Unicredit ha lanciato in quotazione sui mercati Mot e Bond-X di Borsa Italiana una nuova obbligazione costruita per uno scenario di tassi d’interesse più alti più a lungo. La nuova emissione ha l’obiettivo di ampliare l’offerta destinata agli investitori privati in una fase di mercato influenzata dalle tensioni geopolitiche e dal rialzo delle aspettative sui tassi di interesse, in conseguenza dei timori inflazionistici.
L’obbligazione Unicredit ha una durata di quindici anni (scadenza 2041) e combina una componente a tasso fisso iniziale con una struttura variabile indicizzata all’Euribor a tre mesi. Il prodotto è sottoscrivibile dal 26 maggio al 5 giugno 2026 a un prezzo pari al 100% del valore di emissione, con un taglio minimo di 1.000 euro. L’obbligazione, identificata dal codice Isin IT0005710782, può essere acquistata attraverso il conto titoli, indipendentemente dalla banca utilizzata.
In questo articolo:
- Il funzionamento delle nuove obbligazioni Unicredit
- Valutazione della proposta
Il funzionamento delle nuove obbligazioni Unicredit
Le nuove obbligazioni Unicredit sono costruite per beneficiare di uno scenario “higher for longer”, cioè di tassi d’interesse destinati a restare elevati per un periodo prolungato. Dopo anni di riduzione del costo del denaro, il mercato ha rivisto le aspettative sui tassi anche a causa dello shock energetico collegato alla guerra in Medio Oriente.
La struttura del titolo prevede una cedola fissa del 5,75% per il primo anno. Dal secondo anno fino alla scadenza, invece, il rendimento sarà variabile e dipenderà dall’andamento dell’Euribor a tre mesi, moltiplicato per un fattore di partecipazione del 150%.
In pratica, se il tasso Euribor dovesse attestarsi al 2,181%, la cedola riconosciuta all’investitore sarebbe pari al 3,2715%, cioè il risultato della moltiplicazione del parametro per 1,5. Questo meccanismo consente di aumentare il rendimento rispetto al semplice livello dell’Euribor.
Il prodotto prevede comunque alcuni limiti. Da un lato è presente un cap massimo del 5,75% annuo, che rappresenta il rendimento massimo ottenibile. Dall’altro lato esiste un floor pari allo 0%, che impedisce alla cedola di diventare negativa nel caso di eventuali ribassi dei tassi di interesse. A scadenza verrà rimborsato il 100% del valore nominale investito.
Valutazione della proposta
I titoli di Stato attualmente in circolazione di pari scadenza (15 anni) offrono rendimenti medi del 3,6%, con un aumento in direzione del 4% per le ultime emissioni. Una simile obbligazione con scadenza al 2041 emessa da Intesa Sanpaolo paga invece una cedola di poco superiore al 4%. Il rendimento offerto dall’obbligazione Unicredit per il primo anno appare pertanto competitivo.
Dal secondo anno, invece, bisognerà guardare al valore del tasso Euribor a 3 mesi rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente la data di inizio di ciascun periodo di interesse. Attualmente il tasso Euribor a 3 mesi si attesta a quota 2,204%. La cedola variabile pagata dall’obbligazione Unicredit sarebbe in questo caso pari al 3,3% lordo. Il bond permette, mediante il legame con l’Euribor, di seguire l’innalzamento atteso dei tassi di interesse fino a un tetto massimo del 5,75%. Ciò significa che la cedola conserverà il “vantaggio” sull’Euribor a 3 mesi per valori di quest’ultimo fino al 3,83%. Dal livello attuale si tratta di circa l’1,5% in più dei tassi di interesse. Da sottolineare il livello dell’inflazione in eurozona, confermato al 3% annuale dalla Bce per il mese di aprile. La cedola variabile che verrebbe distribuita attualmente dall’obbligazione permetterebbe quindi di mettere al riparo il capitale dall’aumento dei prezzi al consumo.









