Titoli di Stato USA: ecco come stanno affossando le azioni - Borsa e Finanza

Titoli di Stato USA: ecco come stanno affossando le azioni

Azionario USA penalizzato dal rendimento delle obbligazioni

I rendimenti reali dei titoli di Stato USA sono cresciuti in maniera considerevole quest’anno, trainati dal ripetuto aumento dei tassi della Federal Reserve per combattere l’inflazione. I TIPS a 10 anni, ovvero i bond protetti dall’inflazione, hanno una resa dell’1,2%. Un livello, questo, inimmaginabile fino a poco tempo fa, quando i prezzi al consumo non crescevano e la Banca centrale americana teneva il costo del denaro a zero per rilanciare la crescita. Adesso, con una Fed più aggressiva, gli investitori puntano molto sui titoli di Stato USA. Questo punto è stato sottolineato da Goldman Sachs che ha rimarcato come i trader, dopo un lungo periodo, possono ottenere guadagni dal reddito fisso coma mai negli ultimi 15 anni. Steven Abrahams, responsabile della strategia di investimento di Amherst Pierpont ha affermato che quanto si vede in questo periodo è la chiara aspettativa che la Fed drenerà una grande quantità di liquidità dal mercato.

 

Titoli di Stato USA: azioni svantaggiate da aumento rendimenti

A rimetterci in questo contesto sono i titoli azionari. Quando i tassi federali erano vicini allo zero, gli investitori trovavano poche alternative rispetto alle azioni, perché il ritorno economico dall’investimento era pressoché inesistente. Oggi la situazione si è rovesciata e sono i titoli a rischio a pagare dazio. In modo particolare il problema investe le azioni tecnologiche. Da quando la Fed ha iniziato a inasprire la sua politica monetaria quest’anno, vi è stato un sell-off violento delle azioni tech. La motivazione risiede nel fatto che le società in rapida crescita vedono ridursi il guadagno attualizzato che dovrebbero generare negli anni; di conseguenza la valutazione che gli investitori danno di tali aziende utilizzando il modello dei flussi attualizzati si abbassa.

Inoltre, con rendimenti che salgono, cresce il costo per reperire finanziamenti sul mercato al fine di sostenere gli investimenti, elevati per quelle aziende che puntano alla crescita. Gargi Chaudhuri, responsabile della strategia di investimento iShares per le Americhe, ha dichiarato che la cosa importante per le azioni growth “non è tanto se il picco dei tassi d’interesse si è verificato, ma quanto a lungo rimarrà alto”. A suo giudizio, per i prossimi 18-24 mesi, le società tecnologiche saranno valutate scontando i flussi a un rendimento superiore. Ciò farà la differenza visto che in passato lo sconto avveniva a tassi reali negativi.

Un altro grosso problema riguarda le azioni di società che hanno contratto grandi prestiti a leva finanziaria, in quanto hanno un livello di indebitamento alto. In questo caso, i tassi sui finanziamenti in genere fluttuano, il che implica che non sono fissati a un determinato livello, ma variano a seconda delle condizioni di mercato. Secondo Abrahams, “la notizia è particolarmente negativa” per tali soggetti, con i rendimenti che si sono rapidamente innalzati e che mettono a repentaglio la sostenibilità del debito.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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