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Wall Street: settimana decisiva, cosa potrebbe succedere

Le due statue davanti a Wall Street, il toro e una bambina

Da mercoledì 2 a martedì 8 novembre. Sono sette giorni decisivi quelli che Wall Street sta attraversando. Un filo rosso collega la riunione del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve, mercoledì scorso, alle elezioni di midterm di martedì prossimo. Con la coda lunga, se la si vuol considerare, del G20 a Bali in cui potrebbero sfiorarsi, se non incontrarsi, i tre principali attori che stanno contribuendo a determinare la madre di tutte le preoccupazioni del 2022, il conflitto tra Russia e Ucraina. Parliamo, ovviamente, del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, di quello russo Vladimir Putin e di quello cinese Xi Jinping.

 

Il primo rintocco, la Fed alza i tassi

La prima campana per i mercati è suonata mercoledì scorso con la decisione del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve di rialzare i tassi di interesse di 75 punti base per la quarta volta consecutiva. Rialzo “inusuale” lo aveva definito Powell la prima volta. Ma d’altronde anche l’inflazione avrebbe dovuto essere temporanea. La buona notizia, colta dal mercato, è che davvero potrebbe essere l’ultimo di tale entità e potrebbe lasciare spazio, a partire dalla riunione di dicembre, a rialzi più leggeri (50 punti base). È durata poco la campana a festa per Wall Street. Nel corso della conferenza stampa il presidente della Fed Jerome Powell è stato piuttosto duro. Ha ricordato che l’inflazione è lontana dall’essere sconfitta e ha detto che i tassi di interesse potrebbero essere rialzati più a lungo di quanto atteso e arrivare a un punto di approdo più alto di quanto atteso. In altre parole, dal 3,75-4% attuale si arriverebbe a superare il 5%.

 

Il secondo rintocco, i dati economici

L’eco della prima campana è andato scemando nei due giorni successivi alla riunione, caratterizzati da vendite a Wall Street. Oggi, però, una nuova campana potrebbe suonare: quella dei dati sul mercato del lavoro statunitense. Al di là delle attese – dovrebbero essere state create 200.000 buste paga contro le 263.000 del mese precedente – il fatto importante è misurare se i deboli segnali di frenata dell’economia Usa si faranno più intensi. Finora, infatti, la macroeconomia ha dato ragione ai banchieri centrali sopportando il percorso di rialzo dei tassi. Gli effetti della manovra, tuttavia, si trasmettono all’economia reale con un ritardo di qualche settimana. Forse anche per questo la Fed ha deciso di allentare la presa, senza impegnarsi troppo però, perché le aspettative di inflazione rischiano sempre di scappare di mano. Oltre alle buste paga create nei settori non agricoli il mercato monitorerà anche l’andamento dei salari medi orari, atteso in crescita dello 0,3% esattamente come il mese scorso, e il tasso di disoccupazione che dovrebbe salire al 3,6% dal 3,5% precedente. Da ora in avanti i dati sull’economia Usa dovranno essere attentamente monitorati perché i segnali di sofferenza potrebbero farsi più intensi.

 

Il terzo rintocco, le elezioni di midterm

Le elezioni di midterm che si terranno il prossimo 8 novembre saranno le prime dall’invasione russa dell’Ucraina, le prime da quando l’inflazione ha iniziato la sua corsa e le prime dopo l’assalto al Campidoglio perpetrato dai supporter di Donald Trump il 6 gennaio 2021. Stando agli ultimi sondaggi, è molto probabile che i democratici perdano la maggioranza alla Camera in favore dei repubblicani e vedano restringersi quella al Senato. La conseguenza potrebbe essere un rallentamento di tutto il processo legislativo, soprattutto sui temi economici e fiscali. Da questo punto di vista, un presidente azzoppato potrebbe aiutare la Fed nel suo compito di fermare l’inflazione in quando lo scenario recessivo potrebbe essere per gli Usa più profondo.

 

Per Wall Street potrebbe essere una svolta positiva

C’è un elemento da considerare nel cercare di comprendere come si comporteranno i mercati all’indomani di questa serie di appuntamenti fondamentali: l’incertezza. È molto probabile che lo scenario diventerà meno nebbioso e questo potrebbe conferire ai mercati qualche sicurezza in più. I mercati azionari, si sa, amano le certezze. Non è un caso che, concentrandosi solo sull’ultima campana, in occasione delle elezioni di midterm tenutesi a partire dal 1933 (con un Congresso divisto) l’indice S&P500 abbia messo a segno in media un rialzo del 10,8% annuo.

 

L’analisi tecnica e le strategie operative sull’S&P500

Da inizio anno l’indice S&P500 registra un calo di quasi il 22%, nonostante il recupero messo a segno nel corso delle ultime tre settimane dai minimi a 3.491 punti (13 ottobre). Il movimento al rialzo partito da quei livelli pare tuttavia essere stato affossato dalle parole del presidente della Fed Jerome Powell. Tuttavia c’è anche un aspetto tecnico da considerare nello stop and reverse effettuato dall’indice. La presenza della media mobile a 55 giorni sulla quale l’S&P500 non è riuscito ad avere ragione.

La battuta d’arresto non modifica uno scenario che potrebbe essere nel complesso in via di miglioramento. È però necessario rilanciare il movimento partito dai minimi del 13 ottobre. A questo proposito è necessaria la rottura al rialzo dell’area 3.850/3.900 punti dove sussistono la media mobile a 55 giorni e i massimi relativi della settimana. Oltre tale area ci si potrebbe allungare verso 4.000/4.050 punti. Sarebbe pericoloso, al contrario, un ritorno sotto quota 3.645 punti, che aprirebbe le porte a un test dei minimi dell’anno segnati il 13 ottobre scorso.

Il grafico dell'indice S&P500
L’andamento dell’indice S&P500

 

Wall Street: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Per quanto riguarda l’operatività, si potrebbero valutare strategie long su violazione al rialzo di quota 3.900, con ingressi a 3.915 punti e target a 4.000. Lo stop loss potrebbe essere posizionato a 3.830. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long sull’indice S&P500 che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A238F96 propone un livello di KO a 3.081,45 punti e leva 6. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni del FTSE Mib dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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