Wall Street: ecco perché per Morgan Stanley l'S&P 500 crollerà

Wall Street: ecco perché per Morgan Stanley l’S&P 500 crollerà

Wall Street: per Morgan Stanley l'S&P 500 crollerà del 13%

L’ultima giornata di Borsa si è chiusa all’insegna dei rialzi a Wall Street. L’indice S&P 500 ha terminato la seduta con un +0,81%, mentre il NASDAQ-100 si è spinto fino a un +1,9%, portando a un guadagno di circa il 13% nelle ultime 3 settimane. Cosa abbia innescato il ritorno degli investitori ad acquistare in particolare i titoli tecnologici è difficile da dire.

La Federal Reserve ha espresso chiaramente la sua intenzione di essere particolarmente aggressiva sul fronte dei tassi d’interesse quest’anno per frenare l’avanzata dell’inflazione, che ormai ha raggiunto livelli insostenibili negli Stati Uniti. Questo peggiora il quadro per le aziende tecnologiche che hanno bisogno di finanziarsi sul mercato per sostenere gli investimenti e che devono farlo a costi più alti.

Sul versante della guerra Russia-Ucraina si vedono davvero pochi bagliori di luce e anzi si addensano nubi sempre più cupe all’orizzonte, con un’escalation che potrebbe condurre a conseguenze inimmaginabili. Probabilmente il mercato ha scontato gran parte degli scenari più tetri e ora prova a rimettersi in carreggiata in scia a un alleggerimento della pressione delle Autorità cinesi sulle aziende tecnologiche.

 

Wall Street: perché arriveranno le vendite

La tregua però potrebbe non durare molto, secondo Mike Wilson, Chief Investment Officer di Morgan Stanley, che si prepara a un calo dell’S&P 500 di almeno 13 punti percentuali da qui a settembre. A suo avviso, il mercato attualmente ha tutti i tratti di un rally ribassista. Osservato speciale è il NASDAQ, che si trova in un livello di resistenza molto importante costituito dalla media mobile a 200 giorni. Per questo, Wilson ritiene che sia meglio rimanere sulla difensiva.

La sua preoccupazione deriva principalmente dalla crescita dell’inflazione e dalla conseguente politica restrittiva della Fed che fa aumentare i rischi di una recessione. Quest’ultima potrebbe non arrivare quest’anno, ma è probabile che si materializzi nel 2023. Wilson stima che entro la fine dell’anno l’S&P 500 scenderà a 4,400 punti, facendo segnare un calo di circa il 9% dal massimo storico del 4 gennaio.

 

Wall Street: come si comporterà Morgan Stanley?

Il CIO di Morgan Stanley ha affermato che la banca USA ha raddoppiato le sue puntate difensive a Wall Street, investendo soprattutto in azioni delle utilities, dei beni di prima necessità e dell’assistenza sanitaria. Per diventare costruttivo, Wilson ritiene che sia necessario che il principale indice americano finisca prima sotto 4.000, cosa che ritiene probabile. Una ventata di positività potrebbe arrivare se la Banca Centrale statunitense rallentasse il ritmo riguardo l’aumento del costo del denaro, ma l’esperto la considera un’eventualità remota con un’inflazione così alta.

Un driver rialzista potrebbe venire anche dagli utili aziendali che inizieranno a essere diffusi in questo mese riguardo il primo trimestre, precisa Wilson. Sorprese positive sarebbero molto ben accette dal mercato, ma questo non significherebbe che vi sia in corso un allentamento delle condizioni finanziarie, ma che forse le attese del consensus non sono così elevate quest’anno.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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