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Wall Street: BofA, i cali termineranno solo con una chiara recessione

Wall Street: BofA, i cali termineranno solo con una chiara recessione

Wall Street è entrata nel panico. Il venerdì nero che ha segnato la Borsa americana avrà ripercussioni serie nelle settimane a venire. La Silicon Valley Bank (SVB), 16° istituto bancario americano e specializzato nel sostegno alle startup tecnologiche, è fallita. Le pesanti perdite registrate dalla vendita di asset obbligazionari in portafoglio per trovare le risorse necessarie a coprire i deflussi sui depositi dei suoi clienti hanno spinto la Federal Deposit Insurance Corp, l’autorità di regolamentazione della California, a chiudere la banca prendendo il controllo dei depositi. Quindi, è stata costituita la National Bank of Santa Clara, una nuova banca in cui far confluire tutti gli asset di SVB.

Un’altra pagina triste della finanza mondiale che riporta alla memoria quanto accadde durante la grande crisi del 2008 con il fallimento della Lehman Brothers. I mercati azionari, già sotto pressione a causa di una Federal Reserve che è tornata a mostrare i muscoli per combattere l’inflazione subiscono questo ulteriore colpo che rischia di innescare un percorso ribassista dalla durata incerta.

 

Wall Street: continuano i deflussi dalle azioni

La scorsa settimana gli strateghi di Bank of America hanno espresso un certo pessimismo riguardo l’andamento delle azioni a Wall Street. Secondo la big bank americana, gli indici USA si troverebbero “inscatolati in un intervallo di negoziazione nevrotico che si romperà solo quando i dati economici indicheranno in maniera inequivocabile una recessione”. Un’eventualità che al momento sembra lontana, dopo i dati sul mercato del lavoro statunitense di venerdì scorso che hanno riportato la creazione di 311 mila nuovi assunti nel mese di febbraio, rispetto ad aspettative di 205 mila unità.

Gli strategist sottolineano come il sentiment di mercato sia andato peggiorando, in quanto “le preoccupazioni per la liquidità delle banche aggravano quelle su una politica della Fed più restrittiva di quanto previsto in precedenza”. Nlla settimana all’8 marzo gli investitori hanno prelevato 500 milioni di dollari dai fondi azionari, i quali hanno registrato la quinta settimana consecutiva di deflussi, secondo i dati EPFR Global citati da BofA. Gli stessi investitori hanno accumulato 18,1 miliardi di dollari in contanti e 8,2 miliardi di dollari in obbligazioni,

Da inizio anno, gli asset investiti in fondi del mercato monetario statunitense hanno raggiunto un nuovo massimo storico di 4.900 miliardi di dollari, poiché “l’aumento dei tassi di interesse a breve termine ha spinto gli investitori a cercare liquidità”, ha dichiarato BofA. Gli investitori hanno impiegato 192 miliardi di dollari in contanti, aggiungendo 18,1 miliardi di dollari nella settimana fino a mercoledì scorso. Inoltre, hanno investito 68,1 miliardi di dollari in contanti una settimana prima, più che in qualsiasi momento della fase pandemica nel 2020. Questa la dice lunga sull’avversione al rischio in questo periodo del mercato.

Gli esperti di Bank of America non sono i soli a lanciare l’allarme. Anche Michael Wilson di Morgan Stanley e Mislav Matejka di JPMorgan sono concordi nell’affermare che le azioni subiranno vendite oltre il primo trimestre dell’anno in corso, per via del deterioramento delle prospettive economiche e degli utili. Se il fallimento di SVB dovesse avere conseguenze in termini di effetto domino sul sistema bancario, la situazione potrebbe aggravarsi al punto da costringere la Fed a rivedere la sua politica da falco e a trovare un equilibrio in mezzo a un’inflazione estremamente ostica e a un’economia che affonda.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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