Unicredit sta cercando di coprire la sua posizione in Commerzbank attraverso una serie di contratti derivati complessi realizzati con l’ausilio di Jefferies Financial Group. Tali strumenti finanziari consentono di limitare il rischio di un calo del prezzo delle azioni della banca tedesca possedute. Secondo quanto riferito da persone vicine alla questione, l’istituto di credito guidato da Andrea Orcel avrebbe costruito le opzioni per mantenere, aumentare o diminuire la sua partecipazione. In realtà nel mercato delle opzioni si sono visti movimenti importanti negli ultimi giorni e Jefferies è apparsa tra i trader più attivi. Secondo le indiscrezioni, la banca d’investimento americana potrebbe presto superare la soglia del 5%, che la obbligherebbe a divulgare le informazioni sul capitale sociale di Commerzbank controllato attraverso un deposito normativo. In precedenza Unicredit aveva riferito che la maggior parte della sua esposizione è coperta con derivati, in modo da avere piena flessibilità per decidere come operare. L’istituto di Gae Aulenti ha utilizzato il supporto di Barclays e Bank of America nella costruzione della sua partecipazione.
Unicredit attende solo la BCE
Unicredit oggi possiede una quota del 21% in Commerzbank, ma finora solo il 9% è effettivo. La parte rimanente, infatti, è detenuta attraverso derivati e subordinata all’approvazione da parte della Banca centrale europea al superamento della soglia del 10% nel capitale della banca tedesca e al raggiungimento del 29,9%. Se Unicredit dovesse arrivare al 30%, per la legge tedesca scatterebbe l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto. Un’ipotesi, questa, che la seconda banca italiana ha messo in gioco, quantunque preferisca fare le cose con gradualità.
L’assalto di Unicredit è stato considerato ostile da parte del governo tedesco, proprietario ancora di un pacchetto del 12% di Commerzbank. Il programma originario di Berlino era quello di una vendere tale quota, dopo aver effettuato un collocamento del 4,5% a settembre. Tuttavia, visto il tentativo di scalata di Unicredit, ogni piano di cessione è stato sospeso. La preoccupazione delle istituzioni tedesche è che una Commerzbank in mano italiane metta a rischio i posti di lavoro e i finanziamenti delle piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale dell’economia tedesca. Le armi in mano al governo però sono spuntate. Lo Stato ha fatto pressione affinché entrasse nella partita Deutsche Bank, ma la principale banca di Germania si è defilata, in quanto una fusione in questo momento colliderebbe con i suoi piani strategici. Nel frattempo il nuovo amministratore delegato di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha propagandato la possibilità che il prezzo delle azioni della banca raddoppi o quasi rispetto alle quotazioni attuali, se l’istituto rimanesse indipendente. Tutto ciò però appare come un abbaiare alla luna. Unicredit attende paziente il via libera dalla BCE – e gli esperti non vedono motivi per cui ciò non debba avvenire. Una volta ricevuto il pass, probabilmente niente sarà più come prima.









