Titoli di Stato francesi bocciati, italiani promossi: come reagisce il mercato

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I titoli di Stato francesi sono sotto pressione nel mercato obbligazionario. Il rendimento del decennale è aumentato di 84 punti base al 3,39% nel corso della mattinata. Ora gli Oat decennali hanno un ritorno simile a quello dei Btp italiani sullo stesso arco temporale. Una situazione inimmaginabile circa un decennio fa quando lo spread era sbilanciato verso i titoli del Belpaese per circa 400 punti base a causa della crisi del debito sovrano in Europa.

Gli investitori scontano nei prezzi la mossa a sorpresa di S&P Global di tagliare il rating della Francia da AA- ad A+ venerdì scorso. Il giudizio dell’agenzia era atteso per fine novembre, ma la società ha anticipato il verdetto. Nel contempo Dbrs Morningstar ha promosso l’Italia, alzando il rating da BBB high ad A low, con trend stabile da positivo. Il governo della premier Giorgia Meloni festeggia per il “ritorno in serie A”. L’Italia “si sta dimostrando stabile e credibile, grazie a un periodo di stabilità politica che garantisce maggiore prevedibilità nell’elaborazione delle politiche e credibilità nei suoi piani di bilancio”, ha affermato Palazzo Chigi. In questo articolo:

 

  • La Francia paga la sospensione della riforma delle pensioni
  • Titoli di Stato francesi: cosa aspettarsi dopo il downgrade di S&P Global

 

La Francia paga la sospensione della riforma delle pensioni

I mercati obbligazionari in Francia avevano preso una boccata di ossigeno la scorsa settimana dopo il voto di fiducia ottenuto dal primo ministro Sébastien Lecornu da parte dell’Assemblée National. Il capo del governo si è accordato con le altre forze politiche per sospendere la legge sull’aumento dell’età pensionabile voluta dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron.

Una soluzione però che non è piaciuta a S&P Global per le implicazioni negative che avrà sui conti dello Stato. “L’incertezza sulle finanze pubbliche rimane elevata in vista delle elezioni presidenziali del 2027”, si legge nel rapporto di S&P, secondo cui la Francia sta vivendo la sua più grave instabilità politica dalla fondazione della Quinta Repubblica nel 1958. “L’assenza di visibilità sul piano di consolidamento fiscale pesa sulla crescita economica della Francia”.

Tra l’altro, Lecornu ha ricevuto l’appoggio del Parlamento per ora, ma si tratta di un sostegno basato su numeri esigui. Le discussioni del bilancio 2026 che si terranno prima della fine dell’anno potrebbero rappresentare una bomba a orologeria visti i temi scottanti su cui le varie forze parlamentari sono ampiamente divise. 

 

Titoli di Stato francesi: cosa aspettarsi dopo il downgrade di S&P Global

La decisione di S&P Global arriva dopo quella di Fitch del mese scorso di declassare il debito francese e anticipa di una settimana il giudizio di Moody’s. Ora i mercati resteranno con il fiato sospeso in attesa del pronunciamento di venerdì prossimo, mentre aumenta il pessimismo sulle ripercussioni dell’ultimo downgrade.

“È probabile che questa mossa a sorpresa aumenti la pressione sugli spread delle obbligazioni francesi”, ha scritto su X Mohamed El-Erian, ex amministratore delegato di Pacific Investment Management Co. “Oltre ad aumentare i costi di finanziamento e a intaccare la posizione economica della Francia, il declassamento scuote la fiducia nel cuore di una regione che ha già bisogno di riforme strutturali più profonde per rilanciare la produttività e la crescita”.

A giudizio di Rainer Guntermann, strategist del reddito fisso di Commerzbank AG, “le obbligazioni francesi sono vulnerabili in quanto i declassamenti si stanno materializzando più velocemente di quanto inizialmente previsto. Ci aspettiamo ulteriori battute d’arresto per gli spread francesi prima della fine dell’anno”.

Un problema stringente sui titoli di Stato francesi è il fatto che alcuni grandi gestori patrimoniali probabilmente saranno costretti, per via dei loro regolamenti, a vendere le partecipazioni sulla Francia con la perdita del rating a doppia A. Tra questi gestori figurano colossi come BlackRock, Vanguard, Legal& General Group, e VanEck. Tuttavia, la stragrande maggioranza di detentori del debito francese sarà in grado di continuare a tenerlo dopo il declassamento. “Le ricadute dell’annuncio non programmato dell’agenzia potrebbero essere contenute. Anche dopo il downgrade, è improbabile che le obbligazioni francesi subiscano vendite diffuse”, ha scritto Ven Ram, macro strategist di Bloomberg. “Il rating francese è ancora di molti gradini sopra l’investment grade e S&P ha lasciato le sue prospettive stabili, il che significa che un altro declassamento nel corso del prossimo anno è improbabile”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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