Il cambio USD/JPY è scivolato a poco sopra 146 nella mattinata europea, livello minimo delle ultime tre settimane. A rafforzare la valuta giapponese sono stati i commenti del segretario del Tesoro americano Scott Bessent, secondo cui la Federal Reserve e la Bank of Japan dovrebbero “adeguare” i loro tassi di riferimento.
Recentemente la coppia di valute era balzata a oltre 150, dopo che la BoJ ha mantenuto fermi i tassi di interesse e il governatore Kazuo Ueda ha lanciato al mercato un messaggio di politica monetaria accomodante. Lo yen è rimasto sotto pressione anche dopo che nelle elezioni del mese scorso il governo del primo ministro Shigeru Ishiba ha perso la maggioranza alla Camera alta. Ciò ha generato instabilità politica e preoccupazioni sulle prospettive fiscali del Paese. In questo articolo:
- Cosa ha detto Bessent
- USD/JPY: le prospettive
Cosa ha detto Bessent
Le parole di Bessent hanno avuto un impatto rilevante sui mercati valutari. Il segretario del Tesoro Usa ha affermato che la Banca del Giappone si trova in una situazione di ritardo nell’affrontare l’inflazione, posizionandosi “dietro la curva dei tassi”. Sottolineando di aver già discusso con Ueda sulla questione dei prezzi, Bessent ha detto che la BoJ dovrà “aumentare i tassi e tenere sotto controllo il problema dell’inflazione”.
Attualmente, la Banca centrale giapponese ha uno dei tassi di riferimento più bassi tra le principali economie mondiali, nonostante abbia iniziato il ciclo dei rialzi del costo del denaro mentre le altre stiano quasi per completare quello dei ribassi. In passato Bessent ha espresso approvazione per gli aumenti della BoJ, definendo tali mosse coerenti con i fondamentali economici della nazione. Ora potrebbe essere arrivato il momento di fare ulteriore pressione affinché l’autorità monetaria del Sol Levante segua lo stesso percorso.
Nel contempo, Bessent ha esortato la Fed a tagliare almeno di 150 punti base i tassi di riferimento negli Stati Uniti. Il mercato monetario stima con quasi certezza che a settembre ci sarà la prima sforbiciata da un quarto di punto, con altre tre che arriverebbero entro la fine dell’anno.
USD/JPY: le prospettive
Sulla base delle dichiarazioni di Bessent ci sarebbe da aspettarsi che l’USD/JPY vada incontro a un periodo di debolezza, giacché gli investitori tendono ad accumulare valute che danno rendimenti più alti. Ciò anche se la forbice tra tassi Usa (4,25-4,5%) e tassi giapponesi (0,50%) è ancora molto ampia.
“Bessent potrebbe cercare di indebolire il dollaro attraverso i suoi commenti sulla politica monetaria degli Stati Uniti e del Giappone”, ha detto Hideo Kumano, economista esecutivo presso il Dai-Ichi Life Research Institute ed ex funzionario della BoJ. A suo avviso, però, con questo atteggiamento, “sta infrangendo le regole, ed è possibile che ciò renda effettivamente più difficile per la BoJ agire”.
A giudizio di Marito Ueda, direttore generale del dipartimento di ricerche di mercato presso SBI Liquidity Market, “il mercato era un po’ incerto sul fatto che la BoJ avrebbe aumentato i tassi quest’anno, ma con una pressione come questa dagli Stati Uniti, la Banca del Giappone dovrà farlo. Penso che inizieranno a emergere opinioni secondo cui la BoJ alzerà i tassi al più tardi a dicembre, e più persone potrebbero pensare a ottobre”. Questi aspetti sosterranno la forza dello yen, ha sottolineato Ueda.
Akira Moroga, chief market strategist di Aozora Bank, ritiene che l’USD/JPY potrebbe scendere a circa 140 entro la fine dell’anno. “Con la possibilità in aumento che Ishiba continui a rimanere in carica e l’inflazione resti in crescita in Giappone, non sarebbe sorprendente se la BoJ decidesse di aumentare i tassi a ottobre”, ha affermato.
“Quando Bessent parla, i mercati ascoltano, e ora vuole uno yen più forte”, ha detto Rodrigo Catril, strategist della National Australia Bank di Sydney. “Almeno negli ultimi giorni, il mercato sembra prestare maggiore attenzione alle parole di Bessent, con il tema di fondo di spingere il dollaro verso il basso”.









