Ungheria: Banca Centrale alza i tassi ma il fiorino va KO - Borsa e Finanza

Ungheria: Banca Centrale alza i tassi ma il fiorino va KO

Ungheria: la Banca Centrale alza i tassi, ma il fiorino è ko

La Banca d’Ungheria si unisce alla schiera degli istituti centrali che stringono sulla politica monetaria e alza i tassi d’interesse di 2 punti percentuali al 9,75%. L’obiettivo è quello di arrestare la caduta del fiorino, che nell’ultima settimana ha perso il 5% nei confronti dell’euro portando al 10% la perdita finora quest’anno, e contenere l’inflazione, al livello più alto da oltre 20 anni. La Banca Centrale ha affermato che continuerà ad alzare il costo del denaro fino a quando l’indice dei prezzi al consumo sarà in crescita. In questo momento il carovita si attesta al 10,7% ma, nell’ultimo rapporto sull’inflazione, l’istituto monetario ha scritto che potrebbe raggiungere quest’anno il 13%-14%. “La Banca Nazionale ungherese rimane pronta a utilizzare tutti i suoi strumenti per intervenire al fine di garantire la stabilità dei prezzi”, ha detto il Vice Governatore Barnabás Virág.

 

Ungheria: lo scontro con l’Europa per i fondi

L’aumento dei tassi d’interesse potrebbe però infiammare un problema che sta tenendo sulla corda l’Ungheria e la Commissione Europea e riguarda gli aiuti post-pandemici. Il debito ungherese è aumentato notevolmente recentemente a causa degli alti rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni che hanno raggiunto l’8,7%. Questo riflette l’aspettativa del mercato che tra Budapest e Bruxelles alla fine non ci sarà un accordo.

I due contendenti si sono scontrati sulla questione dello Stato di diritto e l’Europa ha trattenuto le sovvenzioni per oltre 15 miliardi di euro riguardo la ripresa pandemica. Inoltre, la Commissione ha avviato una procedura per il blocco di ulteriori miliardi di finanziamenti. Negli ultimi tempi il Governo guidato da Viktor Orbàn ha abbassato i toni sulle controversie con l’UE, mostrandosi propenso a voler chiudere le discussioni il prima possibile. Tuttavia, la situazione rimane tesa e i mercati stanno metabolizzando le tensioni del momento. Peter Virovacz, economista di ING Bank, ha affermato che il mercato è in attesa che l’Unione Europea apra alle concessioni ungheresi e si dichiari pronta a un accordo.

Gli attriti tra l’Ungheria di Orbàn e l’Europa non sono nuovi. Fino a qualche settimana fa lo scontro si è focalizzato sull’embargo del petrolio russo, di cui Budapest è fortemente dipendente dal punto di vista energetico. Il veto ungherese per lungo tempo ha paralizzato le decisioni di Bruxelles, che poi alla fine ha accontentato il Paese dell’Est Europa imponendo il divieto solo per le importazioni via mare. Questo è bastato però per mettere pressione ai titoli di Stato ungheresi, spingendo in alto i rendimenti; e al fiorino, che ha perso quota nei confronti di una buona parte di valute.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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