Wall Street: quanto sono rischiosi i record in serie?

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Wall Street ha chiuso l’ultima seduta registrando l’ennesimo record. L’indice S&P 500 è salito dello 0,30% a 6.532 punti smentendo per ora quanti ricordavano settembre come il mese più ostile per la Borsa americana. Il rally è figlio di un sentiment che, rispetto all’inizio dell’anno, si è completamente capovolto. All’epoca l’inflazione era ancora molto minacciosa, i dazi statunitensi rappresentavano un serio pericolo per la crescita e i rischi geopolitici imperversavano sulla scena internazionale. Oggi il carovita è sotto controllo e gli Stati Uniti hanno raggiunto importanti accordi tariffari con i partner commerciali. Rimangono le tensioni di natura geopolitica per le guerre in corso che non danno segnali di chiusura, ma al momento gli investitori non sembrano preoccuparsene più di tanto. “I mercati sono stati un po’ più resilienti di quanto ci aspettassimo”, ha detto Eddy Loh, responsabile della strategia di investimento di Maybank. “La performance da inizio anno si basa su una crescita economica ancora molto robusta e, soprattutto, sugli utili aziendali”. In questo articolo:
 
  • Arriva la Fed, sarà una conferma per gli investitori?
  • Wall Street: attenzione ai rischi
 

Arriva la Fed, sarà una conferma per gli investitori?

L’appuntamento del 16/17 settembre con la Federal Reserve si avvicina e gli investitori aspettano le decisioni del presidente Jerome Powell sui tassi di interesse e su altri aspetti della politica monetaria. Il FedWatch Tool drl Cme Group segna una probabilità del 92% che la Banca centrale americana tagli il costo del denaro di un quarto di punto, ma non sono pochi quelli che prevedono una mossa più audace. Tale convinzione scaturisce non solo dai dati sull’occupazione statunitense della scorsa settimana, che hanno evidenziato un mercato del lavoro in discesa, ma anche dalla lettura dell’indice dei prezzi alla produzione, ben al di sotto delle aspettative degli analisti.
 
Oggi arriveranno i numeri sull’indice dei prezzi al consumo e, se dovessero confermare la tendenza vista nell’inflazione all’ingrosso, ci sarebbero elementi più che sufficienti affinché la Fed riprenda con decisione il ciclo dei tagli. “Le azioni hanno raggiunto nuovi record poiché un Ppi molto più debole del previsto ha indicato che c’è deflazione piuttosto che l’inflazione prevista”, ha detto José Torres, economista senior di Interactive Brokers. “Il mercato sta rafforzando le probabilità che la Fed effettui tagli durante ciascuna delle sue ultime tre riunioni del 2025″.
 
Loh di Maybank ha affermato che ci saranno due tagli dei tassi quest’anno, con quello di settembre ormai praticamente scontato. “Dato che stiamo costruendo un motivo più forte per la Fed di riavviare il suo ciclo di tagli mentre l’economia rimane su basi abbastanza solide, questo contesto funge da tonico per gli investitori propensi al rischio”, ha aggiunto.
 

Wall Street: attenzione ai rischi

Attualmente Wall Street procede spedita in caccia di nuovi record, conscia del fatto che la Fed farà da sostegno. Tuttavia, come avvenuto spesso in passato, le valutazioni troppo elevate espongono gli investitori a fragorose cadute se dovessero esserci elementi in grado di invertire il sentiment. Quali potrebbero essere questi elementi di rischio? Secondo Loh, i dazi statunitensi risultano ancora una minaccia per il rally della Borsa americana. “I mercati vedranno un impatto più visibile delle tariffe nei prossimi mesi, poiché sono entrate in vigore solo ad agosto e potrebbero portare a un certo temperamento del sentiment”, ha affermato.
Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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