Trump, nuova minaccia alla Cina. I mercati tremano
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TRUMP, NUOVE MINACCE ALLA CINA. I MERCATI TREMANO

Pronti dazi dal 1° settembre. Francoforte -2,7%, vola l’oro

Fed e Cina. Nessun altro in questo momento è in grado di scatenare l’ira di Donald Trump più di loro. La prima ha tagliato i tassi dello 0,25%, nonostante il presidente Usa avesse più volte premuto a un più consistente ritocco di 50 punti base. E poi il colosso asiatico. Gli incontri di Shanghai tra le due delegazioni sulla cosiddetta “trade war” si sono risolti con un nulla di fatto. E lo stesso Trump ha ammesso che le trattative stanno procedendo a rilento, come se Pechino stesse davvero aspettando il 2020 in attesa delle prossime elezioni americane. E così, puntuale come un orologio svizzero, è arrivato il tweet del capo della Casa Bianca contenenti la minaccia di nuovi dazi. Dal primo settembre sarebbe pronta a partire la fase 3: tariffa aggiuntiva del 10% sui rimanenti 300 miliardi di dollari di merce (soprattutto del settore tecnologico) e prodotti provenienti dalla Cina.

Inevitabile il profondo rosso dei mercati. Tokyo -2,5%. Negativa Wall Street. Il cambio euro dollaro è pronto a riportarsi sopra l’1,11, con l‘oro, bene rifugio, che torna a ridosso dei 1.440 dollari l’oncia. Il petrolio, ieri a 58 dollari al barile, ha rintracciato a quota 53 per poi riportarsi appena sotto i 55. Anche il rame è sprofondato vicino ai minimi dell’anno, mentre il rendimento del Bund tedesco è pronto a rompere il muro del -0,5%.

EQUITY

Dax 11.911 (2,79%)
Scende sotto i 12.000 punti e aggiorna i minimi degli ultimi due mesi, l’indice di Francoforte, indebolito anche dai recenti dati macro che certificano il rallentamento dell’economia tedesca. Come per Piazza Affari, il forte ribasso di oggi potrebbe avviare definitivamente un nuovo trend negativo di breve periodo.

Ftse Mib 21.128 (-2,03%)
i 21.038 punti raggiunti in mattinata sono già il minimo dal 20 giugno scorso. Rotti i supporti a 21.116 che avevamo segnalato ieri, prossimo target a quota 20.653. Trend ribassista di breve periodo ormai ben avviato. Produzione industriale negativa su base annuale: -1,2%, il dato è peggiore di quello di maggio ,quarto negativo di fila.

Cac 40 5.403 (-2,77%)
Raggiunti i minimi dal 18 giugno scorso. Abbandonata la lateralità che ha contraddistinto Parigi per quasi tutto il mese di luglio.

Ibex 8.913 (-1,38%)
Gli 8.870 punti toccati oggi sono il record negativo da febbraio. E’ il listino con le vendite meno consistenti ma è anche quello più in difficoltà nell’ultimo periodo data l’incertezza politica dopo le elezioni di aprile. Intanto la disoccupazione scende meno delle aspettative a luglio: la riduzione è stata di 4.253 unità, a fronte di una stima di 21.400 .

VALUTE
L’Euro si riporta sopra l’1,11 nel cambio con il Dollaro. D’altronde, se la minaccia di Trump si dovesse concretizzare, il Pil mondiale potrebbe subire nuovi ribassi, con conseguente intervento della Fed, stavolta molto più consistente, per ridurre il costo del Dollaro. Occhio alla Sterlina, che dopo aver trovato un po’ di ossigeno sta perdendo nuovamente terreno nei confronti della moneta unica, ai minimi da luglio 2017 nei confronti del Franco Svizzero, altro bene rifugio. Intanto dall’Eurozona buone notizie sulle vendite al dettaglio, +2,6% su base annuale e +1,1% su base mensile, entrambi i dati battono le attese mentre frena l’indice dei prezzi alla produzione.

Euro / Dollaro 1,099 (+0,13%). Euro / Sterlina 0,9151 (+0,16). Euro / Franco Svizzero 1,0949 (-0,14%).

 

COMMODITY
Prova a riprendersi il prezzo del petrolio dopo il crollo di ieri a Wall Street del 7% a quota 53,62 dollari al barile, ma al momento non riesce a superare la soglia dei 55.

Nuova impennata dell’oro, ieri capace di raggiungere i 1.400 per poi riportarsi oltre 1.440 dollari al barile. Percorso inverso per il rame, di cui la Cina è il più grande consumatore al mondo: i 2,58 dollari per libbra raggiunti oggi sono il minimo dal 4 gennaio scorso.

TASSI D’INTERESSE
Il rendimento del Bund tedesco è pronto a sfondare -0,5% un mese dopo aver superato per la prima volta nella storia la soglia del -0,4%. Resta uno degli indicatori principali della paura che pervade gli investitori, e Trump questa volta ne ha trasmessa tanta. Btp decennale italiano a 1,59%.

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Redazione

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