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Sterlina: ecco perché potrebbe arrivare fino a 1,40 dollari nel 2024

Sterlina: ecco perché potrebbe arrivare fino a 1,40 dollari nel 2024

Gli investitori si stanno posizionando al rialzo sulla sterlina britannica. Secondo i dati pubblicati dalla Commodity Futures Trading Commission, nella settimana fino al 5 dicembre, il mercato è passato a posizioni nette long per la prima volta da settembre 2023. Quest’anno la sterlina è avanzata di circa il 3,8% rispetto al dollaro, affermandosi come la seconda valuta del G10 con la migliore performance dopo il franco svizzero.

A dare fiducia alla valuta di Sua Maestà in questo momento è l’aspettativa che la Bank of England taglierà i tassi d’interesse nel 2024 in maniera meno forte rispetto a quanto faranno le Banche centrali di Stati Uniti ed Europa. In questo momento, il mercato degli swap segnala che gli investitori valutano un allentamento di circa l’1,10% da parte della Federal Reserve, dell’1,34% della Banca Centrale Europea e solo dello 0,85% della BoE.

 

Occhi puntati sulla riunione della Bank of England

Questa settimana tutti i riflettori saranno puntati sulle riunioni delle Banche centrali. Domani la Fed inizierà il meeting di due giorni, che terminerà con la decisione sui tassi e la conferenza stampa del governatore Jerome Powell. Giovedì scenderanno in campo la BCE e la BoE. La Banca d’Inghilterra potrebbe essere più indietro rispetto ai colleghi nell’attuazione di una politica monetaria più accomodante perché deve affrontare un’inflazione più ostinata. L’indice dei prezzi al consumo in Gran Bretagna è del 4,6%, molto lontano rispetto all’obiettivo del 2% indicato dall’autorità centrale nel lungo periodo. A confronto, il carovita in USA è del 3,2% e in Europa addirittura del 2,4%.

Le previsioni per giovedì sono di tassi BoE mantenuti al massimo di 15 anni del 5,25%. Questo significa che gli investitori non prevedono tagli al costo del denaro nel Regno Unito prima di giugno 2024, mentre negli Stati Uniti e nel Vecchio Continente dovrebbero arrivare le prime sforbiciate tra marzo e maggio dello stesso anno. Sanjay Raja, economista di Deutsche Bank, ha previsto che la BoE inizierà a tagliare i tassi solo a partire dal secondo trimestre del prossimo anno, ma ha avvertito che “la viscosità dei salari e le imminenti modifiche all’IPC potrebbero finire per ritardare l’inizio di qualsiasi ciclo di allentamento”.

 

Sterlina: le stime arrivano fino a 1,40 dollari

Uno scenario come quello previsto inevitabilmente finirà per avere il suo peso nei mercati valutari, con i trader che verranno attratti da monete come la sterlina che rendono di più.

Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue stime sulla valuta britannica. Ora la banca d’affari americana prevede un rafforzamento fino a 1,30 dollari nei prossimi sei mesi, mentre in precedenza stimava il cambio GBP/USD a 1,20. “I mercati si sono mossi verso il prezzo di un atterraggio morbido che incorpori anche un po’ di sollievo dai tassi. Questo dovrebbe essere positivo per le valute cicliche e sensibili ai tassi come la sterlina. In secondo luogo, una mossa più rapida verso tagli altrove renderà la Banca d’Inghilterra meno accomodante”, hanno scritto in una nota gli strateghi di Goldman. “La recente tendenza del mercato è potenzialmente abbastanza favorevole per la sterlina. Siamo inclini ad appoggiarci un po’ a questo”, hanno aggiunto.

Mentre in genere i gestori patrimoniali sono ancora ribassisti sulla sterlina, anche se di meno rispetto a qualche tempo fa, Fidelity International vede un ampio spazio per la corsa della valuta e prevede che arriverà fino a 1,40 dollari l’anno prossimo. Di opinione simile è Ruth Gregory, vice capo economista del Regno Unito presso la società di ricerca Capital Economics, secondo cui “in Gran Bretagna non ci sono prove per tagli dei tassi nel breve termine, con il Comitato di politica monetaria che resterà cauto nel far scendere la sterlina”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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