Saipem ha raggiunto un accordo di fusione con la norvegese Subsea7 per creare un gigante energetico da 43 miliardi di euro di ordini, 20 miliardi di ricavi e oltre 2 miliardi di margine operativo lordo. È quanto si legge nel comunicato diffuso dalla società italiana che annuncia la Proposed Combination attraverso la sottoscrizione di un Memorandum of understanding. La società che risulterà dall’unione per incorporazione transfrontaliera vedrà la partecipazione degli azionisti Saipem e Subsea7 con quote paritetiche del 50%. Gli azionisti della compagnia norvegese riceveranno 6,688 azioni Saipem per ogni azione detenuta. La società nascente dalla fusione sarà quotata alla Borsa di Milano e a quella di Oslo. La sua sede legale sarà a Milano.
Per quanto riguarda gli azionisti di riferimento, avverrà quanto segue. Siem Industries, che fa capo a Subsea7, avrà una partecipazione dell’11,9%. Eni e Cdp Equity – azionisti di riferimento di Saipem – deterranno una quota rispettivamente del 10,6% e del 6,4%. Lo statuto della società combinata prevede l’adozione del meccanismo del voto maggiorato (due voti per azione). Tutti gli azionisti di riferimento hanno dato il loro assenso all’operazione, manifestando il loro impegno a votare a favore nell’assemblea degli azionisti. Il closing è previsto per la seconda metà del 2026.
Subsea7 distribuirà un dividendo straordinario di 450 milioni di euro prima del perfezionamento dell’operazione. Ai sensi del MoU, entrambe le società potranno effettuare distribuzioni ai propri azionisti fino a 350 milioni di dollari ciascuna nel corso del 2025. Riguardo il 2026, se la fusione non sarà completata prima dell’approvazione dei risultati di esercizio, sarà possibile distribuire ai propri azionisti un importo pari ad almeno 300 milioni di dollari. Una volta completata la combinazione, è previsto che il gruppo nascente distribuisca almeno il 40% del free cash flow al netto del rimborso delle passività per i beni in leasing.
Saipem: cosa significa la fusione con Subsea7
L’aggregazione tra Saipem e Subsea7 porterà una serie di vantaggi per gli stakeholder, secondo quanto indicato nel comunicato. Innanzitutto ci sarebbero sinergie stimate in circa 300 milioni di euro l’anno a partire dal terzo anno successivo al completamento della fusione. Questo grazie “all’ottimizzazione della flotta, all’efficientamento del procurement, del commerciale e dei processi”. I costi one-off connessi all’ottenimento di tali sinergie ammonteranno a circa 270 milioni di euro.
In secondo luogo, si creerebbe un programma di investimenti più efficiente, attraverso l’allocazione del capitale ottimizzata su una flotta di mezzi navali più ampia e complementare.
In terzo luogo, i clienti potrebbero usufruire di soluzioni complementari tramite un’ampia gamma di servizi offshore e onshore, che vanno dalla perforazione, ingegneria e costruzione, ai servizi di manutenzione e decommissioning.
In quarto luogo, il gruppo sarà dotato di esperienza e competenza all’avanguardia, grazie a una forza lavoro specializzata costituita da oltre 45 mila persone, tra cui 9 mila ingegneri e project manager operativi in oltre 60 nazioni.
In quinto luogo, verrebbe allargata e diversificata la flotta globale, con oltre 60 navi da costruzione e una vasta gamma di progetti. Questi ultimi vanno dalle operazioni in acque poco profonde a quelle ultra-profonde, sfruttando un portafoglio completo di soluzioni heavy lift, posa di tubazioni rigide con modalità J-lay, S-lay e reel-lay, servizi di posa di tubi flessibili e ombelicali, oltre a capacità all’avanguardia nell’installazione di turbine eoliche, fondazioni e nella posa di cavi. In sesto luogo, la società che nascerà dalla fusione farà un salto importante nel campo dell’innovazione, unendo le esperienze delle due società per garantire soluzioni di primo livello per i progetti complessi.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Secondo l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, con questa operazione verrà creato “un leader globale di grande valore industriale e tecnologico”. Il top manager sottolinea come Saipem negli ultimi anni abbia “compiuto un percorso di continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie che l’ha portata in una posizione di eccellenza tale da potere essere protagonista di questa trasformazione significativa”. Si è trattato di “un grande risultato che valorizza pienamente il sostegno che abbiamo fornito nel nostro ruolo di azionisti”, ha precisato.
In una nota, Dario Scannapieco, a.d. di Cdp Equity, ha rimarcato la grande operazione industriale messa in atto. “L’unione delle attività di Saipem e Subsea7 rappresenta un significativo rafforzamento di aziende ad alta tecnologia e affermate nei mercati di riferimento e che da oggi, sfruttando la loro complementarietà, danno vita a una realtà destinata a diventare leader mondiale nel settore”, ha scritto.
Sulla vicenda ha detto la sua anche il ministro dell’Economia e della Finanze, Giancarlo Giorgetti, secondo cui “l’accordo per la fusione di Saipem con la norvegese Subsea7 costituisce un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti”. Con questa fusione, infatti, “si costruisce un colosso mondiale del settore dell’ingegneria energetica ma con sede in Italia, a Milano”, ha affermato.









