Dopo il successo dell’incontro di oggi a Tokyo tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la sua omologa giapponese Sanae Takaichi, sale l’attesa per il meeting di giovedì che il capo della Casa Bianca avrà con il premier cinese Xi Jinping. L’appuntamento arriva in un clima di ottimismo. Ieri i mercati hanno festeggiato l’accordo dopo i negoziati tra la delegazione americana e quella cinese durante il fine settimana. Wall Street ha aggiornato i massimi storici, mentre gli investitori si stanno allontanando dall’oro, bene rifugio per eccellenza, dopo una corsa sfrenata dei prezzi. L’intonazione positiva è proseguita in seguito all’intesa Trump-Takaichi sui dazi commerciali e sulle terre rare. Ora gli osservatori finanziari si aspettano che lo stesso accada tra due giorni in Corea del Sud, dove si terrà il vertice tra Trump e Xi. In questo articolo:
- Trump-Xi: le questioni sul tavolo
- Trump-Xi: la storia gioca a favore di un accordo
- I rischi per i mercati
Trump-Xi: le questioni sul tavolo
Domenica scorsa è stato annunciato un accordo Washington-Pechino su alcune questioni chiave come le tariffe, le terre rare e il fentanyl. Sembra che la preoccupazione più grande, ossia quella relativa alla minaccia di Trump di imporre dazi al 100% sulla Cina, sia stata accantonata. Tuttavia, rimangono aperti alcuni temi controversi, fermo restando che Trump e Xi dovranno ratificare gli accordi fin qui raggiunti dalle delegazioni. I due leader discuteranno del commercio di soia, che la Cina ha usato come leva nei colloqui commerciali, trattenendo gli acquisti del prodotto statunitense dall’inizio di questa stagione del raccolto.
Verrà anche affrontata la questione delle imposte di spedizione. Le autorità cinesi hanno iniziato a riscuotere tasse portuali speciali sulle navi di proprietà e costruite negli Stati Uniti dal 14 ottobre, lo stesso giorno in cui gli Usa hanno imposto tasse sulle grandi navi cinesi che fanno scalo nei porti statunitensi.
Molto caldo, inoltre, è il tema che riguarda TikTok. Gli Stati Uniti e la Cina stanno finalizzando un accordo per scorporare le operazioni statunitensi della piattaforma di social media cinese di ByteDance, a seguito dei colloqui tenutisi a Madrid in settembre. Il 25 del mese scorso Trump ha firmato un ordine esecutivo in cui afferma che TikTok US sarà di proprietà e controllato in maggioranza da americani. Non si hanno però informazioni che il governo cinese abbia approvato l’accordo. Probabile quindi che Xi firmi proprio giovedì.
Infine, tiene banco la questione della guerra in Ucraina. Gli sforzi di Trump per convincere il presidente russo Vladimir Putin a un cessate il fuoco finora sono caduti nel vuoto. Il leader del Cremlino non sembra piegarsi nemmeno dopo che il tycoon americano ha sanzionato le più grandi compagnie petrolifere russe, Rosneft e Lukoil. Quindi, Trump potrebbe giocare la carta Xi, da sempre molto vicino a Putin, in modo da convincerlo a staccarsi dalla Russia e costringere lo zar a sedersi al tavolo delle trattative seriamente per far finire il conflitto.
Trump-Xi: la storia gioca a favore di un accordo
Secondo alcuni esperti di questioni politiche e finanziarie, il vertice di giovedì potrebbe ridursi a poco più che una formalità. A loro avviso, ormai prevale lo schema Taco (Trump Always Chickens Out), secondo cui il presidente americano fa prima grandi minacce e poi innesta la retromarcia. Così è successo durante la guerra commerciale Usa-Cina del 2019, a cui è seguito un grande accordo tra i due Paesi; lo stesso scenario si è visto a inizio aprile nel famoso “Giorno della Liberazione”, in cui Trump ha annunciato per la prima volta i dazi reciproci scatenando un botta e risposta di tariffe tra Washington e Pechino risolto con un accordo commerciale. “Ogni volta che riceviamo tutti questi grandi ‘titoli’ da Trump, segue lo schema Taco. Sento che anche questa volta è solo strategia”, ha affermato Evelyne Gomez-Liechti, strategist multi-asset di Mizuho.
L’incontro di giovedì potrebbe non mettere una pietra tombale sulla guerra commerciale tra le due più grandi superpotenze economiche mondiali, ma qualsiasi allentamento delle tensioni sarebbe ben accetto dagli investitori, a giudizio di Ross Hutchison, responsabile della strategia di mercato della zona euro presso Zurich Insurance Group. “Un numero non insignificante di gestori di fondi è rimasto diffidente per le enormi turbolenze che abbiamo visto nel commercio globale”, ha detto. Quindi, quegli investitori “sono pronti ad acquistare su un flusso di notizie positive dall’incontro”.
I rischi per i mercati
I rischi per i mercati comunque non sono tramontati. A maggio del 2025, Usa e Cina si erano accordati a Ginevra, ma poi sono seguite fasi turbolente. Entrambi “hanno una storia di negoziati che si interrompono anche dopo un accordo preliminare”, ha detto in una nota Thierry Wizman, Global FX & Rates Strategist di Macquarie. “Ci aspettiamo che l’entusiasmo svanisca”.
Qualsiasi delusione potrebbe colpire le azioni globali e riportare gli investitori nuovamente verso porti sicuri come l’oro. “Il mercato presume che alla fine ci sarà una tariffa reciproca media del 15% tra gli Stati Uniti e la maggior parte dei suoi partner commerciali”, ha detto Art Hogan, capo strategist di mercato di B. Riley Wealth. “Se qualcosa influisce negativamente su questo, in un modo o nell’altro, penso certamente che ci sia più rischio di ribasso”, ha detto.
Inoltre, gran parte di un ipotetico accordo definitivo è stato già incorporato dai prezzi. Quindi le notizie positive potrebbero passare in secondo piano se dalla riunione della Federal Reserve, che domani annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse, e dalle trimestrali delle Big tech, in programma a partire da stasera, dovessero sopraggiungere segnali poco confortanti.









