Riunione Fed: stasera la decisione sui tassi, ecco cosa aspettarsi

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La Federal Reserve stasera concluderà la riunione di due giorni e comunicherà il livello dei tassi di interesse e altre decisioni di politica monetaria. Non dovrebbero esserci grosse novità, ma gli investitori si sintonizzeranno su quanto dirà il presidente Jerome Powell in conferenza stampa a chiusura del meeting.

L’appuntamento arriva in un contesto di tensione globale per quanto sta accadendo in Medio Oriente con il rischio di un cambiamento profondo nell’ordine economico e geopolitico mondiale. Israele e Iran sono arrivati al sesto giorno di guerra, scambiandosi attacchi violenti a suon di missili e droni. L’aspetto più inquietante è però che gli Stati Uniti stanno valutando se entrare in guerra al fianco di Israele, il che potrebbe aprire a scenari pericolosi di portata planetaria. Nel suo discorso, Powell probabilmente terrà conto della situazione attuale.

 

In questo articolo:

 

  • Lo scenario per i tassi di interesse
  • Riunione Fed: cosa prevedono gli analisti

Lo scenario per i tassi di interesse

La Fed non dovrebbe toccare i tassi di interesse, che quindi resteranno fermi nell’intervallo 4,25%-4,50%. L’inflazione si sta raffreddando, dirigendosi verso l’obiettivo di lungo termine del 2%, mentre il mercato del lavoro tiene egregiamente. Di conseguenza, l’istituto monetario può permettersi il lusso di aspettare, evitando di muoversi con troppo anticipo. Anche perché il Fomc probabilmente vuole attendere l’evolversi del conflitto mediorientale e l’esito delle trattative sui dazi tra gli Stati Uniti e il resto del mondo per valutarne l’impatto a livello economico. L’ultima serie di proiezioni è stata rilasciata a marzo, prima dell’annuncio delle tariffe da parte del presidente Usa Donald Trump. All’epoca, il Comitato di politica monetaria della Fed prevedeva due tagli dei tassi nel 2025, ma da allora sono cambiate molte cose e le nuove stime potrebbero stravolgere il quadro precedente.

I mercati finanziari stanno scontando con una probabilità dell’88% due sforbiciate, delle quali la prima a settembre con una probabilità del 60%. Quest’anno, i trader hanno già ridimensionato le loro previsioni sul costo del denaro e non è escluso che i funzionari della Fed facciano lo stesso, visto il contesto complicato in cui devono destreggiarsi. La scorsa settimana, il membro del FOMC Adriana Kugler ha detto di vedere “maggiori rischi al rialzo per l’inflazione in questo momento e potenziali rischi al ribasso per l’occupazione e la crescita in futuro”. Di conseguenza, “questo mi porta a continuare a sostenere il mantenimento del tasso di policy del FOMC al livello attuale se permangono rischi al rialzo per l’inflazione”.

 

Riunione Fed: cosa prevedono gli analisti

L’aspettativa generale per questa riunione è di una Fed in attesa di segnali più chiari sul percorso dell’economia. “È difficile per la Federal Reserve avere certezze sulle sue previsioni in questo momento, perché tante cose potrebbero cambiare da qui alla fine dell’anno”, ha affermato Derek Tang, cofondatore della società di ricerca sulla politica monetaria LHMeyer. La Banca centrale “non è preoccupata per l’inflazione di oggi, ma per quella di domani, se aumenterà a causa dei dazi. E non sapremo la risposta prima di qualche mese”. L’esperto pone l’attenzione sui futuri incontri dell’istituto guidato da Jerome Powell: “La questione più importante per i mercati finanziari è quando avverrà il prossimo taglio. Riceveranno un segnale piuttosto concreto dal dot plot, che sarà aggiornato per la prima volta da marzo”, spiega Tang.

Il dot plot viene pubblicato trimestralmente e raccoglie le previsioni della Fed sull’economia e sui tassi di interesse. In pratica, è un’istantanea delle intenzioni di ogni membro del Fomc per i mesi a venire. Tang non esclude che per il 2025 possa esserci un solo taglio dei tassi, mentre a suo avviso i funzionari della Fed devono prendere in considerazione anche “le modifiche alla politica dell’immigrazione, alla politica di regolamentazione e alla spesa pubblica, tutti fattori che avranno effetti a catena sull’economia”.

Lindsay Rosner, responsabile degli investimenti a multisettoriali a reddito fisso di Goldman Sachs Asset Management, ritiene che un programma che non preveda alcun taglio “verrebbe letto come piuttosto da falco”. L’esperta osserva che i responsabili politici della Fed sono stati molto chiari sul fatto che “non siano nel campo delle previsioni politiche”, ma lasciano che il processo venga guidato dai dati economici. “Nel lungo periodo”, aggiunge Rosner, “i funzionari continuano a confrontarsi con il cosiddetto tasso neutrale, ovvero il punto in cui i tassi non sono né accomodanti né restrittivi. È possibile che questo equilibrio sia più alto che in passato, il che significherebbe nel lungo periodo meno tagli dei tassi”. Rosner prevede una sola riduzione del costo del denaro quest’anno.

Brian Rose, economista senior di Ubs Global Wealth Management, non è della stessa opinione e prevede un allentamento di 100 punti base a partire da settembre. Tuttavia, precisa che “potrebbe essere ritardato se la crescita dei salari rimarrà solida mentre le tariffe fanno salire l’inflazione”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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