I rendimenti dei titoli di Stato Usa sono in calo oggi sul mercato obbligazionario, con le scadenze decennali che vedono una contrazione di 70 punti base al 4,30% nel momento in cui si scrive. Il ritracciamento dei rendimenti arriva dopo un balzo dell’1,49% nella giornata di ieri, a seguito dei dati sull’occupazione americana che hanno ridotto la probabilità di tagli aggressivi dei tassi di interesse della Federal Reserve. In questo articolo:
- Tutte le incertezze sui titoli di Stato Usa
- Goldman Sachs taglia le previsioni sui rendimenti
Tutte le incertezze sui titoli di Stato Usa
Il mercato del lavoro negli Stati Uniti ha fornito un’altra prova di forza. Il rilascio dei dati da parte del Bureau of Labor Statistics – con un giorno di anticipo rispetto al consueto primo venerdì del mese per via della Festa dell’Indipendenza del 4 luglio – ha riportato la creazione di 147 mila nuovi posti di lavoro nel mese di giugno, a fronte di 111 mila attesi, nonché la riduzione del tasso di disoccupazione dal 4,2% al 4,1%, rispetto ad aspettative del 4,3%. Questo significa che la Fed può tergiversare ancora prima di abbassare il costo del denaro. Per il debito americano non è una buona notizia, visto il livello a cui è arrivato. Tassi più alti equivalgono infatti a costi di finanziamento più elevati e quindi una minore sostenibilità del debito.
In ballo c’è anche la questione dei dazi. La scadenza del 9 luglio per trovare un accordo tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi è ormai vicina e il presidente americano Donald Trump ha annunciato che, a partire da oggi, avrebbe inviato lettere indicanti nuove tariffe sulle esportazioni in vigore dal 1° agosto. “Il loro valore varierà forse dal 60%o 70% fino a tariffe del 10 e 20%”, ha detto il l’inquilino della Casa Bianca. In teoria i dazi dovrebbero garantire maggiori entrate fiscali per gli Usa e quindi ridurre il deficit, ma da quando sono entrati in funzione per la prima volta quest’anno, gli investitori hanno venduto i titoli di Stato. Il motivo è che temono si metta in moto un meccanismo inflazionistico che porti obtorto collo la Fed a tenere alti i tassi di interesse.
A far tremare il mercato sui titoli di Stato Usa è anche l’approvazione definitiva al Congresso del pacchetto fiscale da 3.400 miliardi di dollari che ora attende solo la firma di Trump. La manovra, infatti, contiene una serie di tagli fiscali e aumenta le preoccupazioni per l’incremento dell’indebitamento pubblico.
Goldman Sachs taglia le previsioni sui rendimenti
Una Banca centrale più aggressiva sulla sua politica monetaria non convince gli strategist di Goldman Sachs, che in un rapporto hanno abbassato le previsioni per i rendimenti dei Treasury statunitensi. A loro avviso, entro la fine del 2025 questi si attesteranno al 3,45% per le scadenze a due anni (in precedenza prevedevano rendimenti al 3,85%) e al 4,20% (dal 4,50% precedentemente stimato) per le durate decennali. Gli economisti della banca americana ritengono che la Fed taglierà il costo del denaro per tre volte quest’anno, a settembre, ottobre e dicembre. Si tratta di una previsione molto diversa rispetto a prima, quando Goldman si aspettava un solo taglio.
“Un percorso favorevole verso l’abbassamento dei tassi a breve termine può diluire il rischio fiscale e migliorare l’attrattività economica dei titoli del Tesoro”, si legge nel rapporto di Goldman. “Vediamo la possibilità di tagli più profondi per sostenere rendimenti più bassi di quanto previsto in precedenza”. Gli strategist non si sono fatti influenzare dai dati sull’occupazione, sottolineando come la loro forza è stata condizionata dal “contributo smisurato delle assunzioni governative e da un piccolo calo del tasso di partecipazione al lavoro”.
Anche R.J. Gallo, head of Municipal Bond Group di Federated Hermes, ritiene che i rendimenti del Tesoro alla fine scenderanno. “Con molte domande ancora senza risposta, sarebbe ragionevole adottare una posizione neutrale in termini di duration e attendere maggiore chiarezza prima di posizionarsi per un cambiamento rilevante nei rendimenti”, ha detto. “Tuttavia, l’economia statunitense ha sostenuto a lungo livelli elevati di incertezza politica, che hanno indebolito la fiducia di imprese e consumatori e che si rifletteranno sempre più sull’occupazione e sulle decisioni di spesa dei consumatori. Riteniamo che i dati economici ‘hard’ negli Stati Uniti si indeboliranno presto, innescando la ripresa del ciclo di allentamento della Fed, sospeso da tempo, e che i rendimenti dei Treasury scenderanno nei prossimi mesi”.









