Tassi BCE: per Lane aumento sarà dello 0,25% alla volta
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Tassi BCE: per Lane aumento sarà dello 0,25% alla volta

Tassi BCE: per Lane aumento sarà dello 0,25% alla volta

Questa estate la BCE dovrebbe porre fine alla sua politica dei tassi negativi, con le strette nei mesi di luglio e settembre. Le ultime risultanze sull’inflazione dell’Eurozona non lasciano molta speranza che si proceda in modo diverso, con l’indice dei prezzi al consumo che ha raggiunto un tasso di crescita del 7,4%. Martedì 31 maggio verrà rilasciato il responso relativo al mese di aprile e gli analisti si attendono un’inflazione al 7,7%. 

Ormai si parla di normalizzazione della politica monetaria e anche l’ala più conservatrice del Board sembra essersi piegata a una maggiore restrittività. Nella riunione della prossima settimana, l’Eurotower comunque dovrebbe mantenere i tassi invariati, mentre probabilmente annuncerà che il quantitative easing sarà interrotto a partire dal mese di luglio.

 

BCE: l’eterna lotta tra falchi e colombe

Il punto di cui adesso si discute non è se la Banca Centrale Europea stringerà sulla politica monetaria, ma di quanto lo farà. Il capo economista della BCE Philip Lane ha affermato che i tassi d’interesse aumenteranno a luglio e settembre dello 0,25% e quello sarà il ritmo di riferimento. In questo modo spegne l’ardore da parte dei più intransigenti che vorrebbero una stretta più energica per fermare il carovita che sta diventando molto dannoso per l’economia dei Paesi membri. 

Rispetto al Governatore Christine Lagarde, Lane è stato molto più esplicito. Il numero uno della BCE infatti la scorsa settimana ha parlato per la prima volta di porre fine al periodo di tassi sui depositi negativi, che attualmente sono a -0,5% e perdurano dal 2014. Lane e Lagarde comunque fanno parte dello schieramento meno oltranzista sul fronte dei tassi e alcuni ritengono che i commenti di questi giorni siano stati fatti per cercare di riprendere il controllo della discussione ed evitare di dover seguire la politica della Federal Reserve. La Banca Centrale USA ricordiamo che ha preso una posizione molto rigida, decidendo di alzare il costo del denaro di 0,50 punti percentuali alla volta nel tentativo di abbattere l’inflazione. 

Tra quelli che vorrebbero questo per la BCE vi è il Governatore della Banca di Austria Robert Holzmann, che la scorsa settimana ha detto senza mezzi termini che Francoforte dovrebbe aumentare i tassi di 50 punti base già a luglio, perché qualsiasi altra scelta risulterà essere accomodante. Il fatto è che non è facile prendere una decisione così netta in questo contesto storico, perché ciò rischierebbe di produrre contraccolpi profondi all’economia. Fabio Panetta, membro del Board, ha asserito che già alcuni segnali di stress stiano emergendo e potrebbero farsi più evidenti nei prossimi mesi. Quindi, a suo avviso, cambiare la politica monetaria in maniera troppo radicale sembrerebbe non necessario e poco saggio. 

Per questa ragione Lane ha posto l’accento su quello che sarà il comportamento dell’economia dopo settembre, una volta che la BCE avrà fatto il suo aumento dei tassi come indicato. L’economista ha aggiunto che il dibattito sarà destinato a continuare in autunno, ma in tal caso si avrà un quadro più chiaro di quella che è la dinamica dell’inflazione e il suo impatto sui salari.

 

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