Regno Unito: bilancio fiscale sotto pressione tra debito e mercati

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Il giorno tanto atteso per il Regno Unito sta per arrivare: domani la Cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, presenterà il bilancio fiscale di fine anno. Le tensioni tra gli investitori restano alte, nonostante sembri che, alla fine, il governo britannico propenda per un giro di vite fiscale che tenga i conti in ordine. Lo spauracchio di un altro “momento Truss” per i mercati dovrebbe essere scongiurato.

Per chi non ricorda, nell’autunno del 2022 l’allora primo ministro britannico Liz Truss avallò un bilancio fiscale che prevedeva un taglio generale delle tasse, innescando la reazione furibonda dei mercati obbligazionari, con i Gilt che crollarono rovinosamente. Quanto avvenuto costrinse dapprima la premier a ritirare la manovra e, in seguito, a rassegnare le dimissioni, lasciando Downing Street dopo soli 44 giorni dalla nomina. In questo articolo:

 

  • Regno Unito: sarà un bilancio “lacrime e sangue”?
  • Regno Unito: cosa aspettarsi per i Gilt con la presentazione del bilancio
  • E la sterlina?

 

Regno Unito: sarà un bilancio “lacrime e sangue”?

Dopo che un anno fa Reeves presentò la sua prima legge di bilancio, fatta di restrizioni fiscali, dichiarò di aver riportato la stabilità nelle finanze pubbliche e che non avrebbe più dovuto aumentare le tasse. Le casse statali, però, non dicono la stessa cosa. Il debito britannico sta crescendo in maniera preoccupante, a circa il 96% del prodotto interno lordo. Quanto basta per mettere in agitazione il mercato dei titoli di Stato. Questo aspetto non potrà essere ignorato nel bilancio di domani.

Le aspettative sono per un altro giro di pesanti aumenti fiscali, necessari a mantenere stabile la credibilità del governo nei confronti dei mercati, chiedendo un sacrificio ai britannici. Tuttavia, non sarà semplice. La mossa di una stretta per tenere buoni i mercati è osteggiata da una parte del Partito laburista che sostiene il governo, preoccupata delle possibili ripercussioni elettorali. Uno dei motivi per cui i laburisti sono tornati ad avere la maggioranza dopo 14 anni di dominio conservatore è proprio il fatto che, in campagna elettorale, avevano promesso di non toccare la spesa pubblica e di non aumentare le tasse. Gli elettori potrebbero sentirsi traditi.

Reeves sta perdendo popolarità tra i cittadini britannici: secondo un sondaggio di YouGov, appena il 9% degli intervistati ritiene che il ministro delle Finanze stia facendo un buon lavoro, mentre il 61% crede che stia operando male. La paura di irritare i mercati, però, è forte: gli investitori hanno già lanciato segnali di avvertimento, vendendo titoli di Stato in seguito ad alcune dichiarazioni contrastanti di esponenti del governo nel corso del mese.

 

Regno Unito: cosa aspettarsi per i Gilt con la presentazione del bilancio

A inizio novembre, Reeves aveva rassicurato i mercati affermando che mantenere la promessa elettorale di non aumentare l’aliquota fiscale sul reddito equivaleva a bloccare gli investimenti e quindi la crescita del Paese. Tuttavia, poco dopo, alcune fonti governative riferirono che l’imposta sul reddito non sarebbe cresciuta, garantendo un gettito incrementale da entrate poco chiaro. I Gilt crollarono, portando a correzioni nelle dichiarazioni in direzione di prospettive economiche migliori del previsto.

Questi segnali indicano che qualsiasi manovra espansiva o poco restrittiva dal punto di vista fiscale non sarà tollerata dai mercati obbligazionari. “Il mercato dei Gilt non è dell’umore giusto per tollerare l’incertezza”, ha dichiarato Lauren Van Biljon, senior FX & rates portfolio manager presso Allspring Global Investments.

Se si considera l’andamento dei titoli di Stato britannici quest’anno, i Gilt a lunga scadenza (20 anni) hanno ottenuto risultati migliori dei bond della maggior parte dei Paesi del G7. Tuttavia, il quadro cambia se si analizzano i rendimenti da luglio 2024, quando si è insediato il governo laburista. Da allora, i Gilt hanno visto un aumento dei rendimenti di 62 punti base, superati solo dai titoli di Stato giapponesi, che hanno reso 87 punti base in più. Il governo britannico, quindi, è avvertito: niente scherzi, o il mercato si rivolterà contro.

 

E la sterlina?

La sterlina potrebbe seguire una logica diversa rispetto ai Gilt. Gli operatori temono che l’austerità fiscale possa deprimere ulteriormente la valuta, poiché una crescita già debole  verrebbe ulteriormente danneggiata. Il mercato delle opzioni conferma questa visione: secondo i dati di CME Group, i volumi di trading delle put hanno superato quelli delle call con un rapporto di quattro a uno nell’ultima settimana.

“Questa ondata di scommesse sulla sterlina più debole indica un mercato ben posizionato per un esito difficile”, ha spiegato Dominic Bunning, responsabile della strategia FX G10 di Nomura, riferendosi all’esito del bilancio fiscale di domani. Secondo Mark Dowding, direttore degli investimenti a reddito fisso di Rbc BlueBay Asset Management, è “difficile capire come Reeves possa offrire un risultato che favorisca la crescita del Regno Unito in modo da sostenere la sterlina”. A suo avviso, esiste anche il rischio che la pressione sulla leadership laburista possa spingere ulteriormente verso il basso la valuta.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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