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USD/JPY: ecco perché potrà arrivare a 170

USD/JPY: ecco perché potrà arrivare a 170

Il cambio USD/JPY staziona intorno a 148 nella giornata di oggi, dopo che la scorsa settimana ha toccato vette di 152 costringendo probabilmente il Governo giapponese a un nuovo intervento, dopo quello effettuato il mese scorso per la prima volta dal 1998. Tuttavia, occorre dire che i funzionari pubblici non hanno dato conferma di una nuova azione in tal senso. Finora i tentativi posti per arginare il continuo indebolimento dello yen non hanno sortito grandi effetti, dal momento che la Bank of Japan persevera imperterrita nella sua politica accomodante per cercare di rilanciare l’economia nel Paese.

In queste ore l’istituto centrale sta operando sui mercati obbligazionari per frenare l’aumento dei rendimenti e non manifesta alcuna intenzione di voler rimuovere i tassi d’interesse dal territorio negativo in cui si trovano. Tutto ciò non crea le condizioni ideali affinché gli investitori tornino a comprare la valuta nipponica. Anzi, essi continuano a liberarsene virando su assets che rendono di più.

 

USD/JPY: il cambio è destinato a 170

Alla luce di questa situazione non di certo entusiasmante per lo yen, il cambio USD/JPY potrebbe essere destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Ma quanto? Una previsione imbarazzante viene lanciata da parte dell’ex Vice Ministro delle Finanze giapponese per gli affari internazionali, Eisuke Sakakibara, che vede il cross arrivare a 170 nel 2023. “La maggior parte degli uomini d’affari si aspetta ora un ulteriore deprezzamento dello yen e 170 è ben nel campo di applicazione”, ha dichiarato in un’intervista colui che è denominato Mr. Yen per la sua capacità di influenzare il tasso di cambio attraverso interventi verbali quando ricopriva cariche istituzionali oltre 20 anni fa.

Sakakibara ritiene che il prossimo anno la Banca Centrale giapponese interverrà per aumentare il costo del denaro, ma dopo che scadrà il mandato ad aprile di Haruhiko Kuroda. “Dipende dalle condizioni dell’economia il prossimo anno; se c’è un surriscaldamento dell’economia, che è del tutto possibile, allora la BoJ probabilmente aumenterà i tassi di interesse”, ha detto. L’esperto non crede che l’intervento delle Autorità giapponesi per respingere l’ascesa dell’USD/JPY abbia molto effetto. “Penso che le Autorità sappiano che l’intervento in sé non è così efficace”, ha asserito.

Del medesimo avviso risulta essere Kathy Lien, Amministratore Delegato di FX Strategy, che ha affermato come vi sia una lunga storia di interventi falliti da parte della Bank of Japan e del Ministero delle Finanze. “Noi lo sappiano, loro lo sanno. L’unica volta che gli sforzi di intervento hanno veramente funzionato è stato quando si trattava di interventi congiunti con altre Nazioni del G-7”, ha aggiunto. Infatti, non sono stati pochi a rievocare negli ultimi mesi gli Accordi del Plaza avvenuti quasi 40 anni fa, quando le principali economie mondiali si sono riunite per un intervento coordinato finalizzato ad arrestare la forza del superdollaro. Oggi, secondo gli esperti, senza la riproposizione di un accordo di questo tipo, qualsiasi tentativo isolato sarebbe destinato a cadere nel vuoto.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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