza artificiale che si inserisce come acceleratore nello sviluppo di nuovi farmaci e nelle applicazioni mediche avanzate. Secondo una ricerca di Deloitte, un investimento proattivo nella prevenzione delle malattie potrebbe garantire a ogni cittadino statunitense 15 anni di vita in più in buona salute.

 

L’intelligenza artificiale entra nella partita della produttività

Se l’invecchiamento della popolazione sostiene da un lato la crescita della domanda sanitaria, dall’altro accentua la pressione sulla produttività e sulla disponibilità di forza lavoro. In questo contesto, l’intelligenza artificiale viene letta sempre più come uno strumento di compensazione strutturale. La diffusione dell’IA agentica, cioè di sistemi in grado di fissare obiettivi ed eseguire compiti in autonomia, sta già mostrando applicazioni concrete in diversi comparti. Nel software, gli assistenti di coding stanno contribuendo ad aumentare la produttività degli sviluppatori del 20-40%, mentre nell’assistenza clienti e nei processi amministrativi l’automazione intelligente sta migliorando efficienza e tempi di esecuzione. Il punto, secondo Pictet, non è soltanto l’adozione della tecnologia in sé, ma il ruolo che questa potrà avere nel sostenere la capacità produttiva in economie caratterizzate da una crescente scarsità di manodopera.

 

Il 2026 può segnare un salto per la robotica

Tra i temi destinati a guadagnare centralità c’è anche la robotica, che nel 2026 potrebbe entrare in una nuova fase di accelerazione. L’integrazione con l’intelligenza artificiale generativa sta ampliando le capacità dei robot di interagire con l’ambiente e di adattarsi a contesti operativi più complessi. Non si tratta più soltanto di automazione industriale tradizionale, ma di un’estensione progressiva verso applicazioni più sofisticate, dai robot collaborativi agli umanoidi, fino ai veicoli autonomi. Nel 2026, si prevede che saranno installati circa 575.000 robot industriali in tutto il mondo, rispetto ai 555.000 dell’anno precedente. 

In ambito manifatturiero, logistico e infrastrutturale, il progresso tecnologico sta riducendo i tempi di sviluppo e ampliando il perimetro delle applicazioni. Anche i data center e gli ambienti produttivi chiusi stanno emergendo come spazi privilegiati per l’adozione di nuove soluzioni robotiche, mentre sul fronte della mobilità il debutto di nuovi modelli autonomi e dei robotaxi viene indicato come uno degli sviluppi da monitorare nei prossimi mesi.

 

Alimentazione più sana, naturale e meno processata

Un altro asse di trasformazione riguarda i consumi alimentari. La ricerca di prodotti più naturali, locali e meno processati si sta consolidando come risposta sia a una maggiore attenzione per la salute sia a una crescente sensibilità verso la qualità degli ingredienti. Per Pictet Am il tema dell’alimentazione sana si lega a un cambiamento più ampio negli stili di vita, alimentato anche dalla diffusione dei farmaci anti-obesità e dalla conseguente revisione delle abitudini di consumo. L’effetto combinato di maggiore consapevolezza nutrizionale, pressioni regolatorie su etichettatura e ingredienti, e domanda di prodotti percepiti come più genuini sta già incidendo sulle scelte dei consumatori. Il comparto alimentare si trova così stretto tra una ridefinizione della domanda e un mutamento del linguaggio stesso della salute, sempre più centrato sulla prevenzione quotidiana.

 

Lo stoccaggio dell’energia resta il nodo della transizione

La transizione energetica continua ad avanzare, ma il vero punto critico resta la capacità di immagazzinare l’energia prodotta da fonti non programmabili come solare ed eolico. Secondo Freedman, il rafforzamento dei sistemi di accumulo viene visto come passaggio necessario per rendere più stabile e affidabile un mix energetico in cui le fonti pulite occupano uno spazio crescente, ad oggi il 41% della produzione mondiale di elettricità. Lo sviluppo riguarda sia le grandi batterie abbinate agli impianti rinnovabili sia le soluzioni distribuite per uso domestico, mentre l’innovazione tecnologica punta ad aumentare la durata dello stoccaggio e ad ampliare il ventaglio delle alternative, comprese quelle legate all’idrogeno. Secondo Bloomberg NEF, la capacità globale di stoccaggio dell’energia sta crescendo del 23% all’anno. In altre parole, la crescita delle rinnovabili non basta da sola: senza una capacità di accumulo più efficiente, la transizione rischia di scontrarsi con limiti operativi sempre più evidenti.

 

La resilienza climatica passa dalle infrastrutture

Accanto alla decarbonizzazione prende sempre più forma un secondo pilastro, quello dell’adattamento. L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi climatici estremi sta spingendo governi e amministrazioni a riconsiderare in modo più concreto il tema della resilienza. Secondo Pictet, investire nella capacità di assorbire gli effetti del cambiamento climatico sta diventando importante quanto intervenire sulle sue cause. Questo significa rafforzare infrastrutture idriche e urbane, ripensare la gestione del territorio, migliorare la protezione degli edifici e sviluppare sistemi di allerta più efficaci. La questione non riguarda soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche la tenuta economica di territori, attività produttive e reti pubbliche. In questo passaggio, la resilienza cessa di essere un concetto tecnico per diventare una priorità industriale e finanziaria.

 

Cybersecurity, la nuova frontiera della difesa digitale

L’ultimo grande trend individuato da Pictet riguarda la sicurezza informatica, destinata a diventare ancora più centrale proprio per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale. Più aumenta il ricorso a modelli linguistici, automazione e sistemi digitali, più si amplia la superficie di rischio su cui possono muoversi attacchi sofisticati, campagne di phishing avanzate e forme di manipolazione rese più credibili dall’uso dell’IA. Freedman sottolinea come la sfida stia ormai evolvendo verso uno scenario in cui macchine e software dovranno difendere organizzazioni e individui da altre macchine. In questo contesto, la cybersecurity diventa una priorità strategica per imprese e governi, con un mercato destinato a espandersi rapidamente insieme alla complessità delle minacce.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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