Wall Street senza freni ma Kim Jong torna a minacciare gli Usa
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WALL STREET SENZA FRENI, RESTA LA MINACCIA NORD COREANA

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Nuovi massimi storici a Wall Street, con S&P500 e Nasdaq che volano sopra i livelli di venerdì. Aria di distensione con la Cina ma rimane la minaccia di Kim Jong Un

 

Chiusa la settimana da record, si guarda soprattutto al 2020, dato che fino a fine anno si procederà con contrattazioni dimezzate. L’allentamento della tensione sul fronte della guerra commerciale e le dichiarazioni delle Banche centrali che fanno pensare a una politica accomodante ancora per molti mesi, hanno dato slancio a quasi tutte le asset class, mentre continuano le prese di profitto sui governativi. 

Oggi gli indici americani danno un ulteriore scatto in avanti, con l’indice S&P 500 che segna nuovi massimi storici a 3.227 (+0,11 per cento) e il Nasdaq vola a 8.951 (+0,18 per cento). Più cauto il Dow Jones che poco l’apertura è a 28.557 in progresso dello 0,37 per cento ma senza segnare nuovi massimi.

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Grafico Sp500 by TradingView

 

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Grafico Nasdaq by TradingView

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Grafico Dow Jones by TradingView

Rapporti internazionali

Il presidente Usa, Donald Trump, ha confermato che l’accordo di “fase 1” sarà firmato molto presto, mentre la Cina ha annunciato che taglierà le tariffe sull’import di 850 prodotti, inclusa la carne di maiale congelata, della quale c’è scarsità a causa della peste suina. Dal primo gennaio li dazi si abbasseranno dal 12 all’8 per cento. Nel girone delle merci interessate dai tagli ci sono anche stampanti, ricevitori Tv satellitari, molti prodotti alimentari e chimici. Una decisione che, secondo l’agenzia cinese Xinhua, voce del governo, mira ad “espandere le importazioni, promuovere il coordinato sviluppo di commercio e investimenti, avanzare lo sviluppo di alta qualità della costruzione congiunta dell’iniziativa Belt and Road”. 

Rimanendo sul fronte delle relazioni internazionali, a inizio mese la Corea del Nord ha dichiarato di avere un “regalo di Natale” per l’amministrazione Usa che non piacerà a Donald Trump. Come riportato oggi dalla CNN, il leader nordcoreano, Kim Jong Un potrebbe decidere di abbandonare i negoziati con Washington e qualificarsi come uno Stato di armi nucleari. Secondo fonti informate, Pyongyang non perseguirà più la rimozione delle sanzioni come mezzo per raggiungere lo sviluppo economico né a breve né a lungo termine, ma aumenterà invece il suo impegno nei confronti dell’ideologia di autosufficienza dello stato, nota come Juche.

Secondo alcuni esperti, il “regalo di Natale” farebbe presagire una sorta di lancio avanzato di missili o test satellitari, azioni che probabilmente richiederebbero una risposta da parte degli Stati Uniti e di altre potenze globali.

Dati macro

In una giornata scarna di dati macro, si guarda con interesse ai principali ordinativi di beni durevoli americani, scesi allo 0 per cento a novembre, rispetto allo 0,1 atteso (0,3 precedente). Queste flessioni lasciano aperta la discussione sulla reale ripresa dell’economia americana che, venerdì scorso, è stata fotografata dal Pil del terzo trimestre in crescita al 2,1 per cento. Ancor più marcata è la flessione degli ordinativi (complessivi) di beni durevoli a -2 per cento dallo 0,2 precedente, che ha fortemente deluso l’aspettativa di una crescita all’1,5 per cento. In focus anche le vendite di nuove abitazioni, che sono risultate sotto le attese a 719 mila unità (734 mila previste e 710 mila precedenti).

Più rosee le analisi sul comparto del lavoro americano: secondo l’Economic Policy Institute, c’è una crescita del salario minimo. Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2020, in 22 Stati, 6,8 milioni di lavoratori otterranno un extra pari a 8,2 milioni di dollari in totale. 

I lavoratori guadagneranno, a seconda degli Stati, i tra i 150 e i 1.700 dollari in più all’anno. Il salario minimo federale resterà, invece, a 7,25 dollari all’ora. L’ultimo aumento risale al 2009. 

Settore obbligazionario

Sul fronte obbligazionario, dopo la salita dei giorni passati del titolo decennale americano fino a 1,95 per cento di rendimento, in scia alle notizie sull’impeachment del presidente Trump, oggi lo troviamo poco più in basso a 1,90. Nel tardo pomeriggio, ci sarà il collocamento dei buoni del Tesoro americano con scadenza a 6 mesi e a 2 anni

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Grafico decennale by TradingView

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