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Yen: il governo minaccia l’intervento, ma il mercato vende

Yen: il governo minaccia l'intervento, ma il mercato vende

Il governo giapponese è pronto a intervenire per risollevare lo yen. Il ministro delle Finanze Shunichi Suzuki ha affermato oggi che le autorità nipponiche prenderanno tutte le misure possibili per rispondere ai movimenti valutari, dopo che la moneta domestica è scivolata a quasi 152 per dollaro USA. Suzuki ha ripetuto lo stesso concetto espresso in diverse altre occasioni, ossia che le oscillazioni eccessive sono indesiderabili per l’economia del Sol Levante.

Uno yen debole infatti potrebbe favorire le aziende che esportano, in quanto i loro prodotti diventano più competitivi, ma anche quelle che fanno affari all’estero perché la conversione degli utili da una moneta più forte è favorita dall’effetto cambio. Tuttavia le famiglie sentono la pressione dell’inflazione importata e in particolar modo dell’aumento dei prezzi di cibo e carburante. “Ciò che è importante è massimizzare gli effetti positivi dello yen debole mitigando quelli negativi” ha detto Suzuki ai giornalisti.

Il governo sta facendo alcune mosse per alleviare gli effetti del crollo valutario. Ha adottato un pacchetto economico con lo scopo di diminuire l’onere sulle famiglie. Questo però non è abbastanza, perché ora gli investitori si aspettano un intervento diretto sul mercato valutario come è stato fatto in due occasioni tra settembre e ottobre dello scorso anno.

 

Yen: occhio alle opzioni in scadenza

La pressione sullo yen negli ultimi giorni si è fatta più pesante anche a causa delle numerose opzioni in scadenza questa settimana. Secondo i dati della piattaforma Eikon di LSEG, le opzioni in yen per un valore nozionale di 3,5 miliardi di dollari con strike price tra 151,90 e 152 per dollaro scadranno tra mercoledì e venerdì.

A tenere banco però è la politica monetaria ultra-accomodante della Bank of Japan, che disincentiva gli investitori a puntare sullo yen. L’ultima riunione della Banca centrale alla fine si è rivelata una delusione, perché il mercato non ha ricevuto segnali forti di inversione verso una maggiore restrizione sia sul fronte del controllo dei rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni, sia sul versante dei tassi negativi.

La minaccia del governo di intervenire non sta facendo molta presa sui mercati. “Ciò che ci ha sorpreso è che gli interventi verbali del Ministero delle Finanze giapponese sono stati meno frequenti e non così forti, quindi c’è la possibilità che il livello USD/JPY di 152 potrebbe essere rotto”, ha affermato Yusuke Miyairi, stratega FX di Nomura.

 

Oggi i dati sull’inflazione USA

Tutti i riflettori oggi saranno puntati sulle notizie che arrivano dagli Stati Uniti riguardanti l’inflazione americana. Le attese sono per un raffreddamento dal 3,7% al 3,3%. Un dato deludente potrebbe spingere gli operatori di mercato a comprare dollari sull’aspettativa che la Federal Reserve aumenti ancora i tassi d’interesse dopo una pausa di due riunioni o ribadisca la volontà di mantenere il costo del denaro alto più a lungo. Miyairi però non crede che cambierà molto con riferimento alle valute. “Penso che la reazione del dollaro ai dati sarà asimmetrica. Qualcosa in linea o in basso comporterà una vendita di dollari, ma non credo che inizierà una nuova tendenza”, ha detto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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