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Xiaomi: le vendite dell’auto elettriche sorprendono

Xiaomi: le vendite dell'auto elettriche sorprendono

L’auto elettrica di Xiaomi sta andando bene e presto potrebbe arrivare al break-even. Secondo quanto ha dichiarato l’amministratore delegato dell’azienda, Lei Jun, all’Investor Day 2024, a partire dal 20 aprile il colosso cinese degli smartphone ha ricevuto oltre 70.000 ordini per la sua berlina SU7, avvicinandosi all’obiettivo per il 2024 di 100 mila consegne. Il veicolo è stato rilasciato alla fine di marzo a un prezzo molto competitivo, inferiore di circa 4 mila dollari rispetto all’equivalente Model 3 di Tesla. In occasione del lancio, Lei ha affermato che la vendita sarebbe stata in perdita, ma nell’ultimo aggiornamento ha stimato un profitto lordo tra il 5% e il 10%, grazie a vendite superiori al previsto e alla riduzione dei costi di fornitura. “Stiamo attualmente discutendo con i partner della catena di approvvigionamento su come aumentare la capacità produttiva e un ulteriore supporto sui costi”, ha detto.

Per fare un paragone con i concorrenti cinesi, Li Auto ha registrato un margine lordo del 23,5% nel quarto trimestre 2023, mentre NIO ha realizzato un profitto lordo del 7,5%. Fuori dalla Cina, il margine lordo di Tesla è in costante diminuzione a causa del continuo abbassamento dei prezzi, raggiungendo il 17,4% nei primi tre mesi del 2024.

Insomma, in un periodo in cui la domanda delle auto elettriche sta subendo una flessione, il segreto del successo per ora di Xiaomi  è la vendita sottocosto al fine di attirare i clienti. “Abbiamo tasche profonde e prevediamo di perdere soldi con la SU7”, ha asserito Lei. La pratica non è molto tollerata in genere, perché si configurerebbe una forma di concorrenza sleale nota come dumping interno che in alcuni Paesi è addirittura considerata illegale. Xiaomi non sembra però preoccuparsene e stima di perdere oltre 8 mila dollari per vettura, il che significa un passivo di più di 800 milioni di euro se la società dovesse raggiungere il target prefissato di 100 mila vendite quest’anno.

 

Xiaomi: i progetti futuri sul fronte auto elettriche e la view degli analisti

Dalla sua irruzione nel mondo delle auto elettriche, Xiaomi si è posta come obiettivo quello di rientrare tra le prime cinque case automobilistiche del mondo. Una meta molto ambiziosa, che richiede una produzione su larga scala. Tuttavia, l’azienda al momento prevede di concentrarsi sul mercato cinese. “Abbiamo una base di influenza globale. Quando saremo pronti a entrare nel mercato mondiale, dovrebbe essere una cosa naturale”, ha affermato Lei. Xiaomi sta elaborando piani per sviluppare il prossimo modello di auto elettrica, un SUV che conta di rilasciare nella seconda parte del 2025, anche se per il momento il CEO non ha condiviso i dettagli. “Penso che una delle ragioni del successo del lancio di SU7 sia stata la sua riservatezza”, ha aggiunto.

In una giornata in cui il titolo quotato alla Borsa di Hong Kong ha festeggiato la trimestrale di Tesla e la notizia sulle incoraggianti vendite delle sua auto elettriche, Citigroup ha deciso di alzare le previsioni sul margine di profitto lordo del segmento al 6% per il 2024. Gli analisti della banca d’affari americano hanno c0sì modificato completamente la precedente stima che dava una perdita del 10%. La banca americana ha però precisato che “il pareggio si realizzerebbe se le vendite annuali raggiungessero 300-400 mila unità”. Inoltre, gli analisti hanno alzato le proiezioni sugli utili per azione del 25% quest’anno, aspettandosi che l’azienda consegni 100 mila auto nel 2024, 200 mila nel 2025 e 280 mila nel 2026. Una view costruttiva espressa anche da Morgan Stanley, con gli esperti che in questo caso hanno confermato il rating Overweight su XIAMO e fissato in 20 dollari di Hong Kong il prezzo obiettivo delle azioni. Rispetto ai valori di chiusura di oggi si tratterebbe di una rivalutazione del titolo superiore ai 20 punti percentuali.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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