Unicredit non esce ancora da Russia, cosa fare in Borsa con le azioni?
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Unicredit non esce ancora da Russia, cosa fare in Borsa con le azioni?

Una vista notturna dell'Unicredit Tower in Piazza Gae Aulenti a Milano

Unicredit rimane ancora legata alla Russia dopo nove mesi dall’invasione russa dell’Ucraina. Nonostante l’amministratore delegato Andrea Orcel abbia dichiarato più volte di star lavorando all’uscita del gruppo bancario dalla nazione guidata da Vladimir Putin, e nonostante in effetti alcune riduzioni del volume d’affari in Russia siano state effettuate, l’uscita completa dal paese sembra incontrare delle difficoltà. Lo stesso Orcel lo ha ammesso già nel maggio scorso dichiarando che “l’uscita dalla Russia è complicata. Abbiamo chiaro cosa gli stakeholder vogliono che facciamo e stiamo andando in quella direzione, e lo comunicheremo quando le cose sono eseguite”. L’AD di Unicredit è poi tornato sulla questione a settembre sottolineando come un’uscita disordinata e improvvisa sarebbe stata una reazione emotiva e immorale e sarebbe stato un regalo per Putin: “Dobbiamo tenere conto dei circa 4.000 dipendenti che sono stati con noi per oltre 15 anni”.

 

Il giro d’affari in Russia

Ci sono anche ragioni di bilancio che rendono difficile un abbandono della Russia: nel paese Unicredit ha generato sempre bei profitti. Nel 2020, ad esempio, Ao Unicredit Bank, la controllata di Unicredit in Russia, con le sue 70 filiali ha realizzato 145 milioni di euro di utili netti e più di 500 milioni di euro di ricavi. Il volume dei crediti netti alla clientela si attestava, a fine settembre, a 9,6 miliardi di euro. Anche se la Russia pesa solo il 2% nel giro d’affari di Unicredit, rinunciarvi improvvisamente non è così semplice. Anche perché significherebbe rendere più difficile l’aggancio di Intesa Sanpaolo sulla quale Unicredit si sta riportando in scia.

 

Unicredit: quotazioni alle prese con la resistenza a 13,50 euro

Il titolo Unicredit sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,92%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno dapprima intrapreso un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 13,102, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un massimo a quota 13,344, superando i precedenti massimi di giornata e andando a chiudere a 13,340 euro.

Il rally che ha caratterizzato l’azione a partire dallo scorso 12 ottobre (minimo in area 10,500) potrebbe subire una pausa. Martedì e mercoledì scorso, infatti, la salita dei prezzi si è arrestata in prossimità della resistenza sul livello 13,500, creando oltretutto una configurazione di doppio massimo. In realtà, non ci sono chiare evidenze né di un ritracciamento né tantomeno di una inversione di tendenza, ma è meglio mantenere un atteggiamento prudente. Anche in considerazione del fatto che l’intero FTSE Mib sta salendo molto più lentamente rispetto alla scorsa settimana e con volumi assai ridotti. Non un buon segnale, anzi spesso indicatore di un “falso segnale” rialzista.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 13,500 con target nell’intorno dei 14,218 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte alla violazione di quota 13,102 con obiettivo molto vicino al livello 12,496. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da metà ottobre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia quasi posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 69.

 


L’andamento di breve termine del titolo Unicredit

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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