USD/JPY al massimo da 4 anni, ecco perché - Borsa e Finanza

USD/JPY al massimo da 4 anni, ecco perché

Valute: USD/JPY al massimo da 4 anni, ecco perché

USD/JPY ai massimi da quattro anni. Lo Yen giapponese continua la sua fase di indebolimento avvicinandosi alla soglia psicologica di 115 rispetto al Dollaro americano. Non si vedevano questi livelli dal marzo 2017 e una rottura della resistenza potrebbe accelerare il sell-off sulla valuta nipponica spingendola verso obiettivi di 120. Quest’anno già lo Yen ha perso oltre il 10%, risultando tra le peggiori valute del gruppo delle 10 divise più importanti.

Ad aver penalizzato la moneta del Sol Levante sicuramente l’atteggiamento da parte della Banca Centrale del Giappone, che ha adottato una delle politiche monetarie più accomodanti tra i principali istituti centrali, allo scopo di rilanciare l’economia del Paese falcidiata dalle chiusure da Covid-19 e che stenta a ripartire.

 

Il motivo per cui gli investitori acquistano il cambio

Il rally del cross USD/JPY è tutto spiegato nella differenza di posizione della Fed e della BoJ di fronte al fenomeno inflazionistico. L’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è cresciuto nel mese di ottobre del 6,2%, un livello che fa pensare agli investitori che la Banca Centrale statunitense non mostri indifferenza e intervenga prima del previsto per una stretta sui tassi.

L’istituto guidato da Jerome Powell già si è fatto sentire ridimensionando il maxi piano di acquisto da 1.200 miliardi di dollari al mese di obbligazioni pubbliche e private, con la speranza di arginare la corsa dei prezzi e di evitare che l’economia americana si surriscaldi. Prima di procedere con l’aumento del costo del denaro, la Fed però vuole essere sicura che l’inflazione non sia temporanea come invece crede. Gli investitori sono scettici sulla transitorietà del fenomeno, pertanto restano convinti che la Banca Centrale USA alla fine si muoverà verso tassi più alti già nella seconda parte del 2022.

In Giappone la situazione è completamente diversa. L’ultimo rapporto sull’indice dei prezzi al consumo rilasciato il 29 ottobre e riferito al mese di settembre ha riportato una crescita dei prezzi su base annua appena dello 0,1%. Se questo poi si associa alla decrescita del 3% annuo del PIL del terzo trimestre, si ha l’idea di come Tokyo debba affrontare un problema opposto a quello di Washington. Di conseguenza il Governatore della BoJ Haruhiko Kuroda con ogni probabilità continuerà ancora a lungo con gli stimoli monetari per far emergere l’economia dal pantano pandemico.

 

USD/JPY: le opinioni degli analisti

Gli analisti sono persuasi che il biglietto verde continuerà a rafforzarsi nei confronti dello Yen. Yukio Ishizuki, strategist valutario senior presso Daiwa Securities Co. a Tokyo, vede in 115 un livello chiave, oltre il quale potrebbe arrivare una nuova ondata di ordini buy da parte dei trader. A suo avviso l’impennata del Dollaro sembra inarrestabile proprio in virtù dei forti dati sull’economia statunitense.

Akira Moroga, manager dei prodotti valutari presso Aozora Bank a Tokyo, segnala come vi sia una concentrazione di opzioni call proprio in prossimità dell’area 115, il che significa che una volta superata quella soglia non vi sono ostacoli per il raggiungimento di quota 118. Secondo Bank of America una Fed che decide di combattere sul serio l’inflazione potrebbe essere una vera manna per il Dollaro USA, mentre UBS e HSBC sono estremamente convinti che il divario tra la moneta americana e quella giapponese proseguirà ad ampliarsi per tutto il 2022.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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