Riunione Fed: ecco cosa aspettarsi questa settimana

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Domani inizia la riunione della Federal Reserve, la due giorni nel corso della quale il Comitato di politica monetaria deciderà sui tassi di interesse. Non dovrebbero esserci novità rispetto ai livelli attuali del 4,25%-4,5%. Il mercato però passerà al setaccio le parole del presidente Jerome Powell nella conferenza stampa di mercoledì che chiude l’appuntamento. Nell’occasione, investitori e analisti cercheranno di captare segnali su quale possa essere il percorso dei tassi per il resto dell’anno.

Le prossime proiezioni dei membri del Fomc non arriveranno prima di giugno, quindi per ora bisogna attenersi solo a quelle di marzo che indicavano due tagli nel 2025. Da allora però sono successe molte cose che potrebbero aver modificato la visione dei membri del comitato. Il Pil trimestrale degli Stati Uniti si è contratto dello 0,3% per la prima volta dalla pandemia. Lo shock è stato compensato dai risultati migliori del previsto del mercato del lavoro, che ha registrato la creazione di 177 mila nuovi occupati nel mese di aprile, oltre le attese. Nel frattempo l’inflazione non ha dato segnali di voler riprendere la sua marcia rialzista. In questo, gioca un ruolo fondamentale il petrolio, che quest’anno ha subito un calo importante sulle aspettative che la domanda di greggio rallenti a causa di una possibile recessione dell’economia statunitense.

Un’indicazione importante è stata data recentemente dal governatore Christopher Waller, le cui osservazioni spesso hanno prefigurato ciò che sarebbe successo dopo. Il membro del Fomc ha parlato di due opzioni per la Fed: se i dazi dovessero scendere, i tagli sarebbero più graduali; se i dazi dovessero rimanere alti, invece, i tagli sarebbero più aggressivi. Inoltre, ci sarebbe da considerare anche il fattore chiave del tasso di disoccupazione. Waller ha detto che se tale parametro aumentasse di oltre un decimo di punto percentuale in un dato mese, la Fed sarebbe spinta a “muoversi con maggiore rapidità e con più forza”. Quanto all’inflazione, a suo avviso qualsiasi impatto sarebbe temporaneo.

 

Riunione Fed: cosa si aspettano gli economisti

La maggior parte degli economisti è convinta che la Fed allenterà la sua politica monetaria in corso d’anno, ma il mercato del lavoro rende tutto incerto almeno fino all’estate. “La Fed non ridurrà i costi di finanziamento fino a luglio”, sostengono gli economisti di Barclays. Fino ad allora ci sarà un “lasso di tempo che consentirà una maggiore chiarezza sui dazi e un disegno di legge sul taglio delle tasse sostenuto dai repubblicani”, hanno aggiunto.

Derek Tang, economista della società di ricerca macroeconomica LHMeyer, ha affermato che alcuni responsabili politici della Fed “stanno dando priorità all’inflazione”. Tuttavia, “la situazione potrebbe cambiare rapidamente se il mercato del lavoro iniziasse a deteriorarsi, costringendo la Fed a soppesare la necessità di raggiungere una bassa inflazione accanto all’obbligo di puntare alla piena occupazione”. Gli economisti di LHMeyer non prevedono alcun taglio dei tassi quest’anno.

A giudizio di Nancy Vanden Houten, economista senior di Oxford Economics, la Banca centrale americana si trova in una situazione difficile, in quanto nei prossimi mesi potrebbe trovarsi di fronte a “una vera debolezza” economica e a una “prospettiva di inflazione fuori controllo”. L’esperta ritiene che la Fed taglierà i tassi nella riunione di dicembre perché “finché il mercato del lavoro resiste” e “l’obiettivo sull’inflazione è ancora lontano”, tutto “rimarrà fermo”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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