Riparte “Sette Idee per cambiare l’Italia”: l’iniziativa per le startup innovative del nostro Paese

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Apre ufficialmente oggi il bando della seconda edizione di “Sette Idee per cambiare l’Italia”, l’iniziativa de L’Espresso dedicata alla valorizzazione di startup e imprese in fase early stage.
Secondo i dati di gennaio 2026 di Cribis-Crif, sono 11.090 le startup innovative registrate in Italia, un ecosistema che nei primi cinque anni di vita segna una crescita occupazionale del 229%, oltre il doppio rispetto alle nuove imprese non innovative (+113% secondo l’Istat).

Ed è in questa fase di avvio che L’Espresso mette a disposizione i propri canali editoriali, destinando 280 mila euro di credito pubblicitario a sette progetti vincitori. Le candidature sono aperte sul sito setteidee.com fino all’8 luglio 2026. “Nelle prime fasi di una startup, i suoi fondatori sono costretti ad allocare buona parte del budget sullo sviluppo dell’idea”, spiega il direttore de L’Espresso, Emilio Carelli. “Spesso non restano risorse per comunicare, e quindi valorizzare, quella stessa idea. La nostra iniziativa vuole contribuire al tessuto imprenditoriale del Paese, sostenendo le nuove leve dell’imprenditoria”.

Q8 Italia conferma anche per la seconda edizione il ruolo di main partner. Una scelta che si inserisce in un percorso di iniziative di collaborazione in linea con lo SDG 17 dell’Agenda 2030, dedicato al partenariato per gli obiettivi, e coerente con il posizionamento dell’azienda nello sviluppo di innovazione e valore sociale nel panorama imprenditoriale del Paese. Il progetto prevede inoltre un percorso di mentorship, affidato a Startup Geeks, principale incubatore italiano, per le 14 imprese che raggiungeranno la fase finale. In calendario diversi appuntamenti pubblici dedicati a dare visibilità ai progetti, tra i quali la Pitch Competition del 16 e 17 settembre presso STEP FuturAbility District a Milano e la Final Award del 9 dicembre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma.

Un supporto arrivato anche dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che patrocina l’edizione 2026, e da diversi partner di settore. Affiancano il progetto Talent Garden, network europeo di campus dedicati all’innovazione e alla crescita del talento digitale, SheTech, principale realtà italiana impegnata nella promozione della parità di genere nel mondo tech e digitale, e Visit Italy, piattaforma culturale dedicata al turismo. LinkedIn, il più grande network professionale al mondo con più di 1,3 miliardi di membri e oltre 25 milioni in Italia, supporta l’iniziativa in qualità di official content partner. University Network, realtà italiana di riferimento per studenti universitari, orientamento e accesso al mondo del lavoro, e StartupItalia, media dedicato all’ecosistema startup e all’innovazione, sono tra i media partner.

 

Sette idee per cambiare l’Italia: gli ambiti tematici e i criteri di valutazione

Le candidature sono ascrivibili a sette ambiti: Design, Living & Hospitality; Future Mobility & Transport Systems; Energy, Infrastructure & Critical Assets; Tourism & Food/Wine Supply Chains; AI, Industry 5.0 & Space Economy; Finance, Fintech & Insurtech; Education, Health, Wellbeing & Longevity. I progetti saranno valutati su cinque criteri ponderati da giurie indipendenti composte da esperti di settore, investitori e rappresentanti istituzionali. Il criterio con peso maggiore (30%) è l’impatto sociale e ambientale: la capacità del progetto di generare un beneficio concreto e misurabile su persone, lavoro, comunità e coesione sociale. Seguiranno innovazione e originalità del modello (25%), solidità del business model (20%), team e capacità esecutiva (15%), scalabilità e potenziale di crescita (10%).

La seconda edizione di “Sette Idee per cambiare l’Itali” si apre anche al mondo accademico: oltre a startup, imprese innovative e spin-off universitari, possono candidarsi team di ricercatori, docenti, dottorandi e assegnisti afferenti a università, politecnici, Cnr, Enea e altri enti pubblici di ricerca. Tra le varie realtà accademiche che affiancano l’iniziativa anche l’Università degli Studi di Napoli Parthenope: “Il nostro Ateneo da sempre promuove il trasferimento tecnologico e la valorizzazione dei risultati della ricerca”, dichiara il rettore Antonio Garofalo. “Oggi più che mai è necessario lavorare alla costruzione di ponti tra mondo accademico e tessuto produttivo”. Le iscrizioni sono aperte sul sito setteidee.com fino all’8 luglio 2026, ore 23:59. Ciascun soggetto può presentare una sola candidatura per soltanto uno degli ambiti tematici. Regolamento, criteri metodologici e modulo di iscrizione sono disponibili sulla piattaforma.

Immagine di Redazione

Redazione

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