Trump, nuovi dazi a Brasile e Argentina. I mercati fanno scattare le vendite
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TRUMP: NUOVI DAZI A BRASILE E ARGENTINA. GIÙ I MERCATI

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Trump riporta negatività sulle Borse, annunciando nuovi dazi a Brasile e Argentina. Nuovo affondo anche alla Fed e alla Cina

 

Scattano le vendite sui listini azionari, che questa mattina avevano avviato la seduta in positivo. A gettare nuova negatività sulle contrattazioni il fiume di parole del presidente Usa, Donald Trump, affidate alla sua cassa di risonanza preferita, Twitter. Un copione già visto in altre occasioni: l’inquilino della Casa Bianca affida alla social network i suoi pensieri e la sua rabbia per un potenziale di crescita degli Stati Uniti che, a suo dire, non è stato ancora considerato. I mercati? Seguono i suoi sfoghi e cominciano a perdere quota.

Questa volta Trump se l’è presa con Brasile e Argentina, accusati di procedere “con una massiva svalutazione delle loro monete” e di svantaggiare, in questo modo, gli agricoltori americani e le loro esportazioni. E poi l’annuncio: “Perciò, con effetto immediato, ripristinerò i dazi su acciaio e alluminio che vengono venduti agli USA da questi Paesi”. 

Ma non sono soltanto i due Paesi sudamericani a finire nel mirino di Trump. Ecco che sfodera la sua arma preferita: scaricare sulla Federal Reserve la maggior parte delle colpe. “La Federal Reserve dovrebbe agire di conseguenza – scrive Trump su twitter – in modo tale che questi Stati, che stanno diventando tanti, non possano più trarre vantaggio dalla forza del dollaro attraverso la svalutazione delle loro monete. Questo fa diventare molto difficile per i nostri agricoltori e manifatturieri esportare i loro prodotti in modo equo. Bassi tassi e allentamento(monetario) – Fed!”.

A far tornare i timori di un inasprimento della guerra commerciale, dopo le frizioni della scorsa settimana dovute alla posizione pro-Hong Kong assunta da Trump, anche le parole di oggi sulla Cina. “I mercati americani sono cresciuti del 21 per cento – twitta Trump – dall’annuncio dei dazi, lo scorso primo marzo, e molti soldi sono arrivati nel nostro Paese (soprattutto agli agricoltori che sono stati presi di mira dalla Cina)”.

Il Ftse Mib inizia la sua discesa intorno alle ore 12 e dai massimi di questa mattina, a 23.400, scende fino a quota 23.038 (-0,83 per cento). La tenuta dei 23.000 darà un segnale importante per capire l’orientamento delle prossime settimane.

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Grafici by TradingView

 

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