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Russia: quale impatto sull’economia dalle sanzioni USA?

Russia: quale impatto sull'economia dalle sanzioni USA?

Le sanzioni alla Russia con cui gli Stati Uniti e gli alleati hanno risposto alla mossa di Vladmir Putin di oltrepassare il confine ucraino, rappresentano un primo assaggio di un pacchetto più corposo che è in arrivo qualora il Premier russo si dovesse spingere oltre e invadere l’Ucraina su larga scala. Infatti per il momento non hanno determinato più di una leggera scossa ai mercati finanziari. Secondo i critici, lo scenario cambierebbe nel momento in cui i provvedimenti da oltreoceano arrivassero a colpire direttamente le principali banche russe, interrompendo le transazioni finanziarie con l’economia globale.

 

 

Ecco finora le sanzioni comminate dagli Stati Uniti

Al momento sono 2 gli istituti finanziari russi a essere presi di mira, ossia VEB.RF e Promsvyazbank. Alcuni funzionari statunitensi hanno riferito che queste misure congeleranno i loro asset negli Stati Uniti, impediranno a soggetti privati e aziende americane qualsiasi transazione con loro e precluderanno il loro accesso nel sistema finanziario globale e al Dollaro USA. Perché sono state scelte queste 2 banche come bersaglio? Entrambe gestiscono circa 80 miliardi di dollari di asset e finanziano il settore della difesa e lo sviluppo economico russi.

VEB è un veicolo speciale per il Governo russo nel sostegno di progetti indipendentemente dalle loro prospettive finanziarie. La banca è stata fondata da Vladmir Lenin ed è stata presieduta da Putin dal 2008 al 2012. Nel 2014 venne colpita dalle sanzioni USA ed europee quando vi fu l’occupazione della Crimea, con la conseguenza che l’istituto si trovò in enorme difficoltà a rimborsare 18 miliardi di dollari di debito in sospeso. Quanto a Promsvyazbank, si tratta di uno dei primi 10 istituti di credito di proprietà privata ed è un veicolo importante per finanziare gli appaltatori della difesa già sottoposti alle sanzioni USA.

Inoltre le misure sanzionatorie da Washington sono state indirizzate verso 3 membri dell’élite russa che hanno stretti legami con il Cremlino, precisamente: Denis Aleksandrovich Bortnikov, figlio del Direttore del Servizio di sicurezza federale Aleksandr Vasilievich Bortnikov; Petr Fradkov, Presidente e Amministratore delegato di Promsvyazbank; e Vladimir Kiriyenko, un dirigente d’azienda russo e figlio di un alto funzionario di Putin. Biden ha affermato che le élite russe “condividono i guadagni corrotti delle politiche del Cremlino e dovrebbero condividere anche il dolore”.

 

 

Russia: che impatto avranno le sanzioni USA sull’economia?

Finora i provvedimenti della Casa Bianca contro la Russia sono stati giudicati leggeri, ma rappresentano solo un mezzo di dissuasione per Putin affinché non faccia altri passi falsi. In caso contrario Biden ha già pronta l’artiglieria pesante. Daleep Singh, Vice Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha dichiarato che le azioni intraprese sono solo la prima tranche, ma gli USA sono pronti ad affondare il colpo sulle 2 maggiori istituzioni finanziarie russe che detengono collettivamente 750 miliardi di dollari di attività, pari a oltre la metà del sistema bancario nazionale.

Sicuramente l’impatto per l’economia russa dovrà essere verificato nel tempo. Il Presidente degli Stati Uniti non ha usato mezzi termini quando ha asserito di voler tagliare fuori il Governo russo dai finanziamenti occidentali, impedirgli di raccogliere fondi dall’Occidente e di scambiare il suo debito di nuova emissione sui mercati americani ed europei. Clay Lowery, Vice Presidente esecutivo dell’Istituto di finanza internazionale, ha affermato che a breve termine sia improbabile un impatto significativo sull’economia russa, ma se queste sanzioni verranno combinate con altre azioni dei Paesi europei, allora nel lungo periodo la crescita russa verrebbe seriamente compromessa.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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