SWIFT: 7 domande (e risposte) su esclusione banche russe
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SWIFT: 7 domande (e risposte) su esclusione banche russe

SWIFT: 7 domande (e risposte) su esclusione banche russe

Mai come in questo periodo si sente parlare di SWIFT, la rete di pagamento interbancario internazionale. Questo perché gli Stati alleati hanno imposto l’esclusione dal sistema di messaggistica della banche russe nell’ambito delle sanzioni imposte per via della guerra Russia-Ucraina. Da sempre tale restrizione è stata vista come una misura estrema, in grado di stravolgere il sistema finanziario di un Paese. Ecco perché alcune Nazioni erano un pò titubanti prima di ricorrere a una soluzione così distruttiva. 

Tuttavia, la ferocia con la quale il Premier russo Vladimir Putin è andato avanti nei suoi intenti espansionistici non tenendo conto di una tale minaccia, non ha lasciato molta scelta all’Occidente. Quindi, il 26 febbraio USA, Unione Europea e Gran Bretagna hanno deciso di escludere da SWIFT un gruppo di istituti finanziari russi. Ma entriamo più nel dettaglio rispondendo a 7 domande che riguardano la rete di comunicazione delle banche.

 

Cos’è SWIFT?

SWIFT sta per Società per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication e rappresenta una rete di telecomunicazioni finanziarie che coinvolge oltre 11.000 istituzioni finanziarie presenti in 200 Paesi di tutto il mondo, gestendo transazioni per miliardi di dollari. Ogni giorno si crea un traffico di 42 milioni di messaggi in media riguardanti ordini, conferme di pagamento, negoziazioni e cambi valutari. SWIFT è in pratica una società cooperativa con sede legale a Bruxelles, fondata nel 1973 dai principali azionisti di Clearstream e Euroclear e che agisce come intermediario finanziario esecutore delle transazioni finanziarie. Lo scopo della sua creazione era in pratica eliminare la dipendenza dal sistema telex.

 

Cosa significa perdere l’accesso a SWIFT per una Paese?

Essere estromesso da SWIFT comporta grosse ripercussioni a livello economico. Quando nel 2012 l’Iran fu tagliato fuori per via del programma nucleare del Paese, le banche andarono in difficoltà e il progetto perse le fonti di finanziamento. Due anni più tardi, allorché vi fu l’annessione della Crimea e le Autorità occidentali minacciarono di sanzionare la Russia escludendo le sue banche da SWIFT, il Ministro delle Finanze del Cremlino, Alexei Kudrin, stimò un effetto negativo sul PIL della Nazione del 5% in un anno.

 

Quali sono state le banche russe bannate?

L’Occidente ha confabulato parecchio prima di stilare la lista degli istituti finanziari russi da mettere sotto la gogna di SWIFT e alla fine sono risultate 7 banche, considerate strategicamente le più rilevanti: VTB Bank, Bank Rossiya, Bank Otkritie, Novikombank, Promsvyazbank PJSC, Sovcombank PJSC e VEB.RF. Sono state risparmiate Sberbank, per via delle potenziali ricadute economiche sull’Europa, e Gazprombank, a causa dei riflessi che la cosa avrebbe potuto avere sui mercati energetici. In Europa, l’unità austriaca di Sberbank è andata comunque in default.

 

Quali sono ora i rischi?

Bandire le banche russe da SWIFT non è una cosa che passa inosservata, perché non ha ripercussioni solo sul sistema bancario russo. La mossa ad esempio potrebbe generare mancati pagamenti e scoperti all’interno del sistema finanziario internazionale. Inoltre, l’Europa utilizza SWIFT per pagare le forniture di gas naturale russo. Quindi il divieto potrebbe comportare un’interruzione delle consegne, con la conseguenza che le centrali elettriche potrebbero subire black-out e le famiglie rimanere senza riscaldamento. Infine un ulteriore effetto collaterale potrebbe essere l’incoraggiamento a sviluppare sistemi di rete alternativi.

 

Vi sono alternative a SWIFT?

Per il momento non esistono ancora valide alternative. Nel senso che sì vi è un proprio sistema di messaggistica finanziaria per le banche russe gestito dalla Banca di Russia dal 2014, ma conta solamente 400 utenti, con una presenza di sole 23 banche estere collegate. Anche la Cina ha il suo sistema di pagamento, con un maggiore assorbimento da parte delle banche internazionali rispetto a quelle russe. Recentemente si è ipotizzato che Mosca e Pechino potessero unirsi, affrancandosi da SWIFT ed erodendo la supremazia del sistema finanziario globale basato sul dollaro. Alcuni vedono nelle criptovalute un vero sistema alternativo, ma in verità ancora la strada è molto lunga perché si possa parlare di sostituzione.

 

Quanto è sicuro SWIFT?

Qualche episodio di violazione della rete SWIFT con messaggi fraudolenti in realtà c’è stato. Un caso increscioso si è avuto ad esempio nel 2016 quando sono stati trafugati 81 milioni di dollari dalla Banca Centrale del Bangladesh grazie al lavoro di una rete di hacker che si era infiltrato nel sistema. Negli ultimi anni comunque quest’ultimo è stato rafforzato per renderlo più sicuro.

 

Da chi è regolamentata SWIFT?

SWIFT è supervisionato dalla Banca nazionale del Belgio e dai rappresentanti del sistema della Federal Reserve statunitense, della Banca d’Inghilterra, della Banca centrale europea, della Banca del Giappone e di altri importanti istituti centrali. Tuttavia, non è regolamentato come una banca, dal momento che non detiene depositi.

 

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Redazione

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