Societe Generale: due bond in dollari e euro per difendersi dal calo dei tassi

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Gli investitori che apprezzano gli investimenti in reddito fisso hanno vissuto su un’altalena nel corso dell’ultimo anno. Le curve di rendimento obbligazionarie hanno subito diversi aggiustamenti, sia al rialzo che al ribasso. Basta ripensare alle previsioni economiche di inizio 2024 e confrontarle con quelle per il 2025. Le probabilità di recessione, elevate all’alba dell’anno passato, oggi sono scomparse, soprattutto per gli USA, e se le curve dei rendimenti si erano abbassate prima, si sono poi spostate verso l’alto, recuperando in parte quanto perso in precedenza.

Il trend dei tassi di interesse rimane in ogni caso verso il basso, sia in Europa – soprattutto in Europa – che negli Stati Uniti. La BCE potrebbe abbassare il saggio centrale di sconto altre 4 volte nel corso dell’anno, la Fed potrebbe limitarsi a due tagli.
In questo contesto, Societe Generale propone due nuove obbligazioni cumulative callable con scadenza massima 15 anni, ma rimborsabili anticipatamente dall’emittente ogni anno:

 

  • Obbligazione Societe Generale Cumulative Callable tasso fisso 4,75% in euro (ISIN XS2970972613);
  • Obbligazione Societe Generale Cumulative Callable tasso fisso 8% in dollari USA (ISIN XS2970972704).

 

Come funzionano le due obbligazioni

Entrambe le obbligazioni hanno una scadenza massima a 15 anni – 7 febbraio 2040 – ma possono essere richiamate anticipatamente a discrezione dell’emittente al termine di ogni anno. Il richiamo anticipato dovrà essere comunicato da Société Générale entro i 10 giorni lavorativi precedenti la data di rimborso anticipato (al 7 febbraio di ogni anno).

Quotate sul mercato Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana, corrispondono una cedola unica al momento del rimborso, sia che avvenga alla scadenza finale che al richiamo anticipato. Le due obbligazioni si differenziano per il rendimento offerto, che è pari al 4,75% per quella in euro e all’8% per quella in dollari USA, nonché per il taglio minimo del bond, rispettivamente 1.000 euro e 2.000 dollari.

Se si prende come esempio l’obbligazione in euro e un rimborso anticipato al termine del secondo anno, l’investitore riceverebbe, oltre al valore nominale di 1.000 euro, un pagamento di 95 euro lordi (il 4,75% per i due anni trascorsi dall’emissione). Se invece il rimborso dovesse avvenire alla scadenza originaria (2040), l’importo di rimborso sarebbe pari al valore nominale di 1.000 euro maggiorato della cedola lorda pari a 712,50 euro (il 4,75% per i quindici anni trascorsi dall’emissione).

Come per la maggior parte dei bond, la quotazione è a corso secco, ovvero non tiene conto del rateo di interesse maturato dalle cedole. Pertanto il rateo della cedola unica, calcolato dalla data di emissione, sarà incassato (rispettivamente pagato) dall’investitore nelle operazioni di vendita (rispettivamente acquisto) delle obbligazioni.

Per entrambe le obbligazioni, si ricorda che il Valore nominale è protetto solo alla data di rimborso (anticipata o alla scadenza originaria) ed è soggetto al rischio di credito dell’emittente. Per quanto riguarda l’obbligazione in dollari, l’investitore europeo deve tenere presente il rischio cambio. Una svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro, infatti, porterebbe a una riduzione del rendimento.

 

L’opportunità in un contesto di tassi decrescenti

Alla data del 6 febbraio 2025 il rendimento di un titolo di Stato USA a 15 anni si attestava al 4,61%, quello di un Btp italiano con la stessa durata era al 3,91%. I tassi offerti dalle obbligazioni, rispettivamente del 4,75% e dell’8% per l’obbligazione in euro e per quella in dollari USA, appaiono pertanto attraenti, in special modo in quanto fissi in un contesto di rendimenti destinati a scendere sul mercato. Da considerare inoltre che l’emittente Societe Generale ha un giudizio A1 da parte di Moody’s e A da parte di Fitch ed S&P’s. Sono superiori a quelli dell’Italia, valutata tripla B da S&P’s e Fitch e Baa3 da Moody’s.

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Redazione

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