Russia-Ucraina: ecco come si stanno posizionando gli hedge fund
Cerca
Close this search box.

Russia-Ucraina: ecco come si stanno posizionando gli hedge fund

Russia-Ucraina: ecco come si stanno posizionando gli hedge fund

La situazione conflittuale Russia-Ucraina resta molto tesa. Le diplomazie di tutti i Paesi del mondo stanno cercando di dissuadere Vladmir Putin a effettuare un’invasione dalle conseguenze disastrose, ma i colloqui tenuti fino a questo momento non hanno sortito grandi effetti. La richiesta da parte del Presidente americano Joe Biden di ridurre le truppe e i missili da ambo le parti sembra caduta nel vuoto, mentre aleggia uno spettro ancora più preoccupante, ovvero quello di una possibile alleanza tra Mosca e Pechino.

Il premier russo si è sentito con Xi Jinping e presenzierà i Giochi Olimpici che partiranno domani in Cina. Al riguardo ha rilasciato una dichiarazione inquietante: “con la Cina abbiamo la stessa visione sui problemi del mondo.” Cosa lascia prefigurare questo nell’ottica di una contrapposizione con l’Occidente? La risposta a questa domanda potrebbe essere non troppo tranquillizzante per i mercati finanziari, che per ora rimangono alla finestra non restando però completamente immuni all’escalation delle tensioni che di tanto in tanto riaffiorano nel panorama internazionale, soprattutto nel settore delle materie prime.

 

Guerra Russia-Ucraina: gli hedge fund ottimisti

In questo clima di tensioni Russia-Ucraina, molti investitori sono diventati più nervosi rispetto a qualche mese fa al cospetto delle attività finanziarie russe e ucraine. Secondo Joseph Mouwad, gestore di fondi obbligazionari dei mercati emergenti di Carmignac, in questo momento la situazione è allarmante e gli operatori di mercato non sono disposti a correre un rischio politico. Alcuni hedge fund viceversa vedono delle opportunità. David Amaryan, fondatore di Balchug Capital, fondo moscovita, ritiene improbabile che alla fine ci sia una guerra, perché questa sarebbe molto svantaggiosa per il Cremlino.

In Russia le persone continuano a comportarsi come hanno sempre fatto nei loro affari; se in procinto vi fosse un conflitto imminente sarebbero molto più in allerta. L’investitore ha affermato di aver acquistato azioni di grandi società russe come Gazprom e l’operatore di servizi finanziari Sberbank. Inoltre, Amaryan si è detto pronto a incrementare gli acquisti nel mercato se l’indice russo RTS dovesse continuare a scendere, oltre il 20% che ha perso dalla fine di ottobre 2021.

Anche Charles-Henry Monchau, Chief Investment Officer di Bank Syz con sede a Ginevra, è convinto che vi siano grosse opportunità, in modo particolare tra gli esportatori e le banche russe redditizie, colpiti in modo massiccio dall’ondata di vendite in questo periodo.

Barry Norris, Chief Investment Officer presso Argonaut Capital, società d’investimento britannica, rileva come l’indice azionario russo Moex sia negoziato ora a 5 volte gli utili attesi, contro le 21 volte dell’S&P 500. Questo lo fa particolarmente a sconto e infatti Norris vede la Borsa di Mosca come una delle più performanti alla fine del 2022, grazie al forte peso delle grandi società energetiche. In questo momento l’investitore ha posizioni long in blue chip come Sberbank, Gazprom e Lukoil e short in alcuni titoli minori che a suo avviso potrebbero soffrire di più nel breve per via di valutazioni un pò troppo alte.

Un’opportunità potrebbe essere anche nelle obbligazioni sovrane ucraine, a giudizio di Pavel Mamai, partner fondatore dell’hedge fund dei mercati emergenti ProMeritum Investment Management, con sede a Londra. L’esperto sostiene che i bond ucraini abbiano scontato le vendite da panico, ma che nel mercato esistano alcune occasioni interessanti. Ad esempio vi è un’obbligazione in dollari con scadenza 2032 che rende il 9,6%, un margine allettante se si considera che i T-Note USA a 10 anni hanno un ritorno del 2%.

 

E gli hedge fund cauti

Alcuni gestori continuano a mantenere la cautela e rimangono diffidenti dall’impiegare risorse di portafoglio per comprare asset russi e ucraini in questo momento. Vincent Mortier, vice chief investment officer di Amundi, asserisce che gli strumenti per proteggersi da un evento estremo come il conflitto tra i 2 Paesi non funzionino bene in questa situazione. Inoltre, aggiunge che il rischio di un cigno nero è poco probabile, ma se si verifica sarebbe un’apocalisse.

Per John McAuley, co-responsabile dei mercati dei capitali di debito nordamericani presso Citigroup, quanto sta accadendo tra Russia-Ucraina ha fatto riemergere il rischio overnight vecchio stile nella geopolitica e questo è un segno non di certo rassicurante.

Dan Brocklebank, direttore di Orbis Investments UK, ritiene che in questi frangenti bisogna essere prudenti e intelligenti. Negli investimenti, a suo avviso, bisogna anche avere il coraggio di agire in senso contrarian, ma acquistare azioni Lehman Brothers durante la discesa sarebbe stato un gesto contrarian, però anche poco intelligente.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *