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TIM: CDP risponde a KKR, offerti 20 miliardi per rete fissa

TIM: CDP risponde a KKR, offerti 20 miliardi per rete fissa

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) risponde all’offerta del fondo KKR per la rete nazionale di TIM, con una proposta di 20 miliardi di euro fatta in tandem con il fondo d’investimento australiano Macquarie Group. I due soci in affari sono partner della società di fibra ottica Fiber con una quota del 60% di CDP e del 40% di Macquarie.

L’offerta sulla compagnia di telecomunicazioni italiana si allinea a quella lanciata nei giorni scorsi dal fondo americano e prende forma dopo l’incontro avvenuto nelle ultime ore tra l’Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Nel meeting è emerso che il Governo, azionista di maggioranza di CDP (proprietario del 9,81% di TIM), predilige il controllo pubblico della rete. Al riguardo, il Primo Ministro Giorgia Meloni ha spiegato che si tratta di un dossier molto delicato su cui è necessario prestare la massima attenzione. “TIM è un’azienda quotata e quindi è bene essere prudenti”, ha dichiarato.

La cessione del controllo della preziosa rete fissa è un punto focale per TIM nell’ambito della strategia di tagliare la pila di debiti da 25,5 miliardi di euro del gruppo e finanziare gli investimenti necessari per aggiornare la sua infrastruttura obsoleta. E nel frattempo l’ex-monopolista si è detto aperto a qualsiasi alternativa possa emergere tra i vari contendenti. Questa mattina le azioni in Borsa dell’azienda di telecomunicazioni italiana stanno salendo del 2,24%.

 

 

TIM: ecco proposta CDP-Macquarie e road map per cessione rete

L’offerta del duo CDP-Macquarie non dovrebbe discostarsi da quella di KKR; quindi, si aggirerebbe intorno ai 20 miliardi di dollari. I due soci metterebbero in piedi un veicolo ad hoc e subito dopo verrebbe effettuata la fusione per incorporazione di Open Fiber. Il pacchetto include meccanismi di earn out derivanti sia dalla fusione della società di fibra ottica che da eventuali sostegni da parte del governo di cui si discuterà nel tavolo organizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In questo contesto, l’offerta di CDP prevedrebbe 10 miliardi di euro in azioni e altri 10 miliardi a leva. Nello schema proposto vi è l’ausilio di Credit Suisse e Bank of America per gli aspetti finanziari e dello studio BonelliErede per quelli legali.

TIM ora dovrà decidere tra le proposte in campo, in una partita che sta salendo di tono. Martedì 14 febbraio ci sarà il Consiglio di Amministrazione dell’azienda guidata da Pietro Labriola relativamente alla pubblicazione dei conti del 2022 e dell’aggiornamento del piano pluriennale. Mentre, per il 24 febbraio verrà convocato un tavolo straordinario per decidere sull’offerta non vincolante di KKR per NetCo. La mossa del fondo americano implicherebbe il controllo di un’entità di nuova creazione che comprende la rete fissa domestica di TIM e una partecipazione nell’unità di cavi sottomarini Sparkle. Ricordiamo che KKR è già un investitore nella rete di TIM e ha presentato un’OPA non vincolante per l’intero gruppo alla fine del 2021, alla fine respinta.

Il 23 febbraio anche il CdA di Cassa Depositi e Prestiti si riunirà e altre novità potrebbero emergere dal consiglio. Il problema è che TIM potrebbe essere chiamata a decidere in fretta sulle due proposte, considerando che quella del fondo americano scade il 28 febbraio. Al riguardo, la società italiana potrebbe chiedere un’estensione della validità oltre la fine del mese.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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