Poste Italiane ha dato il via libera all’OPA del Banco BPM su Anima Holding, a condizione che l’offerta di 6,2 euro per azione venga aumentata. Lo ha stabilito il Consiglio di amministrazione del gruppo postale che ha deliberato una lettera di impegno condizionata da trasmettere a Banco BPM Vita, il veicolo attraverso cui dovrà essere realizzata l’operazione sul gestore patrimoniale. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante detiene una partecipazione del 10,32% su Anima, secondo l’ultimo aggiornamento della Consob.
Di quanto l’offerta dovrebbe essere aumentata? Poste scrive che il corrispettivo deve essere adeguato ai prezzi di mercato. In questo momento le azioni Anima Holding viaggiano intorno ai 6,975 euro, il che significa un ritocco di almeno 0,8 euro per azione. Ciò implica un controvalore complessivo di almeno 200 milioni di euro in più, in caso di adesione totalitaria, rispetto agli 1,58 miliardi di euro dell’offerta attuale di Banco BPM.
In questo articolo:
- Poste alza la posta, cosa farà Banco BPM?
- Nessuna novità su Telecom Italia
Poste alza la posta, cosa farà Banco BPM?
Secondo gli osservatori finanziari, non è escluso che l’istituto di credito di Piazza Meda rilanci con un prezzo che potrebbe essere addirittura superiore a quello che ha in mente Poste Italiane. Tuttavia, ciò dovrebbe essere deciso dall’assemblea degli azionisti di Banco BPM, tenuto conto che sul gruppo guidato da Giuseppe Castagna pende la passivity rule per l’OPS di Unicredit. Proprio con l’intenzione di impedire la scalata della seconda banca italiana, il Banco potrebbe rafforzare la sua difesa facendo propria Anima Holding e alzando la posta dello scontro.
In verità Castagna aveva già intenzione di aumentare la proposta per l’asset manager; ora ha un motivo in più per farlo: rendere più dispendiosa l’operazione di Gae Aulenti. Unicredit stessa ha messo in gioco la possibilità di non procedere su Banco BPM se venisse modificato il corrispettivo per Anima, per quanto sarà difficile che Orcel molli la presa. Intanto, domani ci sarà l’aggiornamento del piano industriale di Banco BPM, insieme alla presentazione dei conti finanziari del 2024. Le informazioni pubblicate potranno costituire una base importante per gli azionisti nel valutare se respingere le avances di Unicredit.
Nessuna novità su Telecom Italia
Il Cda di Poste non ha toccato invece l’argomento Telecom Italia, come era nelle previsioni. Secondo indiscrezioni, il gruppo sta valutando un possibile investimento nella società di telecomunicazioni, in concomitanza con l’interesse della francese Iliad e del fondo di private equity CVC Capital Partners. Un’opzione potrebbe essere quella di rilevare il 9,8% del capitale di Tim in mano a Cassa Depositi e Prestiti, attualmente secondo azionista dietro Vivendi. In questo caso si creerebbe una situazione in cui ci sarebbe un socio sempre con lo Stato alle spalle, ma con il vantaggio di gestire un’attività che si presta a una partnership commerciale con Telecom.









