Unicredit non molla Commerzbank, Orcel: “In scia al 30% entro fine anno”

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Unicredit continuerà la sua scalata in Commerzbank. Con o senza la benedizione del governo tedesco. È questo in sintesi il messaggio mandato direttamente da Andrea Orcel, intervenuto ieri al forum delle banche di Handelsblatt. Il numero uno di Piazza Gae Aulenti ha rivelato che già “entro fine anno” Unicredit “potrebbe arrivare a circa il 30% di Commerzbank”. Esattamente il 29,9%, ossia appena sotto il 30%, soglia che farebbe scattare automaticamente un’opa obbligatoria. Peraltro, solamente la scorsa settimana l’istituto milanese ha portato al 26% la sua quota diretta in Commerzbank, di cui ricordiamo è principale azionista. “L’investimento ha già superato le metriche finanziarie iniziali, creando così un significativo valore per gli azionisti”, aveva dichiarato in quell’occasione la stessa Unicredit.

 

In questo articolo

 

  • Unicredit-Commerzbank: il botta e risposta
  • L’ostacolo del governo

 

Unicredit-Commerzbank: il botta e risposta

Entrando nel merito di quanto dichiarato ieri, Orcel ha inoltre aperto a uno spiraglio a un’eventuale opa nei confronti di Commerzbank, anche senza l’approvazione del governo tedesco che comunque ritiene un “fattore significativo”. “Abbiamo un piano. Abbiamo tutte le autorizzazioni. Se ci sarà un’offerta, lo decideranno gli azionisti”, ha dichiarato Orcel, aggiungendo che “vuole che il prezzo delle azioni Commerzbank continui salire e che “finché continuerà a svilupparsi positivamente, varrà la regola: se loro realizzano profitti, realizzeremo profitti anche noi. E questa è una situazione molto confortevole”. 

Interessanti anche le sue dichiarazioni in merito a un’eventuale ristrutturazione aziendale. Senza un’acquisizione, ritiene che Commerzbank sarebbe costretta a tagliare più posti di lavoro di quanti ne potrebbe tagliare in caso di acquisizione. D’altronde, “le fusioni non riguardano solo la riduzione dei costi e l’efficienza, ma anche gli investimenti, come quelli nell’It. Tuttavia, per esempio, non è necessario ridurre la rete di filiali”, ha chiarito. Evidenziando, inoltre, che Unicredit ha una preferenza su dove potrebbe essere ubicata la sede centrale di Commerzbank in caso di acquisizione, ma “ne discuteremo con il governo”. 

Orcel ha anche confermato la possibilità di rivendicare un posto nel consiglio di sorveglianza, sottolineando che non “esistono regole per garantire che un membro del consiglio di sorveglianza non possa agire contro gli interessi dell’azienda”. Una risposta chiara e diretta alle parole precedenti di Bettina Orlopp. L’a.d. della banca tedesca ha infatti dichiarato che questa possibilità rappresenterebbe un potenziale conflitto di interessi. O meglio “complicata”, considerando il ruolo di concorrente diretto. 

 

L’ostacolo del governo

Il governo tedesco, che detiene il 12,1% di Commerzbank, ha già mostrato il proprio disappunto. Il cancelliere Friedrich Merz e il ministro delle Finanze Lars Klingbeil hanno definito la scalata ostile, sottolineando che un ingresso massiccio di Unicredit potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità del sistema finanziario. Berlino ha chiarito che intende utilizzare tutte le leve regolatorie disponibili per difendere la propria posizione e tutelare gli interessi pubblici.

In questa direzione, Orcel conosce già abbastanza i rischi politici. In Italia la clausola di golden power ha difatti bloccato la scalata su Banco Bpm, aprendo la strada a Crédit Agricole. Allo stesso modo, la decisione di non partecipare all’ops di Mediobanca su Generali ha confermato la volontà di concentrare risorse e capitale sul dossier tedesco, evitando attriti e complicazioni che possano rallentare la strategia. Ovviamente, sul mercato tedesco la concorrenza non manca e continua ad arricchirsi di nuovi attori. Anche JPMorgan Chase, per esempio, ha annunciato che nel 206 lancerà la sua banca digitale, replicando il modello già sperimentato in Regno Unito.  

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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