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Stellantis: investimento in Germania nell’elettrico, quali impatti sul titolo?

Stellantis: investimento in Germania nell'elettrico. Quali impatti sul titolo?

A Piazza Affari è una giornata all’insegna della cautela per il titolo Stellantis, con le quotazioni che al momento non approfittano delle nuove notizie comunicate nella tarda mattinata dalla società automobilistica. Nello specifico l’azienda guidata da Carlos Tavares ha annunciato un investimento di oltre 130 milioni di euro nello stabilimento di Eisenach in Germania, dove verrà prodotto il veicolo BEV (battery electric vehicle) successore del SUV compatto Opel Grandland.

L’inizio della produzione avverrà nel secondo semestre del prossimo anno e il tutto sarà realizzato sulla nuova piattaforma STLA Medium. L’operazione annunciata in queste ore conferma una volta di più l’impegno del marchio Opel di andare a realizzare una gamma di prodotti completamente elettrici entro il 2028.

L’investimento odierno si inquadra all’interno dell’ambizioso Piano strategico Dare Forward 2030 che prevede una riduzione delle emissioni di CO2 del 50% entro il 2030 rispetto al 2021, per arrivare all’azzeramento delle emissioni nette entro il 2038. Ricordiamo al riguardo che l’azienda automobilistica prevede di andare a investire entro i prossimi 2 anni quasi 30 miliardi di euro sia nell’elettrificazione che nella realizzazione del software necessario alla produzione di veicoli BEV.

 

Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sull’azione. Il rimbalzo che ha caratterizzato nelle prime due sedute di questa settimana il titolo Stellantis, ha da una parte arrestato quella fase correttiva partita il 6 marzo dai 17,80 euro e dall’altra riattivato quel trend ascendente che ha contrassegnato l’azione negli ultimi mesi.  Nel breve termine fondamentale sarà sempre la tenuta dei 15 euro, dove transita la trendline rialzista che parte dai minimi di dicembre 2022, per evitare un nuovo indebolimento del quadro grafico che avrebbe come primo obiettivo i 14,50 euro e successivamente i 13,75-13,80 euro, i minimi dello scorso gennaio. L’eventuale discesa sotto questi supporti aprirebbe la strada per nuove vendite che avrebbero un target sui minimi di dicembre 2022 a 13 euro.

Al contrario, una conferma dei corsi sopra i 15,70 euro dovrebbe porre la basi per una continuazione degli acquisti verso i 16,40 euro e successivamente in direzione dei 16,90 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di questi livelli non solo aprirebbe le porte a una chiusura del gap down lasciato aperto il 10 marzo in area 17,074 euro, ma andrebbe a riattivare il trend rialzista aumentando le chance di un ritorno sui top di periodo situati sui 17,80 euro. Nel caso in cui anche queste ultime aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, si potrebbero avere nuovi allunghi del titolo verso i 18,20 euro e a seguire i 18,50 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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