Il RePowerEU nasce come risposta dell’Unione Europea alla crisi energetica globale causata dalla carenza degli approvvigionamenti delle materie prime post-Covid e aggravata dalla guerra Russia-Ucraina. Il 18 maggio 2022, quasi tre mesi dopo dall’inizio del conflitto, la Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen ha presentato un piano per far fronte a una doppia urgenza: smarcare l’UE dalla dipendenza dei combustibili fossili russi e affrontare la crisi climatica che sta mettendo a rischio l’ecosistema mondiale. Entriamo nei dettagli per scoprire in cosa consiste effettivamente questa iniziativa, quali sono le caratteristiche e le azioni che il blocco dei 27 membri UE metterà in atto.
RePowerEU: caratteristiche e funzionamento
Il RePowerEU è un piano presentato dalla Commissione Europea che si pone come scopo quello di risparmiare energia, produrre energia pulita e diversificare il portafoglio energetico attraverso una serie di misure finanziarie e legislative che diano vita alla costruzione delle infrastrutture necessarie. Il fine ultimo è comunque quello di sganciare l’Europa dalla dipendenza di gas e petrolio russi prima della fine del decennio, puntando sulle rinnovabili e soprattutto su fornitori affidabili. Come avverrà questa transizione? Innanzitutto l’UE collabora con i partner internazionali per la fornitura prima di tutto di gas, petrolio e carbone; in seguito anche di idrogeno verde. Il passaggio alle energie pulite avverrà attraverso investimenti e incentivi forniti all’industria e ai trasporti per sostituire i combustibili, in modo da ridurre fino all’eliminazione totale le emissioni di carbonio.
RePowerEU: le misure da attuare
Il piano RePowerEU prevede alcuni provvedimenti attuabili nel breve termine e altri da realizzarsi entro il 2027. Della prima categoria fanno parte:
- gli acquisti congiunti di gas, GNL e idrogeno da parte dei Paesi UE (con libertà di partecipazione) e di alcuni Stati come Ucraina, Moldavia, Georgia e Balcani occidentali;
- le nuove partnership energetiche su gas rinnovabili e a bassa emissione di CO2;
- la realizzazione immediata di alcuni progetti nell’ambito delle energie rinnovabili, tipo solari, eoliche e idrogeno in modo da abbattere di 50 miliardi di metri cubi le importazioni di gas;
- l’incremento della produzione di biometano con l’obiettivo di ridurre le importazioni di gas di 17 miliardi di metri cubi;
- il riempimento almeno dell’80% dello stoccaggio di gas (obiettivo da raggiungere entro il 1° novembre 2022 e già raggiunto);
- Il razionamento con la riduzione della domanda da effettuarsi in maniera coordinata tra i Paesi dell’UE, qualora ci dovesse essere una interruzione della fornitura di gas.
Riguardo le misure da attuarsi nel medio periodo vi sono da annoverare:
- investimenti e riforme del valore di 300 miliardi di euro sostenuti dal fondo di ripresa e resilienza;
- investimenti per 3 miliardi di euro in termini di progetti anticipati nell’ambito del Fondo per l’innovazione, al fine di rafforzare la decarbonizzazione;
- snellimento della burocrazia nell’ambito delle autorizzazioni alle energie rinnovabili, soprattutto nelle zone che presentano un basso rischio ambientale;
- investimenti in una rete di infrastrutture di gas ed energia elettrica integrata e adattata;
- maggiore efficientamento energetico alzando dal 9% al 13% l’obiettivo UE in tema di efficienza entro il 2030;
- aumento entro la fine del decennio dal 40% al 45% dell’obiettivo UE per le energie rinnovabili;
- avanzamento di proposte all’interno dell’Unione per garantire l’accesso dell’industria alle materie prime critiche;
- aumento dell’efficienza energetica nei trasporti;
- investimenti nell’idrogeno per ottenere 17,5 GW di elettrolizzatori entro il 2025, al fine di produrre internamente fino a 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile.
Come viene finanziato il piano
Il finanziamento del piano RePowerUE avviene con i fondi degli Stati membri dell’UE, a cui si aggiungono risorse supplementari sotto forma di prestiti provenienti dal piano di ripresa e resilienza che ammontano a circa 225 miliardi di euro. Inoltre, vi sono le sovvenzioni finanziate attraverso la messa in asta delle quote del sistema di scambio delle emissioni, detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato e ammontanti in 20 miliardi di euro.
Non solo, la Commissione Europea ha previsto altre fonti di finanziamento del RePowerUE, quali:
- i finanziamenti della politica di coesione;
- il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale;
- il meccanismo per collegare l’Europa;
- il Fondo per l’innovazione;
- i finanziamenti nazionali e dell’UE a sostegno degli obiettivi REPowerEU;
- le misure fiscali nazionali;
- gli investimenti privati;
- la Banca europea per gli investimenti.









