C’è una fase, nelle grandi operazioni finanziarie, in cui le parole smettono di essere semplici dichiarazioni e diventano strumenti di precisione. Non si alzano mai troppo i toni, non si chiudono mai completamente le porte. Si respinge, ma si “resta disponibili”. Si raccomanda, ma si “valuta ogni alternativa”. È in questa zona grigia, fatta di comunicati ufficiali e deadline ravvicinate, che si sta giocando una delle partite più importanti degli ultimi anni nel settore globale dei media: quella che porta alla conquista di Warner Bros Discovery.
Come si legge in un comunicato ufficiale, oggi il board di Warner Bros Discovery ha respinto l’offerta rivista di Paramount Skydance, pur concedendo una finestra di sette giorni per eventuali miglioramenti, fissata al 23 febbraio. Questo perché Paramount ha fatto sapere che sarebbe disposta a pagare 31 dollari per azione e che l’offerta non rappresentava la “migliore e definitiva”. Considerando il numero di azioni in circolazione, l’offerta porterebbe il controvalore complessivo a circa 108,4 miliardi di dollari, una cifra sensibilmente superiore rispetto all’accordo con Netflix, valutato invece circa 82,7 miliardi di dollari. Tuttavia, il board sottolinea che si tratta ancora di un’indicazione non vincolante e che una proposta definitiva dovrebbe essere formalizzata con tutti i dettagli di finanziamento e garanzie operative.
In questo articolo:
- Warner Bros Discovery e l’accordo con Netflix e l’inserimento di Paramount
- L’assemblea straordinaria
Warner Bros Discovery, l’accordo con Netflix e l’inserimento di Paramount
Per capire la strategia del board occorre tornare a dicembre 2025, quando Warner Bros Discovery aveva annunciato un accordo preliminare con Netflix per la cessione delle attività di studio e streaming. Oltre al prezzo di circa 82,7 miliardi di dollari, il deal prevedeva la separazione delle attività legacy di Discovery Global, con canali come CNN, TLC, Food Network e HGTV. L’accordo con Netflix era percepito come una scelta solida e sicura: una controparte affidabile, bilanci sani, un piano di integrazione chiaro. Il mercato aveva premiato la certezza di esecuzione: un prezzo leggermente inferiore, ma con maggiori garanzie e tempi certi, può risultare più appetibile per gli investitori rispetto a un’offerta nominalmente più alta ma incerta.
L’offerta di Paramount rappresenta una sfida diretta al percorso con Netflix. Sul piano strategico, per Paramount si tratta di una trasformazione radicale: integrare Warner Bros significherebbe rafforzare il controllo sulla produzione e distribuzione di contenuti, consolidare franchise globali e aumentare la scala operativa in un mercato altamente competitivo. Il board, guidato da David Zaslav e dal presidente Samuel Di Piazza Jr., ha dunque deciso di respingerla formalmente, ma lasciando aperta la possibilità di ricevere una “migliore e finale offerta” entro il 23 febbraio. Una strategia di prudenza attiva: proteggere l’accordo con Netflix, mantenere aperta la porta a una proposta potenzialmente più alta, ma senza compromettere la certezza di esecuzione e la credibilità dell’operazione.
Tant’è che lo stesso Di Piazza ha aggiunto: “Continuiamo a credere che la fusione con Netflix sia nel migliore interesse degli azionisti di Warner Bros Discovery, grazie all’enorme valore che offre, al nostro chiaro percorso per ottenere l’approvazione normativa e alle tutele che l’operazione offre agli azionisti contro i rischi al ribasso. Con Netflix, creeremo un futuro più luminoso per l’industria dell’intrattenimento, offrendo ai consumatori più scelta, creando e proteggendo posti di lavoro ed espandendo la capacità produttiva negli Stati Uniti, aumentando al contempo gli investimenti per guidare la crescita a lungo termine del nostro settore”.
L’assemblea straordinaria e gli scenari
Sempre nella stessa nota Warner Bros Discovery ha anche annunciato la convocazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti per il 20 marzo 2026, destinata a votare ufficialmente sull’operazione con Netflix. Il comunicato chiarisce inoltre che “Netflix ha concesso una deroga limitata per permettere la negoziazione con Paramount fino al 23 febbraio”. Questo passaggio mostra un equilibrio tra sicurezza e apertura: la preferenza resta chiara, ma eventuali miglioramenti di offerta non vengono ignorati.
Dal punto di vista industriale, la partita è simbolica: Paramount punta a un modello verticale integrato, controllando contenuti e distribuzione; Netflix rappresenta il paradigma della piattaforma globale, con monetizzazione dei contenuti attraverso abbonamenti e dati. Warner Bros Discovery deve scegliere tra due visioni, entrambe con impatti enormi sul futuro dell’azienda e del settore. L’elemento regolamentare non è trascurabile: fusioni di questa portata attirano l’attenzione di autorità antitrust in più paesi. La decisione del board, unita alla convocazione dell’assemblea del 20 marzo, crea un processo trasparente, legittimato dagli azionisti e solido di fronte ai regolatori.









