Transizione energetica: Exxon Mobil contro Trump al COP29

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La transizione energetica potrebbe subire un brutto colpo con Donald Trump presidente degli Stati Uniti ed è per questo che l’amministratore delegato di Exxon Mobil, Darren Woods, sta cercando di dissuadere il leader repubblicano dal mettere in atto alcune sue iniziative. Prima tra tutte uscire dagli accordi di Parigi del 2015, come fatto nel corso del suo precedente mandato (poi gli USA erano rientrati durante l’amministrazione Biden).  Al COP29 – il vertice sul clima della Nazioni unite in Azerbaigian giunto alla 29esima edizione – Wood ha dichiarato che “per influenzare le cose bisogna partecipare, non uscire”, precisando che una scelta in tale direzione non sarebbe di buon senso nell’ottica di ridurre le emissioni di carbonio.

Exxon Mobil è il principale produttore petrolifero degli Stati Uniti, ma ha avviato da anni un processo di transizione verso forme di energia pulita. Nel 2017 ha provato a convincere Trump a non uscire dagli accordi di Parigi, ma il tentativo è caduto nel vuoto. La campagna elettorale del magnate è stata improntata, per quanto riguarda il tema energetico, sul sostegno alle trivellazioni, in quanto il nuovo inquilino della Casa Bianca ritiene che la potenza americana nel settore debba essere favorita, a dispetto di normative sempre più concentrate sulla riduzione dell’intensità delle emissioni di carbonio.

 

Transizione energetica: la questione dell’IRA

Una delle questioni più calde che la nuova amministrazione Trump potrebbe dover affrontare è quella dei sussidi energetici dell’Inflation reduction act (IRA) del 2022. Tali sussidi hanno a che fare con i crediti d’imposta per la cattura del carbonio, la produzione di idrogeno e di carburante sostenibile. Le misure potrebbero essere smantellate dal 78enne neo-inquilino della Casa Bianca, che ha definito l’IRA  “la nuova truffa verde”. Exxon Mobil è pienamente coinvolta nelle formule di agevolazione fiscale del provvedimento voluto da Joe Biden. Al riguardo, la major statunitense vorrebbe creare un impianto in Texas per generare idrogeno utilizzando il gas naturale, con un’intensità di metano inferiore e impiegando contemporaneamente la sua struttura tecnologica di cattura del carbonio. La produzione di idrogeno consentirebbe di ottenere il credito dall’IRA e solo così la società potrebbe giustificare l’investimento, ha affermato Woods.

“Pensiamo che l’IRA abbia senso, in quanto si distingue per il modo in cui alcuni dei crediti che prevede si concentrano sull’obiettivo di ridurre l’intensità di carbonio”, ha dichiarato alla COP29. Focalizzandosi sui risultati, l’IRA “consente alle aziende e al mercato di capire come soddisfare al meglio gli obiettivi”, ha aggiunto. In questo contesto, “le politiche governative sono fondamentali per incoraggiare gli investimenti nella transizione energetica, in cui le tecnologie a basse emissioni spesso comportano un premio ecologico”, ha sottolineato. In definitiva, il top manager ritiene che “ciò di cui il mondo ha veramente bisogno è una transizione su cui le aziende possano fare soldi e generare rendimenti”. Senza di questo, le aziende non faranno gli investimenti necessari, ha concluso.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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